PROTEZIONE CIVILE: Nuovo Cavallo di Troia all’aeroporto

 

Nel programma triennale di sviluppo attualmente in discussione da parte dell’Amministrazione Provinciale sono stati inseriti interventi presso l’aeroporto di Fano.

A sostegno della tesi dello "sviluppo" è stata tirata in ballo anche la possibilità di utilizzare l’area a fini di Protezione Civile. Ma l’amministrazione comunale di Fano, con provvedimenti che risalgono ad oltre dieci anni fa, aveva previsto nell’area dell’ex aeroporto militare una zona da adibire in caso di interventi per la protezione civile, senza che questo significasse obbligatoriamente nuove spese e nuove cementificazioni.

E’ quindi evidente che l’interesse del piano della provincia è di tutt’altro ordine: trovare una nuova scusa per giustificare nuovi investimenti e utilizzare poi la struttura per lo sviluppo della cosiddetta Aviazione generale.

Tutto questo senza tenere minimamente in considerazione i rischi dello sviluppo di un aeroporto troppo vicino al centro abitato e le esigenze di sviluppo realmente ecosostenibile di quell’area e di Fano (sicuramente più bisognosa di verde piuttosto che di cemento).

Viene poi ripercorsa la strada dispendiosi studi e consulenze: visto che in passato non sono stati trovati risultati credibili si cerca una nuova società a cui affidare il compito di certificare che l’aeroporto serve!

Tutti gli studi finora effettuati, e quello in via di gestazione, hanno un peccato originale: lo scopo è già precostituito, spendere soldi all’aeroporto.

Non sono stati mai effettuati studi comparativi su che tipo di sviluppo potrebbe avere quell’area anche indipendentemente dall’utilizzo dell’aeroporto, niente studi sul parco, niente studi sui rischi per la città.

Finora sono solo state sprecate risorse pubbliche per giustificare le spese fatte e per dimostrare che si possono ancora sprecare quattrini all’aeroporto.

Nonostante tutto gli studi non sono riusciti neanche a dimostralo in maniera convincente!

La Provincia invece di studiare nuovi piani di sviluppo ed investimento farebbe bene a pensare al suo ruolo di "abusivo".

La Provincia infatti è azionista (insieme al Comune di Fano ed alla Camera di Commercio) della società "Fanum Fortunae" che gestisce il nuovo impianto aeroportuale.

Ebbene agli atti dell’ENAC (Ente nazionale per l’aviazione civile), l’ente che ha la competenza in materia, risulta che la Fanum Fortunae "…opera di fatto in quanto non ha ancora ottenuto la regolare concessione…", e più avanti "…gli immobili in esso richiamati sono utilizzati e gestiti dalla società di gestione Fanum Fortunae senza titolo e senza corresponsione di canone…". (vedi allegato verbale del 16/7/2001)

A che titolo questi "attori", che si comportano come i proprietari dell’aeroporto, possono disporre di un bene che è invece sicuramente di tutta la comunità?

 

Circolo Culturale Napoleone Papini

 

 

Fano, 26/2/2002

 

 

 

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