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L'ANTICLERICALISMO è MODERNO ? Abbiamo sempre valutato se le nostre proposte derivassero da un modello ottocentesco di battaglia politica. La realtà, più volte, ci ha fornito la risposta. La dottrina proposta da Wojtyla è profondamente clericale e reazionaria, i modelli a cui si ispira sono quelli tradizionalisti ed oscurantisti: ciò che è cambiato è l'utilizzo di strumenti "moderni", dei mass media, ma la sostanza non è cambiata. L'arte di adeguarsi ha la sua Musa in Vaticano. Siamo partiti con una battaglia di "rimessa", cioè abbiamo cercato di rispondere, con i pochi mezzi a nostra disposizione, alle provocazioni altrui. Se la Chiesa Cattolica non avesse mostrato il suo volto integralista forse avremmo avuto più tempo per la costruzione della nostra cultura. Ma il gioco di "contropiede" non significa che non abbiamo avuto una funzione attiva, di critica costruttiva. Abbiamo sempre auspicato che la "Fede" (o le fedi) mantenessero la loro dignità a livello individuale e non che fossero strumenti di limitazione delle libertà, abbiamo operato affinché si sviluppassero e si aggregassero coloro che propongono modi di essere e di vivere diversi. E' vero qualche volta abbiamo sbagliato, nel nostro furore anticlericale talvolta abbiamo dato spazio a forme di critica o provocazione fine a se stesse, non solo controproducenti ma, ad una analisi più approfondita, provenienti da logiche contrapposte ma simili, autoritarie, maschiliste e sicuramente non libertarie. Ciò forse, essendo le nostre iniziative frutto di un lavoro collettivo ed autogestito molto faticoso e a volte frammentario, potrà succedere ancora. Questa critica è reale, è una valutazione che abbiamo maturato con la nostra analisi e non certo per il "confronto" che abbiamo avuto con il "mondo cattolico". Infatti se proprio dobbiamo fare un bilancio del confronto che abbiamo avuto con esponenti del mondo "cristiano e cattolico" questo non può che essere negativo. Poche le voci di consenso ( più che altro dai "cristiani di base"), altri hanno cercato di abbracciarci sostenendo che in fondo le nostre critiche alla storture della società erano simili a quelle del cristianesimo primitivo e, pertanto, eravamo simili a loro, ma a costoro abbiamo detto NO, grazie, la "diversità" è una qualità che ci piace. Naturalmente il rapporto più deludente è stato quello con gli esponenti ufficiali del mondo cattolico: chierichetti e clericali ansiosi di conquistarsi il paradiso tramite la nostra pelle. La storia dei dieci anni di attività anticlericale è piena di battaglie contro di noi, ma non battaglie politiche bensì di repressione, uso manipolato dei mass media e uso della "legge". Una nuova attività inquisitoria contro gli "eretici". Nel primo meeting anticlericale fu denunciato l'adesivo "Papa Wojtyla, No grazie", nel secondo meeting fu denunciata un'immagine, ripresa da materiale prodotto in Olanda in occasione della visita del Papa in quel paese (l'aggravante era di averla esposta in una ex cappella). Il terzo meeting ci fu concesso con un vincolo, scritto di pugno dall'allora assessore democristiano all'urbanistica Giuliani (ora sindaco) che definiva offensiva la parola "anticlericale" pertanto questa non doveva apparire "nelle vicinanze degli spazi pubblici concessi". Il quarto meeting anticlericale fu denunciato per blasfemia per il semplice fatto di aver discusso, civilmente in un seminario, della Bestemmia come modo primitivo di rivolta contro l'oppressione clericale. Il quinto meeting fu accusato di violenza, adducendo il fatto che alcune persone, ritenute dei partecipanti al Meeting, erano state coinvolte in una rissa (in un'altra zona della città). Il sesto Meeting fu accusato di tutto il possibile, dal poveretto catturato mentre stava "pisciando" nei dintorni del Bastione Sangallo, ove si era appena svolto il meeting, al disturbo dell'ordine pubblico, per un corteo spontaneo conclusosi al mare, al sacrilegio, perché qualche buontempone aveva aggiunto alle iniziali (WC) dei bagni del meeting, il resto del nome del "Santo Padre". Il settimo meeting si svolse quasi in "clandestinità" perché la neonata amministrazione comunale (giunta di compromesso formata da PCI e DC), in virtù di uno dei primi punti del "patto di governo", revocò gli spazi già concessi per lo svolgimento del Meeting Anticlericale (senza avere nessuna motivazione). Nel frattempo fioccavano le ingiunzioni relative ad affissioni abusive giunte da più parti d'Italia. L'ottavo meeting anticlericale è l'anno della condanna! Denunciati e condannati a otto mesi di carcere per vilipendio (a capo di stato estero) due anticlericali per una innocente vignetta di Vauro ed un vecchio fotomontaggio de "Il Male". E la storia prosegue: il sindaco Giuliani, estensore di tante interpellanze comunali contro di noi, estensore delle delibere di revoca e/o restrizione degli spazi del Meeting Anticlericale, prosegue nella sua missione integralista; da sindaco, adducendo problemi tecnici inesistenti, nega gli spazi per il meeting; poi li concede, limitandoli come suo consueto, solo dopo un nostro duro confronto con l'amministrazione e l'aver dimostrato che esistono due pesi e due misure (infatti nello stesso spazio della Rocca Malatestiana, indisponibile per il meeting, si sono svolti spettacoli patrocinati dal Comune stesso). Sono "moderne" le battaglie degli esponenti clericali? Chiediamo un segnale da coloro che ritengono "antistoriche" le nostre battaglie, altrimenti, come al solito, partecipate al Meeting Anticlericale.
Circolo Culturale "Napoleone Papini".
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