14° Meeting anticlericale

Si é svolto a Fano, il 22, 23 e 24 agosto scorso il 14° meeting anticlericale. Durante 4 assemblee la discussione é ruotata sui temi già abbozzati sul Peccato numero 8. L’idea dell’araba fenice ha sollecitato molti interventi a favore di una prosecuzione dell’attività dell’Associazione per lo sbattezzo a partire dai 1500 associati e dai, circa, 3000 sbattezzi di cui si ha notizia ma la (relativamente) scarsa partecipazione ai dibattiti (al di sotto delle 100 persone) ha segnalato ancora una volta il confine fra l’esortazione e l’auspicio da una parte e l’assunzione di impegni e la pratica di lotta dall’altra. Il meeting, nonostante le enormi difficoltà organizzative, la situazione "sgarrupata" che si trovava all’interno del Bastione Sangallo, ha visto circolare circa 1500 persone; questo dato rileva ancora una volta la discrasia fra la festa e l’incontro militante, fra una superficiale manifestazione di antagonismo al clericalismo e la necessità di dibattito e organizzazione attorno a progetti e campagne di denuncia e di agitazione per contrastare efficacemente e quotidianamente (non solo in periodo feriale) l’ingerenza delle caste religiose nella vita sociale.

Una discrasia che si manifesta come contraddizione evidente e che conferma i dubbi già avanzati circa la possibilità e l’utilità di organizzare ancora una simile manifestazione.

Questo 14° meeting ha marcato più che nel passato il dato di una manifestazione marginale, nella quale l’assemblea diviene sfogatoio delle annali frustrazioni, nella quale il momento conviviale assume le sembianze del supermercato consumistico, nel quale le manifestazioni culturali anziché prefigurare una ricerca artistica emulano una cultura chiassosa e mercificata.

Le presenti critiche, già latenti da anni, si sono palesate nelle discussioni di quest’anno, mettendo a nudo i limiti e le debolezze di un movimento anticlericale che non riesce ad uscire dalla pura testimonianza della propria esistenza. Denunciare questa crisi non basta, soprattutto per chi come noi, in questi anni, é stato animatore e protagonista di queste manifestazioni. Così come questa crisi non fà venire meno le ragioni di una moderna e contestuale critica al clericalismo e la necessità di agire nella società per contrastare questo potere reale, temporale e tangibile.

E’ quindi necessario dare forma e contenuto alla ripresa di una iniziativa su questo terreno. Un’iniziativa che deve essere lotta contro i poteri costituiti, contro il conformismo che ci vuole sudditi condiscendenti alla nostra sudditanza, per la riaffermazione dei principi della libertà di pensiero, azione e manifestazione. Un’iniziativa che può vedere l’anarchismo schierato in prima fila proprio a partire dalle sue peculiarità e dal ruolo preminente che ha svolto nell’azione anticlericale degli ultimi 20 anni.

Questo é il messaggio che esce dal meeting di Fano e che alcuni compagni ed alcune compagne si impegnano a portare avanti indipendentemente dallo svolgimento o meno di un meeting anticlericale nel 1998.

I terreni di un’azione e gli spunti per un’iniziativa non mancano di certo di fronte alla pervasiva presenza del clericalismo ed alla strategia vaticana che vede nel giubileo del 2000 l’occasione storica per ridefinire un ruolo egemone nella politica globale. Di fronte all’abbraccio secolare fra la struttura gerarchica della chiesa cattolica e la struttura gerarchica dello stato reso evidente dalla politica governativa, reso evidente dalle squallide genuflessioni alle quali assistiamo da parte di personaggi che si pretendono portatori dei valori della sinistra (da Ingrao a Bertinotti, passando per D’Alema ansioso di ergersi a statista dopo essere stato asperso al di là del Tevere), reso evidente dalla conformistica e opportunistica politica degli eredi del secolo dei lumi; di fronte a ciò solo la salutare intransigenza e mordacia anarchica può ergere una barriera culturale, sociale e politica dietro alla quale potranno schierarsi tutti coloro che, anarchici o meno, vogliono oggi, concretamente, contrastare le strategie del dominio.

Non vi é bisogno di sottolineare ciò che le compagne ed i compagni già sanno e cioè che siamo ben coscienti della parzialità di questa battaglia; va invece sottolineata l’essenzialità di questa, pur parziale, battaglia resa oggi ancor più necessaria proprio nel momento in cui quei movimenti storici, sociali e politici che affondano le loro radici nella critica antiteistica, atea, antiteocratica, libertaria (che peraltro non abbiamo mai disdegnato di criticare) abdicano definitivamente ogni pretesa di laicità.

Il giubileo e le manifestazioni che lo accompagnano sono oggi la esibizione tangibile della potenza della chiesa cattolica e del papato, ciò é già sufficiente a rendere attuale, necessaria e pregnante un’iniziativa anticlericale.

Sullo sviluppo di proposte e appuntamenti riprenderemo la parola.

 

 

 

Torna alla pagina dei meeting

Tocca il diavolo per tornare alla Home Page