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SFILATA DEI CARRI
DEL CARNEVALE AL CAMPO D'AVIAZIONE
Siamo costretti a dar ragione a chi sostiene che l'incarico di supervisore del
Carnevale a Dario Fo è superfluo e si potrebbe far ricorso a risorse locali:
ne è prova che è stata sufficiente la prima aria di carnevale che sono
iniziati gli scherzi. Ci riferiamo all'intervento sull'aeroporto di Fano
dell'esponente del dipartimento tecnologie di Forza Italia, pubblicato sul
Resto del Carlino del 12 gennaio (pagina provinciale).
Vorremmo stare allo scherzo ma quell'intervento richiede anche alcune brevi
osservazioni serie:
- la prima riguarda la "minoranza chiassosa, ma trascurabile, che si oppone al
manto d'asfalto sulla pista d'erba" (ma è un intervento davvero così semplice
come affermato oppure richiede un lavoro ben più in profondità? La risposta
è… ovvia). E' la stessa Forza Italia a smentirsi, qualche tempo fa il
consigliere comunale di FI, Carloni, ha indetto un referendum virtuale in
internet (sul quale ci siamo astenuti) che ha prodotto un risultato secondo il
quale la maggioranza dei fanesi non vuole la pista di cemento (o di asfalto),
e si dichiarava che il sondaggio poteva essere considerato rappresentativo
vista l'alto numero di risposte. Chi dice le bugie? Chi ha organizzato il
sondaggio o chi scrive l'intervento?
- Sull'antitecnologia, si potrebbe disquisire molto. Cosa si intende per
tecnologia: la pista in cemento? L'aereo? Quest'ultimo ha compiuto i cento
anni e certo non è innovazione tecnologica. L'innovazione tecnologica fa si
che gli aerei siano sempre più veloci, sicuri, capienti, confortevoli ecc. ma
questo non c'entra nulla con la pista. Il modernismo è forse il viaggiare o
volare? No, queste sono esigenze vecchie come il cucco. Negli ultimi tempi si
sono ampliate a dismisura le esigenze di spostarsi tra un posto e l'altro; le
applicazioni tecnologiche più innovative sono riuscite a far “viaggiare” le
persone senza farle spostare. Noi non ci consideriamo antitecnologici, anche
se ci iscriviamo tra coloro che non vorrebbero per niente l'aeroporto, siamo
per un utilizzo critico delle tecnologie (il vecchio proverbio afferma
l'ovvio: non è tutt'oro quel che brilla). Siamo per l’utilizzo (e lo
utilizziamo), quando necessario, del volo aereo, ma non per questo ci
interessa avere un aeroporto vicino casa. La tanto decantata integrazione tra
città ed aeroporto, la vicinanza che diventa un moltiplicatore di sviluppo è
una balla: Milano aveva un aeroporto (Linate) abbastanza vicino al centro, lo
hanno spostato a Malpensa, oltre 40 km da Milano; l'aeroporto principale di
Roma è quello periferico di Fiumicino, mica quello di Roma-Urbe.
