ARIDATECE ER MARTINO!!

 

E' istintivo per noi solidarizzare con chi è attaccato ed accusato.

Ora che è riscoppiato il caso "Branca" ci sentiamo in dovere di andare controcorrente.... quindi...

per Martino pane al pane e vino al vino

Il Circolo Culturale N. Papini aveva duramente criticato l'assessore Branca tanto tempo fa. Ma aveva sempre criticato non la persona ma la politica che esprimeva. Politiche che erano avallate da tutta la giunta (a quel tempo solo...) "di sinistra", scelte sulle quali la maggior responsabilità è sempre del Sindaco.

Ma veniamo all'attualità: il Sindaco, che detiene anche la delega relativa alla "cultura", (oltreché al PRG) probabilmente oberato di lavoro, ha pensato di nominare come supervisore/consulente/coordinatore per la cultura scientifica, "il violino e la selce" e festival vari l'ex assessore Branca.

E' innanzi tutto necessario avere una faccia di doppio bronzo, il Sindaco, prima delle elezioni, aveva silurato Branca (creando casini in seno al suo partito, appoggiando prima l'assessore e poi liquidando Branca e segretario cittadino Pds), poi in campagna elettorale aveva dichiarato che non avrebbe nominato come assessori persone che non fossero passate all'approvazione degli elettori (e Branca non era candidato).

Ma la coerenza è una dote che non appartiene a nessun politico.

Nell'attuale bagarre siamo preoccupati perché tutta l'attenzione si è diretta sul "nome", non sulla politica espressa.

A peggiorare la situazione c'è il moltiplicarsi degli appetiti: per far passare la nomina di Branca, forse in contropartita, c'è una raffica di incarichi, ben dosati per accontentare tutti.

Non ci interessa chi saranno i consulenti, non ci interessano le polemiche sui nomi, e probabilmente ciò non interessa neanche ai cittadini.

Quello che ci interessa è che cambi la politica culturale di questa giunta.

Insieme a qualche proposta valida abbiamo subito una politica d'immagine, assurda, fatta a colpi di miliardi e di sprechi; che passa dalla cultura barocca d'élite, alla cultura nazional-popolare da festa del pesce. Una politica centralistica, che concentra sulle iniziative comunali tutte le risorse, mentre, ad esempio, per le iniziative non ufficiali non si trovano spazi oppure lo stesso comune applica tariffe da strozzino.

Chiediamo invece spazio all'associazionismo di base, alle iniziative autogestite, spazio ai giovani, spazio alla cultura critica e dell'irriverenza contro il potere.

 

 

CIRCOLO CULTURALE N. PAPINI

 

 

Fano, 6/11/99

 

 

 

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