4 novembre 1999 - 4 novembre 1918
37.494.186 vittime della prima guerra mondiale non hanno mai festeggiato.
Secondo le statistiche ufficiali le vittime (militari) della prima guerra mondiale furono 37.494.186: 8.538.315 morti, 21.219.452 feriti e 7.750.919 tra prigionieri e dispersi (il 57,6% degli uomini mobilitati che furono 65.038.810).
In questo giorno oltre a festeggiare una luttuosa vittoria si celebra, immeritatamente pensando ai numeri appena citati, anche la festa delle forze armate.
Le fanfare suoneranno e in mensa si potranno trovare i speciali dolci per la succulenta occasione.
Noi non partecipiamo ai festeggiamenti!
Non solo non ci interessa ma lotteremo sempre contro l'istituzione militare, i fabbricanti di armi, le logiche militariste e nazionaliste.
L'Italia ha recentemente riscoperto l'orgoglio militaresco, dopo le prove generali nel corso degli ultimi vent'anni (dagli interventi in Africa, in Libano, nel Mar Rosso fino alla guerra contro l'Iraq) ha finalmente partecipato ad una guerra alle porte di casa.
Una guerra supportata da menzogne (in questi ultimi tempi fonti d'informazione internazionali dubitano fortemente delle cifre dei morti e dei massacri diffuse durante il conflitto), silenzi (ancora non si sa bene delle missioni a cui hanno partecipato aerei italiani, che tipo di armamenti sono stati usati, che tipo di effetti hanno provocato), ruberie (vedi la famosa missione arcobaleno ora finita nella polvere e nel ridicolo).
Di questa guerra ci rimangono ricordini che esplodono periodicamente: l'altro giorno è stata fatta scoppiare una bomba sganciata da aerei "alleati" nel mare di Ancona, sfuggita ad una bonifica che era stata strombazzata come totale ed invece scopriamo che le forze militari non hanno raccontato tutta la verità ma solo bugie ed i silenzi, mettendo in pericolo i pescatori ma anche tutti gli abitanti della costa.
E non è finita: 600 soldati italiani sono intervenuti a Timor Est, un intervento umanitario, per carità, ma come mai l'Italia ha fornito e continua a rifornire di armi l'Esercito Indonesiano, proprio quello che ha tollerato (quando non compiuto) i massacri in quell'isola?
Invece di inviare, dopo, soldati non sarebbe meglio bloccare le forniture militari?
Non è meglio prevenire le guerre eliminando le cause dei conflitti invece che spendere migliaia di miliardi in strutture e strumenti militari?
CIRCOLO CULTURALE N. PAPINI
Fano, 4/11/99
Mentre in Italia si festeggia l'istituzione militare, questa, sotto diverse bandiera, sta compiendo il suo dovere combattendo in questo momento decine di guerre in tutto il mondo, a partire dalla Cecenia dove migliaia di vittime civili non potranno mai più partecipare a nessun tipo di festeggiamento.
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