Contro le dittature confessionali.
Dopo aver pubblicato nel numero di domenica scorsa, pagina di Ancona, una serie di accuse a firma Benatti (PPi) contro la festa anticlericale organizzata dal centro sociale autogestito anconetano, il Corriere Adriatico ritorna sull'argomento con un'altra pagina interamente dedicata alla questione, vista dal punto di Partito Popolare e arcivescovo d'Ancona ( NB: un comunicato inviato dalla Associazione per lo Sbattezzo viene pubblicato in piccola parte, ed occupa circa la metà dello spazio dedicato alla foto dell'arcivescovo).
Gli argomenti usati per la condanna della festa anticlericale organizzata dal centro sociale autogestito il 24 dicembre scorso sono i più vari, e mirano comunque tutti più a incriminare i componenti di sinistra della Giunta comunale anconetana (il Sindaco Galeazzi è del PDS ) che a spiegare l'oscuro motivo per cui una festa anticlericale offenderebbe la religiosità altrui.
Anticlericalismo infatti, e lo sanno bene anche i signori Popolari, non significa offese alla religione bensì battaglia contro ogni tipo di potere temporale del clero, e non solo del clero cattolico. Essere anticlericali significa battersi per la laicità della società, che permetta a tutti di esprimersi liberamente, e non solo alla maggioranza o a chi detiene il potere politico e religioso.
Dunque, se qualcuno pretende che solo le proprie iniziative confessionali (scuole, istituti, chiese...) siano sovvenzionate, e che tutte le iniziative scomode si svolgano in ghetti oscurati. pecca di intolleranza e imperialismo.
In Italia, benché la maggior parte delle persone siano battezzate, non c'è adesione unanime dei cittadini né alle direttive politiche del Vaticano né ai gusti etici e culturali del PPI, dunque PPI e arcivescovo ri-peccano di presunzione quando chiedono a "chi di dovere" di vigilare affinché non si facciano più al centro sociale iniziative che non concordano col loro credo politico (perché di mero credo politico, e non tanto di Etica, trattano questi Nuovi Moralizzatori): anche i non credenti, gli atei, gli agnostici, i cristiani che dissentono, e quelli che il segretario del PPI Eusebi vorrebbe liquidare come "quattro radical chic", hanno diritto come tutti di esprimere pubblicamente le proprie opinioni senza che il pruriginoso senso dell'onore integralista gridi allo scandalo. Basta leggere il dispetto col quale arcivescovo e PPI anconetano hanno accolto la civilissima decisione della Giunta anconetana di riconoscere anche le unioni di fatto tra persone (anche dello stesso sesso) per capire che, concedendo a questi signori un altro pezzettino di sicumera e presunzione, non sarebbe così lontano il vecchio tempo...quello in cui i campi di concentramento per ebrei, non cattolici, comunisti, lesbiche e gay venivano sì considerati dei...servizi sociali: altro che centri sociali autogestiti, eh, signor Partito "popolare"?
Chiediamo in merito un pronunciamento dell'Arcigay nazionale e di quanti altri vorranno intervenire.
Associazione per lo Sbattezzo.
Sede nazionale:
Fano - Via Garibaldi 47
61032 (PS)
10/1/95
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