Lettura di brani di Anthony Collins (1676-1729) e di Oscar Panizza (1853-1921).
Accompagnata dalla discussione sulle citazioni e dal testo seguente:
Dio
lasciò agli uomini la discussione
sul mondo.
(Ecclesiaste)
Ciascuno
approfondisca secondo la sua percezione.
(Paolo. Lettera ai Romani)
Niente
è così temerario e così indegno
della serietà del sapiente
e della sua fermezza,
quanto il difendere
senza alcun dubbio
ciò che non sia stato appreso
con accurata indagine.
(Cicerone. Sulla natura degli dei)
E' arduo per un governo imbrigliare
l'intelligenza.
Volentieri confondono la licenziosità morale
con la libertà di pensiero
e dipingono il libertino
simile al suo diretto antagonista.
(Shaftesbury.Caratteristiche...)
Vorrei presentare oggi non tanto l'opera del Panizza nella sua interezza, quanto questo libro in particolare, e le atmosfere da esso evocate.
L'immacolata concezione dei Papi, edita nel 1893, è una lunga dissertazione sulla infallibilità e divinità papale. E naturalmente, come tutte le opere di ingegno, è molto di più di una presa in giro: è un attacco filosofico, politico, teologico, al clericalismo e al dogmatismo. Il Panizza la fa fare ad un frate, naturalmente spagnolo, chiuso nella sua celletta ad imparare incoscientemente come si porta alle estreme, pericolose, blasfeme conseguenze il culto della obbedienza, della reverenza, l'adorazione di un simbolo (il Papa).
Il Papa, come voi saprete, è un Dio in terra per i cattolici, un Pastore che non si può non seguire, colui che guida e regge le sorti di un Impero, che deve rappresentare le intenzioni politiche di coloro che lo hanno eletto: l'aristocrazia religiosa, i cardinali. Oggi come allora, criticare il Papa è rischioso, considerarlo non come capo religioso ma come un uomo politico è blasfemo, metterlo in satira significa dover sopportare le ire di tutta la potente ed influente classe dirigente cattolica.
Allora, allo sfumare dell'ottocento, Panizza vide i suoi libri sequestrati, bruciati, e se stesso sottoposto al carcere, indotto prima a dichiarare l'infermità mentale e poi, resistendo, alla pazzia.
Oggi, il Pontefice solidarizza con l'ayatollah che condanna a morte uno scrittore a suo dire blasfemo. Sempre oggi, il Papa chiede ai suoi "militi" di adoprarsi affinché non vengano stampate e diffuse opinioni contrarie alle sue direttive "educative".
Evidentemente se adesso, al contrario di allora, non si bruciano più i libri, è solo merito di imponenti sforzi di tanti che si sono ribellati alla violenza, però: il clero continua a premere e a darsi da fare ottenendo che certe opere (films, libri, opere teatrali ecc.) vengano escluse dai circuiti, e ci riesce.
Non solo, se allora, il clero poteva contare sulla cosiddetta Giustizia, per vendicarsi, ancora oggi lo può. E' noto che sia in Italia che in Germania, e in tanti altri paesi, esiste un articolo che prevede la punizione di chi offende dio ed i sacerdoti e ministri del culto. Naturalmente questo articolo (il par.166 in Germania, in Italia esisteva ed esiste tutto un Capo del codice penale, con articoli che prevedevano la reclusione sino ad un anno) è del tutto aleatorio, in quanto sono il clero ed i suoi giudici a decidere cosa è offensivo per loro.
E qui necessita un chiarimento circa la mentalità, di allora e di oggi, propria di un clericale e di un fanatico religioso.
Esiste infatti chi crede in qualsivoglia religione, ma non si ritiene per questo migliore o superiore di un altro che invece non si interessa al mondo ultraterreno. Ma esiste anche chi, in virtù del fatto di essere stato battezzato , ad esempio, si ritiene degno di ascendere a quello ch'egli chiama il Regno dei Cieli, nel quale, egli crede, si può essere accolti solo se si hanno le carte in regola: battesimo, preghiere eccetera.
Tale orientamento è simile a tutti gli orientamenti di superiorità che hanno generato olocausti e persecuzioni. E se ora il Papa si limita a condannare chi non aderisce alla sua religione come un "non degno", nessuno ci assicura che prima o poi, non decida di ordinare ai suoi fedeli di eliminare questi "non degni" che tanto in paradiso non ci andranno mai.
Dunque, vi sono modi di essere religiosi che generano la violenza sugli altri.
