CHE CROCE IL CROCEFISSO !!!
Per introdurre queste brevi considerazioni sul Crocefisso iniziamo con una citazione da Pietro Cimatti, "Il manuale dell'Anticristo". "Milioni di crocefissi garantiscono le chiese che li fabbricano e i sudditi che li consumano: il Cristo è morto!
Dovunque siano arrivate le religioni cattoliche cristiane, piazze e stanze, scollature private e uffici pubblici sono stati occupati da crocifissi, intagliati e stampati, ricchi e miseri, e da ognuno di essi si proclama: il Cristo è morto! Il potere delle chiese sacerdotali ha in questi feticci -in ognuno di essi- la sua giustificazione storica e la sua sede simbolica".
Il crocefisso è l'amuleto più usato nel mondo, e raffigura, evolvendosi nel tempo, immagini sempre più perfezionate di un Uomo morente inchiodato a due pezzi di legno. Si può dire che tale immagine sia "proprietà esclusiva" della Chiesa cattolica? No di certo, appunto perché risalente a centinaia di anni fa, il crocefisso non è registrato presso la Siae come opera della Chiesa, né la Chiesa può pretendere che tale amuleto venga usato esclusivamente come il Cardinale Ratzinger in stato di veglia vuole; semmai, tale oggetto viene fantasiosamente adoperato per gli scopi più vari. Una mia amica ne ha uno adattato a scopettone per il cesso. Il crocefisso viene usato come referente per suppliche in caso di malocchio e iettatura, ma anche per scopi sadomasochistici degni del Cardinale Ratzinger in stato di allucinazione. Oltre a penzolare da migliaia di cordoni (sic),
il crocefisso frequenta demenziali riti di processione, piagnistei, abluzioni, unzioni, e tutti i luoghi pubblici ove si consumano i più orribili misfatti: dalle condanne in tribunale alla file all'ufficio postale( per le quali spesso si usano immagini supplementari di Santa Rita e di Giobbe).
Sinteticamente: tale oggetto è proprietà di tutti, anche se Stato e Chiesa si ostinano a volerne un uso pubblico sotto il loro benemerito monopolio (a tale proposito ci chiediamo come mai non lo attacchino anche nelle toilettes e nelle cabine sip, e come mai lo Stato, visto che ci considera tutti cattolici, non ci faccia pagare una tassa di crocefisso come per l'alcol e la tv)),essenzialmente la gente lo usa come gli pare, dandogli il significato, legato al culto della morte, che più gli aggrada. Ad esempio noi pensiamo che porti sfiga, altri pensano che porti fortuna, alcuni pensano che porti sfiga quello altrui e fortuna quello proprio ( come il gatto nero)...molti machi lo portano attaccato al collo in oro massiccio come lo avessero ammazzato poco prima eccetera.
Madonna (la show girl) dice "Ho sempre trovato i crocefissi molto sexy, perché c'è sopra un uomo nudo", immettendosi sulla linea sadomaso - dolore/erotismo, sofferenza/orgasmo , da tempo usata nel rock e dalla Conferenza Episcopale Italiana. Inutile che la Cei si arrabbi per un uso "scoperto" e non canonico del crocefisso, nonché di ogni altro simbolo e amuleto religioso: non ne ha il copyright. Certo, vi sono le leggi che spalleggiano l'impero ecclesiale nel suo potere d'uso di vocaboli, pensieri, amuleti: che difendono il Verbo e le Tonache da troppo pericolosi discorsi, analisi, libertà di interpretazione, eccetera. Vedi le multe per "offesa alla divinità". Però, checché ne dicano Wojtyla e d'Agostino dal basso dei loro pulpiti, di Madonne ce ne son tante, di crocefissi egualmente, e loro non ne hanno il controllo. Come dice Anna Oxa in una sua canzone "non c'è contro-o-llo, su di te".
Nel frattempo, mentre gli zombi litigano su come vestire la Madonna e come presentare la Croce, noi dai muri li stacchiamo e o lasciamo il muro così com'è, oppure ci attacchiamo una bella corona di agli: contro l'Adcs (acquisita deficienza clericale sindrom) dicono funzioni sempre.
29/3/91
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