AL SINDACO DEL COMUNE DI

SAN COSTANZO

 

Oggetto: Utilizzo Teatro "La Concordia" nei giorni 24/25/26 Agosto.

 

Abbiamo assistito "sbigottiti" ad un'indegna gazzarra ed un putiferio "infernale" scatenato dal Parroco e dalla DC locale.... alla notizia che avremmo svolto 3 dibattiti pubblici al Teatro "La Concordia".

Il loro obiettivo era quello di impedire che si potesse liberamente dibattere ed esprimere idee che, per fortuna, non collimano con le loro.

Questi signori, non avendo a disposizione nessun elemento probante per le loro integraliste teorie, hanno farneticato diffondendo notizie false e diffamanti; inventando cioè "sataniche orde" e amenità simili.

Ci sembra che cio' si scontri con la tanto conclamata "carità e tolleranza cristiana", il detto evangelico "... porgi l'altra guancia" da qualcuno a San Costanzo è stato trasformato in "Vi rifacciamo tutte e due le guance....", abbiamo consultato alcuni manuali ma non ci risulta che la "minaccia" sia una virtù teologale.

Purtroppo è ben difficile discutere con chi minaccia "la guerra santa", e con estremo stupore abbiamo scoperto che la legge del taglione è in vigore nei paesi integralisti islamici e qui da noi.

Han già cominciato ad accatastare fascine sulla pubblica piazza? La richiesta di questo luogo pubblico è stata fatta per farci un bel rogo o per preparare picchetti e vendette personali.

Il Parroco ha urlato dal pulpito che bisogna impedire... che venga presentata la Dispensa sui "Guasti psicologici dell'Educazione Religiosa".... non ci sembrava la nostra un'azione trasgressiva e blasfema; la sua reazione, le sue sconsiderate prediche e i suoi sogni sul Diavolo rafforzano invece la convinzione che la religione provoca gravi guasti.

Questi atteggiamenti ci inducono ad alcune riflessioni: La Giunta di Fano ci aveva negato alcuni luoghi pubblici per una presunta "turbativa" dell'ordine pubblico, la Giunta di San Costanzo aveva accolto la nostra richiesta di utilizzo di una sala per alcuni dibattiti ed ecco che i clericali locali hanno sollevato un pandemonio.

Allora il punto è questo:

NON SIAMO NOI A TURBARE L'ORDINE PUBBLICO MA SONO I CATTOLICI INTEGRALISTI CHE VOGLIONO IMPEDIRE OGNI LIBERA ESPRESSIONE DI PENSIERO.

La tecnica è anche abbastanza semplice: basta minacciare di fare una "sollevazione" popolare.

Ma questo modo di agire non è quello di impedire l'espressione delle idee diverse? In Italia non esiste libertà d'espressione, libertà di religione (e di non-religione)?

Si deve riflettere anche su dove può portare una simile barbarie: oggi tocca agli anticlericali, domani si dà addosso agli extracomunitari e poi..... non è razzismo questo? E' forse un nuovo modo del far politica? Tempi tristi ci aspettano.

A causa della reazione violenta dei gruppi oltranzisti cattolici è minacciata la nostra possibilità di libera espressione delle idee: nel "laico" stato Italiano sono forse "fuorilegge" coloro che sono dubbiosi, atei, agnostici o anticlericali? esiste ancora un Papa-Re?

Detto ciò, francamente, non ci interessa fare i "MARTIRI", non ci interessa fare da esca a malintenzionati fomentati dai clericali oltranzisti.

Ci dispiace dare soddisfazione a tale Don Benito ed alla sua curiosa rivendicazione territoriale: cioè che intorno alla sua chiesa vuole almeno 500 metri di terreno neutrale dove non possono aver accesso gli "indesiderati" (poveri noi e poveri tutti), ma non ci preoccupiamo con lui ci rivedremo presto in tribunale (le sue farneticanti prediche cercherà di rifarle davanti ad un giudice e vedremo i risultati).

Pertanto rinunciamo all'utilizzo del Teatro La Concordia nei giorni in oggetto.

Si perché questo avevamo chiesto, di svolgere alcuni dibattiti nel Teatro Comunale, pagandolo, garantendo le pulizie e stipulando anche una polizza assicurativa.

Invitiamo il Sig. Simone Martinelli a visitare il Teatro per riscontrare in quali condizioni di in-curia (sic) è attualmente ridotto, e ci risulta che questo locale sia stato utilizzato, tra l'altro, per recite e feste parrocchiali!!

Altro che "turbolenti": noi abbiamo avuto sempre cura delle strutture pubbliche.

Se a Fano ci hanno negato gli "spazi" ciò è a causa di un calcolo politico, e su questo abbiamo già avviato i ricorsi legali per difenderci dalle diffamazioni e dall'abuso di potere operato nei nostri confronti.

Noi continueremo a fare le nostre attività anticlericali, non è forse giusto opporsi ai privilegi delle sette religiose come quella cattolica in questa società, che si finge democratica e poi invece lascia che accadano certe cose?

Noi pensiamo di avere il diritto di parlare di Wojtyla perché per noi è un uomo politico come tanti altri. Non pensiamo che sia stato eletto Papa-Re.

E se i veri "turbatori dell'ordine pubblico", i fanatici cattolici, ci minacciano il blocco digestivo... vorrà dire che faremo i nostri dibattiti.... nelle catacombe.

 

Circolo Culturale "Papini"

Fano, 21.8.9O

 

 

 

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