LE ANGOSCIE DI CHI HA LA PANCIA PIENA

 

Nel mese di novembre il Circolo culturale "N. Papini" ha presentato all’Assessorato alla pubblica istruzione del Comune di Fano un progetto per una mostra sui bambini che, nel mondo, vivono realtà disagiate, dal titolo significativo di "Bambini di guerra". Guerra come quella, sanguinosissima, dell’ex- Jugoslavia, ma la guerra anche di chi è costretto ogni giorno a lottare contro la miseria, la fame, contro le leggi di un sistema che costringe l’ 80% della popolazione mondiale a condizioni di vita inumane. La mostra presenta i lavori di uno fra i più noti ed apprezzati reporters italiani, Massimo Sciacca il quale attraverso immagini di forte impatto, ma senza il gusto per l’orribile ed il macabro di certa stampa (o TV) raccontano le vite, le condizioni di un’infanzia negata. Tra l’altro ci sembra importante ricordare che alcune di queste immagini sono state scelte per rappresentare la campagna nazionale di Telefono Azzurro contro le violenze sui minori. La mostra era destinata agli adulti e agli adolescenti delle scuole medie superiori, per sensibilizzare su un problema che è reale e grave.

Ma ci siamo sentiti rispondere dall’Assessore alla pubblica Istruzione (PDS) che il nostro progetto (del costo di circa un milione: niente rispetto ad altre iniziative miliardarie recentemente promosse dal Comune di Fano) non è realizzabile: non per mancanza di fondi o di possibilità effettive, ma perché all’Assessore le foto in questione "mettono l’angoscia" e "preferisce pensare all’infanzia come ad un qualcosa di positivo e gioioso".

Abbiamo ritenuto utile ricordare all’Assessore che per molti bambini, anche nel "benestante" Occidente, l’infanzia non è cosa gioiosa, visti gli sconcertanti dati sulle violenze e lo sfruttamento dei minori. e che, se per l’Assessore è troppo riuscire a vedere le realtà a noi meno vicine, non c’è bisogno di andare in Brasile o in Bosnia per trovare bambini tutt’altro che gioiosi e felici; basta fare un giro allo Zen di Palermo o nelle periferie delle città, non solo del Sud, per capire quanto il problema ci riguardi, noi tutti, e come non si possa e non si deva coprirsi gli occhi, facendo finta di essere nel migliore dei mondi possibili.

Il progetto, comunque, nonostante questa non troppo felice esperienza, sta andando avanti: il Papini sta lavorando per preparare delle schede informative su quella che è la situazione a livello economico e sociale nel pianeta, in particolare riguardo all’infanzia. Infatti, "Bambini di guerra" consisterà in una mostra di foto corredata da pannelli riportanti dati, cartine, riflessioni sul modello di sviluppo che nega a decine di milioni di persone anche i diritti più elementari; vi saranno, inoltre, dei materiali video ed una presentazione pubblica dell’iniziativa con l’autore delle immagini. Ma "Bambini di guerra" vuole andare ancora oltre: vorrebbe diventare un momento di analisi e di dibattito sulle grandi questioni che il riassetto mondiale, il nuovo ordine mondiale, ci pone. La lotta degli zapatisti in Chiapas è la lotta di tutti i popoli cui il neoliberismo impone regole insostenibili ed inaccettabili, raccogliamo il loro messaggio e solidarizziamo con tutti gli sfruttati e gli emarginati della terra. "Bambini di guerra" può essere un inizio, ma gli sviluppi possibili sono tanti; il nostro invito è quello a raccogliersi, chi ne ha voglia, intorno a questo progetto, per iniziare un lavoro di cui la mostra, per la quale ci siamo dati la scadenza di maggio, sarà solo una prima tappa.

Circolo Culturale "N. Papini", Fano

Fano, 17/12/1996

 

 

 

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