Archivio/Biblioteca E. Travaglini    

Circolo Culturale N. Papini   

Libreria del Teatro

 

Per non cancellare la memoria: Dal biennio rosso al biennio nero

Prosegue il ciclo di approfondimenti sul periodo che precede l’instaurazione del regime fascista e per il recupero della memoria storica locale e globale. Questo secondo appuntamentoè dedicato alla prima organizzazione antifascista, gli “Arditi del Popolo”, struttura a lungo emarginata dalla storiografia “ufficiale”. Il saggio di Eros Francescangeli, oltre ad una ricca parte documentaria, offre una chiave di lettura innovativa sul periodo e sulle prime forme di resistenza al fascismo.

 

SABATO 6 MARZO, ore 17.30

Presso la Cantina segreta

della Libreria del Teatro

(Fano, Via Montevecchio 104)

 

Eros Francescangeli presenta il suo libro

“ARDITI DEL POPOLO,

Argo Secondari e la prima organizzazione antifascista

(1917- 1922)”

(Ed. Odradek – Roma, 2000, ristampa 2003)

 

 

In collaborazione con:

Istituto di storia contemporanea della provincia di Pesaro e Urbino (ISCOP) – Pesaro

Biblioteca-Archivio di storia contemporanea “V. Bobbato” - Pesaro

Istituto regionale per la storia del Movimento di Liberazione nelle Marche – Ancona,

Circolo Culturale “La scala segreta” – Fano

 

Durante la serata verrà presentata la rivista quadrimestrale “Zapruder.  Storie in movimento. Rivista di storia della conflittualità  sociale". Frutto di un percorso che ha coinvolto centinaia di giovani storiche e storici, la nuova rivista intende confrontarsi con ambiti di ricerca e approcci metodologici differenti. Accanto all’attenzione verso le lotte e le classi sociali, il femminismo, la "stagione dei movimenti", i conflitti generazionali, le avanguardie culturali e le subculture, "Zapruder" e il progetto Storie in movimento [www.storieinmovimento.org] vorrebbero analizzare altri soggetti e fenomeni: i movimenti ereticali e - più in generale - eterodossi, le cosiddette devianze e marginalità  sociali, ma anche i populismi, gli spontaneismi, le dissidenze e i movimenti dei ceti medi o le dicotomie fascismo/antifascismo, razzismo/antirazzismo, Nord/Sud. Il tutto in chiave interdisciplinare e riconoscendo come patrimonio da mettere a frutto in ogni senso - anche criticamente, se sarà  il caso - filoni di pensiero e riflessione che hanno contribuito a rinnovare negli ultimi decenni il fare storia: la storia di genere, la storia sociale, la storia orale, la pratica della con-ricerca, la microstoria. "Zapruder" si presenta al pubblico con un formato inedito: una rivista con piani di lettura e livelli di approfondimento differenti, con una grafica decisamente audace.

 

Dalla presentazione del libro “Arditi del Popolo” (Ed. Odradek 2000, ristampa 2003)

Fondati nel giugno 1921 da Argo Secondari, tenete dei reparti d’assalto di tendenza anarchica, col preciso intento di difendere le istituzioni proletarie e popolari colpite dallo squadrismo fascista, gli Arditi del popolo divengono, nel giro di poche settimane, un’organizzazione ramificata a livello nazionale. Vi aderiscono migliaia di giovani e di lavoratori di varia tendenza politica (comunisti, anarchici, socialisti, repubblicani, sindacalisti rivoluzionari, ma anche cattolici e dannunziani) che vedono nel movimento un efficace strumento di opposizione alla violenza delle camice nere. Le vittoriose difese di Viterbo e Sarzana dagli attacchi fascisti, organizzate dagli Arditi del popolo dei due centri, disorientano e cominciano a incrinare quella che sembrava una compagine imbattibile: i due fascismi, quello urbano (più politico e disponibile alla trattativa) e quello agrario (ferocemente antiproletario e irriducibile ad ogni compromesso), sono ad un passo dalla scissione. Ma, violentemente osteggiata dal governo presieduto da Bonomi, la prima organizzazione antifascista non riceve – eccezzion fatta per i terzinternazionalisti del PSI e l’area libertaria – il sostegno dei gruppi dirigenti delle forze del movimento operaio. Ormai ovunque semidistrutti, solo in pochissime realtà (tra le quali Parma, con le sue memorabili cinque giornate) gli Arditi del popolo riusciranno a opporsi efficacemente all’offensiva finale fascista.

Francescangeli, componendo una gran mole di materiale archivistico e di fonti inedite, ripercorre la storia dell’associazione antifascista da ben prima della sua costituzione fino alla clandestinità e alla scomparsa dopo la marcia su Roma, delineandone la fisionomia e la diffusione territoriale. Partendo da D’Annunzio per giungere a Secondari, l’autore mette in discussione il teorema, consolidato dalla storiografia tradizionale, che identifica il ribellismo post-bellico dei ceti medi con l’illegalismo reazionario antipopolare. Viene così messo in risalto il ruolo giocato dal combattentismo democratico o sovversivo nella lotta antifascista e la sua capacità di amalgamarsi con le organizzazioni del movimento operaio. Lo studio della simbologia dell’organizzazione (che ha tra le sue effigi il teschio con le tibie incrociate, ora ripreso dagli quatters metropolitani) e i cenni biografici sui principali dirigenti degli Arditi del popolo completano un’opera che – con il suo cospicuo apparato documentale – fornisce un quadro esauriente e originale della prima forma di resistenza armata al fascismo.

        

Eros Francescangeli (Verona 1967), studioso di storia del movimento operaio italiano, ha pubblicato numerosi articoli e saggi di carattere storico-politico in varie riviste specialistiche. E’ redattore delle riviste Praxis e Zapruder, collaboratore dell’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea di Perugia.

 24.2.2004

 

 

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