FANO IN PRIMA LINEA

I tre boati uditi l'altra notte a Fano hanno allarmato molti, anche chi pensava che fossimo lontani dal conflitto bellico centinaia di chilometri...

Invece l'amara realtà è che Fano è al fronte, in prima linea.

Da diversi giorni elicotteri in esercitazione si aggirano sopra l'aeroporto e nelle campagne fanesi. I messaggi sono chiari: in caso d'intervento con le truppe di terra, Fano (e l'area dell'aeroporto) potrebbe diventare una delle aree di snodo e d'appoggio logistico all'intervento in Jugoslavia (quindi un appetibile obiettivo militare). Ormai è noto a tutti quanti che le bombe non distinguono chi è colpito, neanche le più intelligenti (figuriamo i missili serbi che fonti NATO assicurano essere tra i più stupidi). In questa situazione è impossibile rimanere impassibili, siamo tutti coinvolti direttamente, anche come possibili obiettivi di una guerra, che dicono scatenata per motivi umanitari, ma che produce effetti devastanti sulle popolazioni civili, sia serbe (sottoposte ai bombardamenti) che Kossovare albanesi (alle prese con massacri e con le deportazioni accelerate dal conflitto scatenato dalla NATO).

La guerra in Yugoslavia ha già tra i suoi effetti la militarizzazione del territorio marchigiano: ad Ancona le forze armate USA hanno chiesto (ed ottenuto) vaste aree del porto d'Ancona, per destinarle a depositi militari; l'aeroporto di Falconara già ora ospita aerei cisterna per il rifornimento in volo degli aerei militari, il traffico militare da trasporto aumenta di giorno in giorno. Il Monte Conero ospita stazioni radar, di trasmissione e depositi militari, l'aeroporto militare di Rimini ospita aerei di supporto alle missioni di bombardamento. Fano rimane al centro di questo dispositivo con un appetibile zona aeroportuale di supporto logistico alla possibile invasione terrestre della Serbia.

Altro che missioni umanitarie, in Albania i depositi di viveri e generi di prima necessità per i profughi sono stati sfrattati dai depositi militari e dalle armi pesanti. I ministri della "guerra" italiani ed europei garantiscono che l'intervento militare non ci sarà, ma intanto i preparativi vanno avanti. Fino quando durerà l'ipocrisia dell'intervento umanitario? Dovremo iniziare a contare i morti? Se vogliamo impedire che tutto ciò accada è necessario reagire ed attivarci con la pressione popolare e l'azione concreta contro questa sciagurata impresa militare che rischia di non finire più. Bisogna lottare contro le spese militari e contro le nuove tasse che il governo sta preparando per finanziare l'azione militare (mentre continuano i tagli alle pensioni e allo stato sociale, mentre i lavoratori sono chiamati a fare sacrifici).

TUTTO QUESTO DEVE FINIRE SUBITO!!!

DOMENICA 25 APRILE

SIT -IN DI "INGERENZA UMANITARIA" CONTRO LA GUERRA.

CONCENTRAMENTO ORE 15.00 PIAZZALE ANTISTANTE I VECCHI HANGAR.

CONTRO L'USO NELLE OPERAZIONI DI GUERRA DELL'AEROPORTO DI FANO.

CONTRO L'OCCUPAZIONE A SCOPI BELLICI DI VASTE AREE DEL TERRITORIO MARCHIGIANO.

PERCHE' LA NOSTRA TERRA NON SERVA PIU' LA GUERRA.

Comitato fanese contro la guerra nei Balcani

 

Fano, 22/4/99 cip Via Nolfi