Padre nostro, che sei... .
Care Compagne! (permettetemi questo appellativo, che fa molto Resistenza) vi scrivo per annunciarvi quella che ho finalmente Appuntata sul Petto. No, non sto a corpo a corpo con una Poliziotta: sto parlando della medaglia che ho conquistato. Si tratta del grande riconoscimento tributatomi dal Tribunale di Pesaro per Vilipendio a Capo di Stato Estero, e cioè nientepopodimeno che vilipendio a sua Nullità il Papa. Un anno, con le attenuanti generiche (mh?) otto mesi.
Mi restano dunque ben altri sedici mesi di condizionale da spendere allegramente in maledizioni e dispetti. La grave offesa da me arrecata consisterebbe nell'essere Responsabile (si vede proprio che non mi conoscono) della diffusione di due immagini del "Santo Padre", una è una innocente vignetta di Vauro Senesi, l'altra una innocente pagina de "Il Male" raffigurante il Santopadre con sulle ginocchia due terroriste pentite che gli portano in dono due bombe scariche segno di speranza e pace.
Il fatto è che per alcuni anni (dieci), prima che la mia pazienza scadesse, ho sorretto i Meeting Anticlericali: la condanna giunge alla fine di un processo con testimoni arteriosclerotici e prove Zero, giusto per premiarmi delle fatiche. Sulla stampa locale: titoloni. Su quella nazionale: poco e niente (sono troppo occupati a contare i capelli riportati di Berlosco, eppoi adesso iniziano i Gialli dell'Estate!), malgrado già in molti si siano interessati a questo nuovo Caso (ma si puo' usare anche la doppia zeta, essendo questione di Pene e di Diritto) infame della Giustizia italica.
Da tempo la Chiesa non scomunica più nessuno, per paura di ulteriori fuoriuscite di pecore dal gregge. Per punire le lesbiche cattive che rendono al Papa ed alle Autorità religiose, Dio compreso, la giusta risposta, ci sono gli articoli n. 278, 402 del Codice Penale: offesa a Capo di Stato estero (il Papa è considerato tale in base al Concordato del 1929) e alla religione di Stato (articolo che dovrebbe essere soppresso, perché più non esiste una religione di Stato,... ma ancora in uso).
"I sentimenti cattolici", "la tradizione religiosa italiana", "l'onore ed il prestigio", sono tutte balle che vengono tirate appunto in ballo quando si vuole colpire la satira, la critica, il dissenso senza omertà la contestazione anche più arrabbiata che sono niente di più che la risposta alle offese, ai sabotaggi, alle filippiche rivolteci ogni giorno dai parrucconi con aureola al neon... intoccabili e irraggiungibili.
Aver vilipeso il Papa: cosa c'è per me di più onorevole? Speriamo che non mi risponda la On.Pivetti, che di Sacro se ne intende. Il Reato di Vilipendio esiste per punire chi non riconosce il Dominio o l'esistenza di una Casta di autorità che gli gestiscono la vita, e gli dicono come comportarsi. Questo Dominio è tutto al maschile, infatti l'aggettivo "vile" non si applica alle donne.
Che dire? Un manifesto antipapale olandese diceva "il Papa ti irrita? Irrita il Papa!".
Chi volesse informazioni sul Processo (sommario) al Papa, detto anche Giudizio Universale, da me proposto all'Associazione per lo Sbattezzo, mi scriva. A questo incontro verranno esposti dieci capi d'accusa contro il Papa (millantato credito, vilipendio, ingiurie ecc.), e potranno parlare di Wojtyla e della sua politica dei/delle Testimoni d'accusa. La pena di morte è esclusa perché, al contrario del Vaticano, ci fa schifo.
Dada Knorr
5/6/94.
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