"TECCHI FAI SCHIFO"

 

Come tutti voi saprete, viviamo in un'epoca nella quale le apparenze...non ingannano: nel senso che spesso, sotto la superficie dei messaggi, dei fenomeni, non c'è proprio niente altro. "What you see is what you get": ad esempio in politica; si fanno campagne elettorali all'insegna del bel niente, ormai la tecnica retorica delle grandi foto, dell'immagine patinata e del cervello vuoto attecchisce anche oltre Oceano.

Attecchisce... tanto che il dc Corrado Tecchi ha creduto bene, di fronte al suo squalificante programma politico, di farsi anche lui quest'anno la sua bella campagna elettorale a suon di foto stile Smargiante.

Il 10 è il massimo dei voti, e allora date questi benedetti voti al 10 (Il Tecchi ha ben pensato di farsi spostare il posto in lista per figurare al numero 10 sia nelle liste Comunali che quelle Regionali): è così è stato!

Beh, non è altro che verità il fatto accaduto al seggio numero diciannove, ove il presidente del seggio (marito di una esponente DC fanese) ha conteggiato come preferenza per il Tecchi una scheda con su scritto "Tecchi fai schifo" (adducendo che il nome Tecchi era quello di un candidato e pertanto gli si poteva attribuire la preferenza mentre gli altri nomi non si trovavano nelle liste). Questo può essere annoverato come uno fra i tanti episodi ridicoli delle recenti elezioni, e non fa certo scalpore di fronte a ben altre pesantissime manipolazioni.

Comunque, fa pensare il fatto che continuamente siano sempre gli stessi personaggi a proporsi come paladini della "giustizia" mentre le loro azioni, certi privilegi, l'operato politico, li smentiscono nei fatti.

Il democristiano Tecchi, infatti, durante le trattative per la nuova Giunta, è giunto a richiedere favori di tipo prettamente mafioso, pretendendo che ci venissero da ora in poi negati gli spazi sociali (cioè di tutti) per svolgere la attività anticlericali.

Un simile personaggio è addirittura candidato come vicesindaco e poi sindaco della giunta/minestrone sulla quale galleggiano verze verdi e broccoli bianchi.

E' noto che il Tecchi è stato il primo a premere perché certi spazi venissero lasciati alle erbacce piuttosto che a noi del Papini, non solo, egli ha operato per alzare un immenso ed inconsistente polverone inventandosi o esagerando fatti che nella sua ottica avrebbero dovuto diffamarci a regola d'arte.

Il Tecchi, che alcuni chiamano il "nostro nemico", tutte le Estati va blaterando di denunce nei nostri confronti, ed assieme ad altri esponenti del benpensare fanese, cerca di farci condannare al rogo come "eretici".

Beh, noi eretici non siamo, in quanto non credenti, né crediamo che ora che tale Ayatollah locale si è conquistato una fettina di potere, gli sarà possibile con pretesa nonchalance chiudere la bocca a tanti anticlericali che, cittadini di questo mondo, si prendono il tempo e lo spazio per incontrarsi e discutere.

Non ci stupiamo dei metodi usati ora dal Tecchi per tagliarci gli spazi e le gambe: non avendo argomenti credibili, vedendo ogni anno tanti giovani e meno giovani partecipare alle nostre iniziative (e persino "gente per bene"!), non potendo ricorrere al malocchio o a qualche santo in paradiso...da bravo democristiano ha provato con le trattative sottobanco.

Del resto, tutti i privilegi economici e politici ottenuti dal grasso Vaticano in questi anni...con che metodo sono stati procacciati?

Per concludere, invitiamo a sostenere la nostra battaglia per la libera espressione del dissenso di atei, agnostici, critici: e diamo appuntamento a tutti al Settimo Meeting Anticlericale, che si svilupperà in Tour Anticlericale, nonostante noi non si abbia né si vogliano i miliardi che lo Stato regala a CL; a proposito, considerando che il Meeting ciellino quest'anno è dedicato alla ammirazione, allo stupore (non si sa bene se isterico o no) ed a Thomas Becket...in chiave di martirio e fede cattolica,... noi anticlericali ricorderemo invece Samuel Beckett, che, raccontato da Antonio Capizzi, parla di "un Dio che promette, che manda a dire, che è sempre assente dalla scena. Promessa di aiuto senza scadenza. La vita resta sospesa in un quietismo che prevale sull'impegno. E l'esistenza di Dio finisce per diventare la scusante di tutte le possibilità irrealizzate." (Aspettando Godot).

Ecco il sunto dell'impegno ciellino, della "carità" , della ingerenza religiosa nella vita sociale quando in accordo col potere economico ed istituzionale opera per nascondere le contraddizioni e perpetuare i soliti modelli di sfruttamento... .

 

CIRCOLO CULTURALE NAPOLEONE PAPINI.

FANO. 25/7/90

 

 

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