COMUNICATO STAMPA
In occasione della recente visita del Papa in Campidoglio i vigili urbani hanno chiesto a nome del sindaco Rutelli ai responsabili del "Gruppo Prospettive", organizzatore della mostra Novecento nudo nei locali del Museo del Risorgimento, di coprire il manifesto pubblicitario della mostra, che avrebbe potuto offendere il Papa. Il manifesto è stato così coperto, a cura e a spese del Comune di Roma.
E' quindi ritornata attiva a Roma la censura istituzionale che negli anni '50 censurava manifesti cinematografici e sequestrava giornali: ed è probabilmente sfuggito al sindaco il significato simbolico dell'aver censurato lo stesso nudo di Modigliani che, in anni che ci auguravamo passati per sempre, aveva provocato il sequestro di un settimanale.
Allora al sequestro erano seguite accese polemiche e un intenso dibattito culturale: oggi poche righe, neanche su tutti i giornali.
L'episodio, che segue l'analoga censura del manifesto di Matisse ad Assisi, sempre in concomitanza con una vistita papale, la mancanza di senso del ridicolo dei censori, la mancanza di reazioni da parte del mondo della cultura, la dicono lunga, se ce ne fosse ancora bisogno, sulla servile subalternità di gran parte, e speriamo non di tutta, la classe politica italiana nei confronti della gerarchia cattolica, di cui è peraltro capace di cogliere solo le esigenze e le richieste più retrive.
Conforta solo che questi politici servili non possano far rimettere le "braghe" agli affreschi della Cappella Sistina, che il Papa sembra frequentare senza alcun imbarazzo.
ASSOCIAZIONE DEMOCRATICA "GIUDITTA TAVANI ARQUATI"
ASSOCIAZIONE PER LO SBATTEZZO
Roma, 16/1/98
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