Brevi Considerazioni sul "TELELAVORO"


Lo sviluppo tecnologico è sempre stato, nella storia dell’umanità, un formidabile fattore di cambiamento sociale; coglierne le potenzialità per tempo ed immaginarne le possibili ricadute sul vivere quotidiano non è oggi facile soprattutto perché i tempi di evoluzione delle nuove tecnologie sono molto più brevi dei tempi con cui la cultura di massa riesce ad appropriarsene.
Succede così che strumenti tecnologici straordinari per il contributo che potrebbero dare a migliorare la qualità della nostra vita vengano di fatto inutilizzati disattendendone i benefici o rinviandoli a tempi futuri.
L’utilizzo appropriato delle tecnologie informatiche e telematiche, è stato ed è tuttora, un caso emblematico di questo fenomeno.
Non credo di affermare niente di originale dicendo che, in questo periodo storico, assistiamo ad una vera e propria rivoluzione sociale pacifica dovuta anche alla diffusione di queste tecnologie.
Vengono infatti a modificarsi gli aspetti consueti del nostro vivere quotidiano creandosi situazioni del tutto nuove imprevedibili e per questo inquietanti.
Il telelavoro é una fattispecie significativa di questi aspetti avendo in se le caratteristiche innovative che pongono in discussione la concezione tradizionale del lavoro in termini organizzativi, sindacali e più in generale normativi e sociali.
D’altronde l’invalido civile non può non vedere con favorevole curiosità queste nuove modalità lavorative che, almeno in potenza, tagliano in modo trasversale tutta una serie di barriere ( normative, organizzative, culturali ed architettoniche) che l’attuale modo di concepire il lavoro ha in se connaturate.
E’ forse anche per questi motivi che la tematica del telelavoro è rimasta, almeno in Italia, oggetto di disquisizioni accademiche senza mai scendere, se non in casi del tutto singolari, alla realizzazione operativa.
Spinti quindi dalla volontà di essere concretamente propositivi abbiamo deciso di cimentarci su questo terreno presentando alla nostra provincia un progetto formativo F.S.E avente lo scopo di qualificare 15 invalidi civili alla professione di "Tecnico Automazione d’Ufficio Telelavorista".

L’iniziativa in corso ha trovato tutte le condizioni necessarie e sufficienti per concludersi positivamente.
E’ stata sponsorizzata dall’Assindustria e dal Proveditorato agli Studi di Pesaro, ha usufruito della piena e fattiva disponibilità dell’Amministrazione Comunale di Fano e dell’I.T.P. di Stato "A.Volta" presso cui avranno luogo le lezioni, è stata ammessa al finanziamento del F.S.E. da attuarsi nell’anno 1997 nell’ambito dei corsi di formazione professionale della Provincia di Pesaro-Urbino.
Potrà contare di personale docente motivato e preparato, usufruirà di attrezzature didattiche adeguate e di un laboratorio informatico estremamente qualificato e pienamente agibile perchè privo di barriere architettoniche.
Il corso prevede complessivamente 450 ore di attività di cui 96 in stage presso enti o aziende della provincia ( Comuni, Università, Cooperative, Aziende pubbliche, Aziende private ecc.), 122 ore di insegnamenti teorici e 232 ore di insegnamenti pratici nonchè una visita presso il CED di una banca locale di medie dimensioni.
Gli argomenti trattati nel corso sono orientati a far acquisire ai partecipanti le conoscenze e le competenze inerenti la tecnologia ( hardware, software, e telecomunicazioni) proprie dell’attività di telelavorista nonchè le nozioni giuridiche, organizzative, contrattuali, economiche, fiscali e finanziarie che presentino all’allievo lo scenario entro cui la sua attività andrà a svolgersi.
Non ci nascondiamo peraltro le difficoltà sempre presenti in attività pilota quale è quella di cui trattiamo.
In questo momento siamo nella fase di pubblicizzazione del corso a cui seguirà la selezione dei partecipanti, mentre l’avvio del corso è prevista per il mese di aprile p.v.
E’ una iniziativa concreta la cui esperienza poniamo al servizio dell’ANMIC di cui ringraziamo il Presidente Nazionale che sin dall’inizio ci ha incoraggiato a perseguire l’obiettivo che ci eravamo proposto.


Carlo Evangelisti