AFFARI PRIVATI

 

La notizia del probabile abbandono della realizzazione di un hotel, da parte della ditta Montorsi, al posto dell’edificio dell’ex CIF, e la decisione di creare al posto di questo un posteggio a supporto della zona Lido non ci rende felici.

Questa mancanza di entusiasmo non dipende dal fatto che non vogliamo parcheggi per automobili o che eravamo sostenitori della realizzazione dell’albergo, ma perché ciò rappresenta l’ennesimo fallimento dell’ambiguo rapporto tra enti privati e le amministrazioni comunali fanesi, a svantaggio dei servizi per tutta la comunità.

Diciamo l’ennesimo perché nella privatizzazioni di aree a favore di privati abbiamo illustri precedenti.

Ad esempio l’area denominata “ex Fantasy Word”, che il comune recupererà dalla ditta che si era aggiudicata la “privatizzazione” per realizzarvi un parco giochi (e questo parco era stato indicato nei programmi di giunta come un volano per il turismo). Ma il comune tornerà in possesso di un’area che è stata sconvolta, riempita di materiali e recuperabile all’agricoltura solo con alti costi, che si abbattono naturalmente se la destinano alla solita cementificazione.

A questa spesa di recupero va aggiunta la sottrazione di ricchezza causata dall’aver sottratto per lunghi anni quest’area alla sua attività agricola precedente. Come non definire questa operazione un fallimento e un costo per la comunità?

Continuando l’elenco degli “ex” non possiamo non parlare della privatizzazione dell’ex Caserma Montevecchio: questa non è tornata, purtroppo, in mano all’amministrazione comunale, poiché qui il privato, minacciando il Comune, è riuscito a cementificare ed ipercostruire, ma di questo la comunità fanese non può certo gioire.

In merito all’ex CIF va ricordato che il comune spese denaro pubblico per l’acquisto dell’edificio, oltre 800 milioni (questo perché l’edificio, come ha detto qualcuno, opportunamente riqualificato poteva diventare il solito volano per il turismo…). Successivamente il comune si imbarcò anche nell’impresa di ripulire la parte finale del torrente Arzilla. Probabilmente anche qualche abitante della zona è beneficiario di questa operazione ma comunque non si può non rilevare che l’operazione è stata effettuata prontamente solo dietro “l’ordine” della ditta Montorsi, che subordinava la ristrutturazione alla sistemazione del canale. Inutile dire che i soldi con cui è stata fatta l’operazione sono pubblici (della regione è vero, ma sempre risorse pubbliche al servizio di un privato).

E non è finita… per demolire il vecchio edificio e predisporre l’area di parcheggio non basteranno certo i duecento milioni versati dalla ditta Montorsi come deposito cauzionale.

Ma la storia continua… un nuovo affare (per i privati naturalmente) sta per prendere il largo: dopo una spesa di oltre 33 miliardi di risorse pubbliche il nuovo porto di Fano verrà affidato ai “privati”.

Chissà se i cittadini fanesi sono impazienti di sapere chi è il fortunato.

 

Circolo Culturale Napoleone Papini

 

Fano, 13/6/2002

 

 

 

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