Nella mentalità di chi pensa di essere superiore agli altri in quanto credente, è fertile il germe della intolleranza e della menzogna che sostiene le battaglie epuratrici.
Pensiamo al concetto di "offesa": il Papa offende continuamente milioni di donne, dichiarando che esse, se compiono l'aborto, sono delle criminali, e sottintendendo il fatto che noi donne anzitutto non dobbiamo evitare concepimenti e tantomeno ricorrere all'aborto, in nessun caso, come se le donne si divertissero a fare aborti come a mangiare noccioline.
Pensiamo alla tremenda offesa per un non credente (e per tanti laici!) della ora di religione obbligatoria nelle scuole pubbliche introdotta qualche anno fa in aggiunta a già sclerotici programmi di studio. Per non parlare della offesa stratosferica del'otto per mille, imposizione che garantisce al clero lauti redditi a prescindere da ogni reale merito e opera.
Non vorrei dilungarmi citando anche le offese fatte agli omosessuali dal cardinal Biffi di Bologna, e a tutte le offese che i poveri omosessuali (per non parlare di noi lesbiche) subiscono da parte di questi s-clero-tici che affermano essere l'omosessualità fonte di crimini innominabili.
Evidentemente, dalla repressione della propria sessualità scaturisce per gran parte del clero e dei bigotti, la convinzione che vivere liberamente e felicemente non è possibile: che si deve essere sottoposti al silenzio, alla censura, alla repressione per essere considerati bravi cittadini e cattolici puri e sani ...a costo di far alzare il mercato degli aborti clandestini e degli stupri, ad altezze vertiginose.
Indifferentemente da motivazioni di mero potere politico ed economico o di repressione sessuale e mentale, l'intollerante religioso è convinto che in nome di Dio gli sia permessa qualsiasi azione di violenza nei confronti degli altri, che "gli altri" debbano essere "educati" a suon di sberle o fatti tacere a suon di denunce.
Invece, avete mai sentito parlare di liberi pensatori, atei, non credenti, di "superiorità" nei confronti dei credenti, di censura da porre a manifestazioni religiose? Se sì solamente in quei casi ove ormai la libertà era stata fugata dalla dittatura.
Ma in nessun caso ove sia i credenti che i non credenti si siano liberamente espressi e gestiti, i non credenti hanno aggredito e preteso censurare la religiosità altrui!
Questo perché chi è rispettoso del pensiero e della vita, rispetta tutti i modi di vivere e di pensare, finché questi non mettono in pericolo la propria libertà d'espressione e di vita.
Ora, tornando al concetto di "offesa" propugnato da certi cattolici, vediamo che, mentre essi offendono continuamente intere categorie dell'umanità, si adoprano anche per perseguitare coloro che si mettono con la satira a criticare le loro intenzioni.
I cattolici integralisti oltretutto sono tremendamente gelosi della loro religione, pur cercando di inculcarla a tutti, non vogliono permettere a nessuno di parlarne e discuterne diversamente da loro. Eppure la religione cattolica può essere considerata come materiale storico, e discussa, criticata, smontata come qualsiasi altra corrente di pensiero. Ed è logico che quando si critica o si fa satira su di un argomento religioso, non lo si fa per offendere ma per esprimere dissenso.
Come potrebbe il Pontefice offendersi credibilmente perché io metto sulla mia auto l'adesivo "Papa Wojtyla, no grazie"? Evidentemente io ho tutti i diritti a dire in giro che non voglio questo Papa.
E come possono offendersi i vescovi per i concerti di Madonna? Se questa "esuberante" show girl ritiene che la religione nella sua vita sia stata ispiratrice di erotismo represso, perché mai non dovrebbe esprimerlo come cavolo le pare? I cattolici che non la pensano come lei continueranno a non pensarla come lei e a fregarsene, a meno da non essere appunto degli intolleranti convinti di dover vietare ogni vissuto in campo religioso a parte il loro. E così liberamente un DJ può comporre una canzone facendo un armonioso collage tra canti gregoriani e sadomasochismo, e un fotografo di moda può fotografare due modelli in vesti religiose che si baciano, interpretando così l'amore senza frontiere religiose. Se l'estetica può essere discussa, non può essere però vietata, né a Enzo Biagi dovrebbe essere permesso di definire letteralmente un deficiente colui che fotografa un prete ed una suora che si baciano! Chi ha offeso realmente la libertà altrui? Il fotografo che scatta una bella foto su di un tema (ricordiamo "Eunuchi per il Regno dei cieli") interessante, o il giornalista che lo chiama imbecille di fronte a milioni di persone senza possibilità di replica?
23/8/91
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