Lettera aperta a Paolo Bonetti.
Abbiamo letto interessati la sua "Opinione" pubblicata sulla Gazzetta di Fano sabato 30 Luglio.
Abbiamo apprezzato il taglio non "diffamatorio", ragionevole e profondamente differente da altre dichiarazioni che hanno utilizzato notizie false, diffamatorie, per portare acqua al loro mulino (l'Avv. Giuliani non ha utilizzato le parole da lei citate ma durante la conferenza stampa al Circolo Cittadino del 21.7.90 ha affermato che quella degli organizzatori del Meeting è una "Associazione di delinquenti", questa è un'affermazione molto grave e Giuliani sarà da noi chiamato a rispondere di questa affermazione).
Ci permetta però di fare alcune osservazioni sul suo intervento:
chi l'ha informata sulle edizioni precedenti del nostro Meeting forse non ha seguito attentamente tutti gli avvenimenti che venivano presentati ed offerti dal Meeting, forse si è lasciato influenzare dalle cronache della stampa locale, quasi tutte incentrate a notare gli episodi "negativi" oppure il folklore spicciolo (Menù eretico, giovani "Punk" ecc.).
Eppure il Meeting proponeva innanzitutto dibattiti su temi di grande attualità, con una folta partecipazione di pubblico e con rilevanti interventi (la stampa nazionale in questi casi è stata più attenta e certo più colta).
Questo per riaffermare che non ci interessa affatto riaprire un intervento anticlericale "ottocentesco"; il nostro intento è esattamente il contrario: riportare di attualità l'intervento di critica al cattolicesimo integralista che in questi ultimi anni ha conquistato molto spazio nella vita sociale e morale (e al laicismo "classico" addebitiamo il fatto che il "non intervento" di fatto lascia spazio culturale e politico alla "restaurazione").
E' vero, in qualche cartello sono state riprese vignette dalla rivista di Podrecca, ma per curiosità storica, non certo perché è quello il modello a cui ci ispiriamo (le inviamo a parte le pubblicazioni da noi curate e potrà notare la differenza).
La questione delle denunce: non è solo una questione legale come ci sembra riduttivamente da lei esposto.
Infatti i "reati" (d'opinione) che Giuliani e C. ritengono siano stati commessi hanno una loro origine ben precisa: Il Concordato Laterano del '29.
Questo trattato stipulato tra il primo ministro del Regime di allora l'On. Benito Mussolini, segretario del Partito Fascista, e il Cardinal Gasparri è ... l'origine dei nostri mali.
Infatti i Codici, Penale e Civile attuali entrarono in vigore rispettivamente nel 1931 e nel 1942, firmati, rispettivamente da Mussolini e Rocco e Mussolini e Grandi.
Tali Codici sono stati quasi per nulla modificati, e risentono tuttora dell'impianto di marca fascista. Tale impianto recepisce in pieno la particolare situazione post "Trattato del Laterano" e nel nostro Codice ritroviamo una serie di norme illiberali e asservite alla religione di Stato (appunto, quella Cattolica).
Dal periodo post bellico sino ad oggi, tali norme hanno permesso la persecuzione di artisti e uomini di pensiero che hanno liberamente espresso la propria opinione sulla religione cattolica e sui suoi apparati di Potere. Non solo, sono stati perseguitati vignettisti e umoristi che si ritenevano liberi di fare satira su personalità religiose alla stregua di qualsiasi altra figura di potere. La Chiesa cattolica ha così avuto modo di chiudere la bocca a chi con i suoi graffi scalfiva l'aureola di santità che circonda a torto la politica vaticana e ... democristiana.
Ci sono volute molte lotte, ad esempio, per cancellare quell'articolo del Codice che vietava di parlare in pubblico di controllo demografico! E molte lotte ci vorranno per cancellare dal Codice l'articolo che dichiara reato l'offesa "alla divinità", come se qualcuno fosse a conoscenza di ciò che offende realmente Dio (o meglio, chi ci crede):
La bestemmia? La ricchezza? La menzogna di chi ha costruito un impero politico ed economico su di una fede religiosa?
Con il nuovo Concordato tali questioni sono state o taciute o riciclate.
Lei saprà che di recente anche il divertente e lungimirante adesivo "Papa Wojtyla? No, grazie" ha subito un ... tentativo di incriminazione.
Noi riteniamo giusto invece che la gente esprima i suoi gusti e le sue allergie nei confronti degli uomini politici, e non pensiamo che, solo perché ci si autoelegge "vicari di Cristo", si possa essere esonerati dalla satira e dalla contestazione.
Così, pur nella confusione e nella cattiva gestione degli spazi pubblici fanesi da parte di più di una Amministrazione, abbiamo continuato a fare il Meeting, e non ci siamo stupiti più di tanto dei tentativi di creare scandalo su piccoli fatti accaduti o su fatti del tutto inventati.
Così come non ci stupiamo delle fantasiose lettere di protesta di "musulmani" che ci minacciano senza neppure sapere perché, e ritengono di dover parlare a nome di tutti i loro confratelli (Tecchi, Giuliani?).
Non ci stupiamo del silenzio che certa stampa locale pone su questi episodi, e sull'assassinio in nuce della libertà di espressione: non va più di moda stare dalla parte di chi dice cose scomode, va di moda assecondare i prepotenti e credere alle Visioni e agli Dei.
Anche nel Pci, sembra che qualcuno abbia venduto l'anima... a Dio, al Diavolo, a vari Santi.
CIRCOLO CULTURALE "NAPOLEONE PAPINI"
Fano, 3.8.90
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