- Spieghiamo meglio perché siamo contro l'aeroporto. Dall'intervento citato
sembra che i contrari siano solo di due categorie: perché si è nostalgici
antistorici o perché c'è un problema di rumore. L'aeroporto fu costruito negli
anni precedenti la seconda guerra mondiale, lontano dal centro cittadino (con
un campo per aerei militari che, per fortuna, nel '43 i tedeschi resero
inutilizzabile altrimenti gli alleati vi avrebbero scaricato sopra caterve di
bombe, queste ultime non riescono ad essere intelligenti oggi, pensate
allora... con evidenti rischi per la popolazione fanese). Nel anni del
dopoguerra la necessità di terreni per la costruzione di nuovi edifici (quando
non la speculazione) ha fatto si che l'aeroporto venisse inglobato nella città
(con piani regolatori, forse specchio per allodole, che indicavano quella zona
come verde e non di sviluppo aeroportuale). Con gli anni queste promesse o
indirizzi politici si sono dimenticate e l'enorme spazio a disposizione ha
scatenato gli appetiti. Non si tratta quindi solo di valore o apprezzamento
delle case ma di una impostazione sociale ed urbanistica completamente
snaturata. Circa la destinazione di verde e a parco dell'area dell'ex
aeroporto militare vogliamo riportare un episodio, per la memoria di chi si è
dimenticato i tanti studi urbanistici sulla città di Fano e del suo sviluppo
non equilibrato: un piano regolatore di fine ottocento inizio novecento
prevedeva intorno alla cinta muraria (l’abitato cittadino Fano era quasi tutto
compreso nell'attuale perimetro del centro storico) una fascia di verde e di
parchi pubblici (il parco principale era previsto nell'area ora delimitata da
via Giordano Bruno e che sbucava nell'edificando (allora) Nuovo Ospedale, fino
alla strada nazionale adriatica nei pressi della linea ferroviaria. Questa
idea a distanza di tempo era stata sognata, alcuni anni fa, dai bambini della
scuola elementare F. Corridoni che, senza saper nulla degli illustri antenati,
avevano disegnato una città circondata dal verde con una fascia che partiva
dal fiume Metauro circondava la città e finiva con la zona verde dell'Arzilla.
Sogni di bambino..., forse. Ma noi vogliamo avere le speranze dei bambini
(visto che Fano dovrebbe essere la "nostra" città). Comunque invitiamo
l'esponente di Forza Italia ad andare ad abitare vicino all'aeroporto di
Rimini o magari nei sobborghi di Malpensa e provare a chiedere agli abitanti
se sono contenti di abitare li vicino.
- Il calcolo economico proposto, economicamente parlando, non quadra. Se è
vero che l'incremento degli aerei sarà limitatissimo (si parla nel documento
di 4/5 voli in più al giorno), perché spendere oltre 2,5 milioni di euro
(circa 5 miliardi di vecchie lire), che si aggiungono ai 5 miliardi (di lire)
già spesi per impianti, hangar ed altre strutture di servizio? Con 10 miliardi
di risorse (ripartite tra Comune, Provincia di Pesaro e Camera di Commercio,
pertanto quasi totalmente soldi dei cittadini contribuenti) si riuscivano
sicuramente a far "decollare" iniziative di carattere economico che potevano
portare effettivo beneficio all'economia e allo sviluppo del nostro
territorio, altro che lucine a 30 cm da terra.
- Il non ben definito "Comitato per il Parco" è invece proprio ben definito,
con cittadini ed associazioni che lo sostengono. Perché, invece di limitarsi
all'esercizio della critica e del confronto delle idee, certi esponenti
politici (e l'autore del documento sembra essere tra questi) non fanno altro
che demonizzare l'avversario e dipingerlo come un diavolo o come un mostro?
- I soldi da investire in un parco dipendono da quello che si vuol fare, se si
farà un parco "agricolo" si spenderà poco se qualcuno sogna un parco delle
meraviglie potrebbe spendere molto di più. Ma nessuno del Comitato per il
parco ha mai chiesto la luna, solo il minimo di strutture necessarie alla
fruibilità. Di una cosa siamo certi: il parco costerà di meno delle spese
della pista in cemento o asfalto! E di un'altra cosa, lapalissiana, siamo
certi: E' MEGLIO UN PARCO PER TUTTI CHE UN AEROPORTO PER POCHI!
- Circa il referendum, prima si dice che si spenderebbero troppi soldi e poi
si dice che bisognerebbe allargarlo a tutta la provincia. Ma che si decida!
