NON VOGLIAMO ESSERE COMPLICI DEGLI ASSASSINI
Non è ancora chiaro cosa sia successo a Nairobi in Kenia, all'interno dell'ambasciata greca e quali trame abbiano portato all'arresto di Ocalan.
Ma ciò che è parso subito evidente è il tragico epilogo della personale vicenda del leader del PKK;
Vi sono precise e gravissime responsabilità dell'Italia e dell'Europa nell'arresto di Ocalan, vi sono gravissime responsabilità nella non volontà di raccogliere nel messaggio, di cui Apo si era fatto promotore, di una soluzione politica e pacifica della storica questione curda.
L'arresto di Ocalan rappresenta un duro colpo nei confronti di un popolo, e del suo diritto ad una pace equa.
Il governo D'Alema porta il peso del rifiuto fatto nei confronti della richiesta di asilo politico avanzata dal presidente del PKK, porta il peso di nuovi e ormai inevitabili lutti e tragedie che il popolo curdo dovrà ancora subire.
I governi di sinistra europei, sono oggi convinti di essersi così liberati di una scomoda presenza in nome di più alti interessi, quelli militari ed economici.
Le strategie e gli equilibri internazionali hanno schiacciato ancora una volta i diritti delle persone e dei popoli. Anche in questi giorni, tre giovani curdi sono stati ammazzati dalla polizia israeliana di guardia all'ambasciata di Berlino.
Noi però continueremo, insieme al popolo curdo, a ricordare che la questione è quanto mai aperta... e torniamo ad esigere:
• La liberazione di Ocalan e di tutti i prigionieri politici rinchiusi nelle carceri del famigerato regime di Ankara.
• Il riconoscimento dell'asilo politico per il leader del PKK.
• L'apertura di un tavolo internazionale per risolvere politicamente la questione curda.
• Il blocco della vendita delle armi italiane con le quali il regime turco, continua a massacrare migliaia di donne uomini e bambini.
Circolo Culturale N. Papini.
Via Garibaldi 47 Fano 25/2/99
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