La cacciata del Borbone.

Il 20 e 21 aprile 1995 avrebbe dovuto visitare Fano don Carlos di Borbone, in pompa magna, con tanto di riti religiosi e annovero "fra i poveri (sic) fratelli della venerabile confraternita di santa Maria del Suffragio" E' seguito un clamoroso bidone rifilato dal nobile Carlos alla cittadinanza più o meno interessata a fraternizzare con lui, al quale si sono aggiunte penose polemiche intercorse tra confraternita, alcuni cattolici, e vescovo Cecchini circa il furto del ruolo di primadonna al vescovo da parte del Cardinale Eduard Gagnon che avrebbe presenziato alle cerimonie religiose in onore del pretendente al trono di Spagna. Ciò ci fa ringraziare il Borbone a maggior Ragione per averci gentilmente privato della sua presenza, e ringraziamo anche a nome:

- dei carbonari napoletani e di Murat che dopo aver ottenuto la Costituzione da Ferdinando I di Borbone, si videro piombare addosso l'esercito della Santa Alleanza mandato a reprimere i moti per la democrazia dopo il congresso di Lubijana (1821).

- di tutti i contadini oppressi e sfruttati dal regime feudale borbonico che tra il 1820 e il 1848 cercarono più volte di sfuggire alla tirannia e furono trucidati dall'esercito borbonico.

- dei mazziniani che tra il 1831 e il 1833 videro represso nel sangue ogni tentativo di rivolta organizzata: Ferdinando II di Borbone fece eseguire centinaia di esecuzioni a morte, tra le quali quella dei Fratelli Bandiera fucilati con sette loro compagni presso Cosenza.

- a nome di Carlo Pisacane che nei 1857 venne ucciso insieme a trecento uomini ad opera delle truppe borboniche nelle campagne di Sapri.

- a nome degli insorti dei 1860, condannati alla fame dal regime borbonico che spremeva con le tasse i braccianti, i coloni e i piccoli possidenti meridionali utilizzando quei soldi per il proprio esercito e per il proprio lusso (ricordiamo la monumentale Reggia di Caserta fatta costruire da Carlo I di Borbone).

- a nome dei briganti anarchici che si batterono contro i Borboni e la miseria per riprendere le terre usurpate.

Ricordiamo che i Borboni furono detronizzati la prima volta nel 1799 con la proclamazione della Repubblica a Napoli, repubblica schiacciata quattro mesi dopo dalle bande del Cardinal Ruffo; è evidente il legame di queste lotte per la democrazia con la Rivoluzione francese, lotte che divennero poi quelle di tutto il popolo sfruttato e angariato da monarchi e papi.

Ringraziamo comunque tutti coloro che, durante una storia che NON VA DIMENTICATA, si batterono per cacciare i Borboni dal nostro paese, gli americani che cacciarono i colonialisti spagnoli, il popolo spagnolo che lottò per la costituzione... facendo così in modo che questi signori, che tanto si vantano dei loro legami di sangue e che ancora si fregiano dei titoli di "Borboni delle due Sicilie, Duchi di Calabria e Altezze reali di Spagna",... non contino più un bel niente.

A dispetto dei mitomani monarchici, noi (e siamo sicuri molti altri) preferiamo dedicarci alla conquista di altri diritti e di altra civiltà, che rifugge le Reali Famiglie e riconosce invece le Famiglie di Fatto e i diritti delle Donne, notoriamente usate dai Re per sfornare Eredi a troni per fortuna ormai inesistenti e consistenti solo sulle pagine scandalistiche dei rotocalchi

Circolo Culturale Napoleone Papini

 

Fano 21/4/94

 

 

 

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