DOSSIER VII MEETING ANTICLERICALE
Sono ormai sette anni che a Fano organizziamo il Meeting Anticlericale, siamo ormai abituati agli anatemi dei cattolici integralisti: fin dal primo meeting, la "Zona Dewojtylizzata", fummo accusati di "blasfemia", ma si sa che per i cattolici oltranzisti ogni azione, parola o pensiero non il linea con il loro è una.... bestemmia.
Quest'anno però l'attacco nei nostri confronti è stato particolarmente virulento e pesante. Purtroppo questo attacco è stato assecondato da una forza politica come il PCI fanese che pur di gestire "poltrone" insieme alla DC ha tranquillamente permesso il nostro linciaggio (anzi vi ha partecipato) attentando al "diritto alla libera espressione".
In questi sette anni la politica delle forze integraliste è mutata, infatti nei primi anni, oltre ai soliti anatemi, si è cercato di minimizzare le nostre iniziative. Ricordiamo le "note" di Valerio Volpini su "Famiglia Cristiana" in cui si diceva di aver visto partecipare ai nostri incontri poche persone, gli articoli sul nostro "Meeting Antistorico" (chissà allora cos'è quello di CL) di alcuni giornali parrocchiali oppure le pretese dell'allora (come adesso) Vicesindaco DC fanese Avv. Giuliani Giuliani che ci autorizzava il luogo dove poter svolgere il Meeting (la Rocca Malatestiana) a condizione (non rispettata) di esporre i cartelloni e gli striscioni pubblicitari con la famigerata parola "anticlericale" SOLO ALL'INTERNO della Rocca e non all'esterno.
Questa posizione è radicalmente cambiata due anni fa, probabilmente alla base di tale cambiamento sta il fatto che il Meeting si è sempre più ingrandito e ciò dava fastidio, bisognava perciò assolutamente annientarlo.
E' partita quindi, due anni fa, una campagna denigratoria nei nostri confronti montata su alcuni episodi avvenuti completamente all'esterno del Meeting (una rissa in un bar del lungomare, provocata da un battibecco tra giovani locali e giovani in abbigliamento "Punk", e secondo la stampa locale, attirati dai concerti musicali che offriva il Meeting).
Quindi c'è stata una serie di articoli sulla stampa locale con titoli pesantissimi tipo "Meeting violento", quando di "violenza" al meeting non c'era stato assolutamente nulla.
Inizia così la crociata dei consiglieri DC Tecchi e Giuliani (in quel momento all'opposizione),i quali con interpellanze in consiglio comunale hanno cercato di dimostrare che alla Rocca Malatestiana si commettevano "efferati reati", cioè si "bestemmiava" (noi crediamo che la bestemmia non sia una prerogativa del meeting anticlericale, anzi!). Comunque le autorità giudiziarie addette consideravano inconsistente questa denuncia.
Lo scorso anno l'attacco violento si ripeté (la DC sempre all'opposizione in cerca di temi polemici contro l'amministrazione); nonostante che in giro per la città non fossero avvenute risse si trovo' il pretesto dei "drogati" (altra prerogativa che non è del meeting anticlericale, bensì presente dappertutto nella nostra città per 365 giorni l'anno; forse questi "drogati" visti da qualche benpensante erano quelli che non hanno i soldi per andare a Malindi in Kenia come invece sono soliti fare politici e figli di grandi imprenditori) e della gente che andava in giro a "pisciare" sui muri ( fatto accaduto settimane prima del meeting ma accreditato al meeting!).
Erano questi gli atroci delitti che turbavano l'ordine pubblico (rispondemmo che anche nel luogo del Festival dell'Amicizia venivano abitualmente trovate siringhe e c'era stata gente che ubriaca, aveva ADDIRITTURA vomitato in terra, ma non ci fu nulla da fare: quella era gente rispettabile, noi no!).
Tecchi e Giuliani ripartirono con le loro "crociate", stavolta non potendo esibire "bestemmie" trovarono che era stato offeso l'onore del Santo Pontefice e capo della Chiesa Cattolica (qualche buontempone aveva ribattezzato i cessi installati davanti al Bastione Sangallo, luogo del Meeting, come W...ojtyla C...arol). Da questa cosa partì, sembra, anche una "nota diplomatica di protesta" della Nunziatura Apostolica in Italia e diretta alla Farnesina (si disse che non erano stata tutelata, come doveroso, l'immagine di un capo di stato estero: suggeriamo a Saddam Hussein di procedere anche lui, in qualità di capo di stato estero, a farsi tutelare legalmente l'immagine dal linciaggio che in questi giorni stanno operando nei suoi confronti sia uomini politici che mass media).
Il risultato fu, sembra, una lettera del Prefetto che invitata il Comune di Fano a non concedere per iniziative (del nostro genere) la sala "dell'Istituzione" (cioè la sala del Consiglio Comunale). Questo provvedimento, di per se discutibile, è comunque molto lontano dallo zelo della attuale giunta fanese cioè di non concederci NESSUNO spazio pubblico.
E' evidente a tutti che questa decisione non deriva dalla necessità di "tutelare l'ordine pubblico" (inconsistente necessità), ma è il frutto di un patteggiamento di potere tra DC e PCI. Ci hanno utilizzato come merce di scambio per i loro sporchi giochi di potere e poltrone.
Ma noi non desistiamo, siamo decisi ad andare avanti.
Quest'anno pur tra mille difficoltà (illustrate in questo dossier) e con un pubblico ridottissimo rispetto alle edizioni passate siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo.
Ma sicuramente questo settimo non sarà, come qualcuno si auspica, l'ultimo meeting.
CIRCOLO CULTURALE NAPOLEONE PAPINI
Fano, 30 settembre 1990
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