Del referendum infatti si potrebbe fare a meno: basterebbe realizzare il
parco! Il problema è che, per interessi economici e per calcolo politico,
quasi tutti dicono a parole che lo vogliono (e sono anni che questo coro va
avanti) ma finora nulla è stato realizzato (se non il contrario del parco cioè
l'aeroporto) e ne si prevede una sua realizzazione ora. E' solo la volontà
popolare che può fare in modo che venga realizzato. Non siamo entusiasti ma
l'espressione di un referendum potrebbe rappresentare un vincolo difficile da
smentire da parte di politici ed amministratori, una tappa per la
realizzazione del parco. La vicenda del regolamento sui referendum approvata
dal consiglio comunale evidenzia poi che sono proprio i partiti ad aver paura
di questo strumento e dopo aver speso parole sulla partecipazione democratica
dei cittadini alla vita amministrativa del comune, si comportano in maniera
totalmente diversa.
- Da abitanti del luogo non ci preoccupa solo la svalutazione dell'immobile...
ci preoccupa il "crollo"... dei prezzi o di altro. Qualsiasi persona che ha
dimestichezza con la matematica dovrebbe conoscere la "legge dei grandi
numeri". Questa dice che aumentando i casi su grossi volumi ci sono degli
avvenimenti ricorrenti che sono statisticamente prevedibili. Ebbene il rischio
di incidenti aerei magari non è elevato: negli ultimi anni si ricorda la
caduta di un elicottero nei pressi della spiaggia e un aereo che è atterrato
senza carrello (fortunatamente c'era l'erba e non il cemento!!), ma aumentando
i voli, senza voler essere menagrami, i rischi aumentano!
- Siamo evidentemente tra i sostenitori del Comitato per il parco pur non
riconoscendoci nelle forze politiche citate (che penseranno loro a difendersi)
ci sembra maleducato bollare di "concezioni pietrificate del mondo" o di
"deliri ambientalisti". Ci sembra delirante il concetto espresso nel
documento: l'operaio che con 400 euro può andare in vacanza a Sharm el Sheik,
primo perché, come abbiamo visto molto di recente (vedi incidente aereo
charter) per quel prezzo è previsto solo il volo di sola andata e l'escursione
subacquea (da qualche parte si deve pur risparmiare); poi perché forse sono
molti gli operai che sognano di andare in vacanza nel Mar Rosso o in altre
località turistiche, purtroppo per i tempi che corrono questi rimangono
"sogni": l'aumento dei prezzi (non quelli delle vacanze) e del costo della
vita quotidiana fa si che in parecchi abbiano il problema di arrivare (altro
che viaggiare) fino alla fine del mese. Forse qualcuno avrebbe anche il tempo
per viaggiare (disoccupati, lavoratori precari) ma manca poi di qualcos'altro.
L'esponente di Forza Italia farebbe bene a leggersi le recenti statistiche le
quali evidenziano che insieme all'aumento dei viaggi (per la verità è sempre
più mordi e fuggi) in questi ultimi anni è aumentato a dismisura i numero dei
"nuovi poveri"... ma questo, forse, è un'altro scherzo di carnevale.
CIRCOLO CULTURALE NAPOLEONE PAPINI
PS
Il legame tra aeroporto e carnevale è stato poi irrobustito con le recenti
dichiarazioni dell'esponente della Camera di Commercio e Vice presidente del
consorzio che gestisce le strutture aeroportuali "Fanum Fortunae", cioè che la
pista d'erba sarebbe pericolosa.
In qualità di vice presidente di quella società ha i poteri per sospendere
immediatamente i voli se ritiene che esistano pericoli.
Invece di procedere a questo rilascia dichiarazioni di allarme alla stampa
(strategia della tensione... di provincia?).
Riteniamo che si tratti di un comportamento strumentale, agitare le acque,
creare allarme per trovare giustificazioni alla tesi della pista in cemento.
Secondo noi i pericoli invece sono ben altri: lo scatenarsi di appetiti
sull'aeroporto, lo sperpero delle risorse pubbliche. Altro che pericolosità
della pista in erba (tra l'altro abbiamo anche ricordato all'interno
dell'intervento che precede, la vicenda dell'aereo atterrato con problemi al
carrello e che forse, proprio grazie al manto d'erba, non ha avuto grossi
problemi).
Fano, 15/1/2004
www.abanet.it/papini/index.htm
n.papini@abanet.it
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