La scorsa settimana, in occasione dell'anniversario della caduta del potere temporale della Chiesa (il 20 Settembre 1870) con la presa di Porta Pia e la liberazione di Roma dallo Stato Pontificio, abbiamo emesso un comunicato ove era data notizia della nostra querela-denuncia al Vescovo di Fano. Anche il testo di questa denuncia è stato messo a disposizione della Stampa, per mostrare su quali basi noi si abbia agito: per la difesa cioè della nostra dignità umana, culturale e civile, di fronte a gravi illazioni fatte da persona che poi il Meeting anticlericale non ha nemmeno mai visto o udito.
Il Vescovo di Fano, infatti, definì il Meeting, offendendo organizzatori e partecipanti, come un evento blasfemo e ignorante: giocando a dipingerci addosso la solita etichetta da tempo mostratasi ben poco aderente e fondata. In quei giorni, prima e durante il Meeting, altri esponenti del clericalismo nostrano, paurosi che le nostre intenzioni di querela si avverassero, scesero a difesa del Vescovo in campo, ricercando disperatamente motivi per mal definirci. Accuse di ignoranza, di aver offeso il Pontefice, di essere "disumani", e , da parte liberale, di non esistere neppure (sic), vennero emesse da gente che non solo al meeting non è mai venuta a discutere, né a constatarne la portata, ma che rifiuta per principio il confronto politico e addirittura considera ogni attacco politico una "offesa" al proprio strapotere di censura e di manipolazione.
Rispetto alla protesta inoltrata da Don Stefano Maltempi, che a quanto pare lamenta di non essere stato anch'egli denunciato, possiamo solamente dire che è in errore: tutti coloro che hanno sottoscritto la lettera di insulti del Vescovo sono stati querelati per diffamazione, ed è l'autorità giudiziaria a dover decidere se il primo firmatario del documento è il solo perseguibile oppure no.
Noi non sappiamo se poi tutti i sacerdoti e laici della Diocesi siano stati d'accordo sul contenuto del documento, o se per una volta in più è valso il principio dell'...otto per mille.
Quel che è certo è che preferiremmo il metodo del dibattito e della ironia per difendere le nostre idee, ed è a malincuore che abbiamo dovuto fare ricorso alla Giustizia, di fronte a tanto sparlare di Giustizia Divina da parte di gente che ha spesso a cuore solo il proprio Potere.
Comunque, il momento dell'ironia, con la decisione di conferire lo Strozzaprete d'Oro a Monsignor Cecchini, ci sarà, non appena il giovane artista incaricato di crearlo sarà pronto, e potremmo cosi' dire con un simbolico premio al Vescovo:
De gustibus non est disputandum!
Questa la risposta al linciaggio di cui gli spiriti caritatevoli e così aperti di vedute ci fanno oggetto.
Circolo Culturale N. Papini
25/9/91
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