Spett.le                                                                                            

Resto del Carlino                                                                            

Redazione di Fano

 

 

                        In relazione all’articolo apparso venerdì 17 maggio e relativo alla nostra nota del 14 maggio 2002 avente come oggetto la questione dell’aeroporto di Fano (e non solo), concordiamo pienamente con quanto da voi affermato nell’articolo e cioè che tutte le opinioni sono rispettabili, anche se sono più o meno condivise.

                        Vorremo però meglio precisare le nostre opinioni generali ed alcune relative alla nota ed articolo citati.

                        Il "ritardo" con cui ci presentiamo all’appuntamento (il post incidente di Milano) non è casuale: sollevare la questione immediata dopo l’incidente poteva significare rincorrere un facile allarmismo che non ci interessa; sollevare dubbi sulla questione della "sicurezza" (nostro vecchio cavallo di battaglia) ci sembra invece più che doveroso. Tra l’altro dal giorno dell’incidente al Pirellone ad oggi sulla stampa sono apparse notizie di diversi disastri aerei, sia nell’aviazione leggera, turistica, generale sia in quella civile/trasporto passeggeri, sia nell’aviazione militare (tra questi emblematico l’aereo caduto nei sobborghi di una cittadina nigeriana che sorge ai margini dell’aeroporto, e questa è la casistica più vicina ai nostri timori) ma non per questo ad ogni evento siamo stati a stilare note di allarme.

                        Circa il "cemento" che cresce indisturbato non possiamo certo essere iscritti d’ufficio ai sostenitori della cementificazione selvaggia, nel nostro sito internet sono consultabili tutti i documenti del Circolo degli ultimi anni, ed infatti un’ampia parte di essi sono dedicati alla nostra battaglia contro la cementificazione, la speculazione edilizia e perché no… in difesa delle "pioppe", dei tamerici del lungomare e dei kaki di Via Garibaldi. Un esempio è la nostra particolare insistenza contro la cementificazione nell’area del ex caserma Montevecchio (insieme a pochi altri) sulla quale torneremo ad insistere.

                        Infine l’affermazione finale ci sembra affibbiarci un’antimodernismo che non ci appartiene.

                        Tra gli aderenti al Circolo, come nella società, c’è chi utilizza il mezzo aereo per lavoro, per viaggiare, per studio, per attività umanitarie ecc. Nessuno ha in mente di rinunciare, tantomeno di ripudiare l’utilizzo di questo mezzo di trasporto (e così per strade ed auto, anche se un utilizzo più discreto e mezzi meno inquinanti non ci dispiacerebbero).

                        Ciò non significa però accettare acriticamente tutto: lo sviluppo dell’aeroporto di Fano è, secondo noi, discutibile avendo ben due aeroporti a poca distanza (e anche sottoutilizzati); il problema della sicurezza va poi posto al centro dell’attenzione perché lo sviluppo della città intorno al campo d’aviazione ha fatto si che questo non fosse più un’area separata dalla città (com’era nel momento della realizzazione del campo militare). Pertanto non è più pensabile che quest’area di Fano sia gestita dai soli utilizzatori specifici dell’aeroporto (piloti e paracadutisti), che ovviamente vedono tutto secondo la loro particolare ottica, poiché è un problema che riguarda tutta la città.

                        L’opportunità di valorizzare un’ampia area verde (con una sapiente riqualificazione l’area potrebbe offrire un ampio ventaglio di possibilità di utilizzo) ci sembra debba riguardare TUTTI I CITTADINI, non solo una minoranza.

 

                        Distinti saluti.

                        Circolo Culturale Napoleone Papini

 

Fano, 27/5/2002

 

 

 

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