UN PICCOLO RIASSUNTO CIRCA LA...CONFERENZA D'EGITTO.
27/06/94 i quotidiani nazionali danno notizia dell'Angelus papale, durante il quale Wojtyla ha affermato che "anche alla luce della ragione sono moralmente inaccettabili il cosiddetto -libero amore- , l'omosessualità, la contraccezione".
Queste affermazioni vengono messe in rilievo anche in merito alla Conferenza dell'ONU su popolazione e sviluppo che deve tenersi in settembre a Il Cairo e per la quale il Vaticano si prepara a dar battaglia contro la libertà contraccettiva e naturalmente contro l'aborto. Già agli inizi di Giugno l'organizzazione dei vescovi europei aveva bollato come "eticamente inaccettabile" il documento preparatorio della conferenza dell'ONU; essi naturalmente affermano che "lo Stato deve proteggere la vita fin dal concepimento" escludendo di fatto non solo ogni tipo di aborto e di contraccezione dai loro orizzonti e, quel che è peggio, dichiarando che faranno il possibile per far pressione sui governi mondiali in modo da sabotare il documento ONU. A questo proposito, subito in linea col diktat vaticano, il presidente argentino Menem annuncia già in Giugno che alla Conferenza seguirà le imposizioni vaticane in tema di aborto, controllo demografico, contraccezione e che farà il possibile perchè tutti i capi di stato sudamericani facciano altrettanto.
Nel Marzo '94, all'udienza in cui era stata ricevuta la segretaria ONU della Conferenza de Il Cairo, signora Nafir Sadik, il Papa aveva già dichiarato d'essere contrario ad ogni forma di "imposizione di limiti alla dimensione della famiglia", affermazione dietro la quale si cela la battaglia di boicottaggio nei confronti di ogni forma di contraccezione e la volontà di tenere in pugno le donne come "madri obbligate" (lui dice "missione materna della donna") . Senza tener conto delle previsioni fatte dall'organizzazione mondiale della sanità : nel 2050 sulla Terra saremo forse più di dodici miliardi. Altre attendibili stime (Wvf) danno una sensibile diminuzione della produzione pro capite di cereali (meno 11 per cento).
30/08/94 "troppi sulla Terra? non ci credo", un cattolico integralista dimostra il tradizionale spregio per le opinioni scientifiche: è il leader del movimento "per la vita", Carlo Casini. Portavoce del parlamento europeo, l'antiabortista Casini annuncia che metterà in rilievo a Il Cairo la sua opinione: il problema non è il controllo dell'eccesso di popolazione nel mondo, l'unico problema è la povertà di una parte della popolazione mondiale. Egli così, improvvisandosi pacifista e terzomondista come non è MAI stato, si scaglia contro le spese in armamenti e nel frattempo dribbla contro aborto, contraccezione e libertà di fare delle scelte circa il proprio corpo .
Casini, per difendere la sua posizione, afferma inoltre che il problema demografico non c'è perché 12 miliardi di persone potrebbero vivere nei soli USA con una densità di popolazione pari a quella olandese. Dunque: ordine, matrimonio, sesso solo per fare figli, donne a casa e stretti ma felici! Chi è più contento di lui? Del resto qualche giorno dopo, dal suo mensile, CL fa sapere a demografi e scienziati ignoranti che la Terra "può sfamare cinquanta miliardi di persone".
Anche monsignor Martino, capo della delegazione vaticana a Il Cairo, lancia anatemi contro la conferenza che egli ritiene sia immorale. Nel frattempo (agosto '94) l'Arabia Saudita ed il Sudan, in nome dell'Islam integralista che non ammette libertà femminili, annunciano che diserteranno ufficialmente la conferenza e condannano l'Egitto. Già si erano dichiarate filopapiste le Filippine e Malta, il 1 settembre giunge notizia che il Libano ha deciso di non prendere parte alla conferenza, schierandosi con il Sudan nella solita "guerra santa" contro gli infedeli partecipanti...tra i quali però anche una delegazione iraniana. Infatti, nonostante le avversità ed i temporali preparati dagli integralisti musulmani dell'Iran, la maggioranza parlamentare ha deciso di partecipare. I leader di altri tre paesi islamici, nei quali cioè vige la legge musulmana, decidono di non presiedere le delegazioni alla conferenza, per non scatenare contestazioni da parte degli integralisti: la Turchia, il Bangladesh e l'Indonesia. Ma a parte alcuni paesi particolarmente colonizzati dal Vaticano e questi altri soggetti alle leggi islamiche, si avvertono segnali di volontà di dialogo tra cattolici e non: la politica demografica papale è del resto in minoranza tra gli stessi cattolici. Secondo le statunitensi "Cattoliche per la libera scelta" dissentono dal Vaticano su questa materia il 61% di polacchi, il 72% dei brasiliani (paese dove si paga per uccidere i bambini di strada e dove il traffico d'organi di bambini è purtroppo fiorentissimo), l'80% dei canadesi, il 73% dei cileni.
E l'Italia? Il ministro per la famiglia Antonio Guidi annuncia che tenterà di fare una mediazione tra Onu e Vaticano, come se gli italiani glielo avessero chiesto. In realtà la maggior parte degli italiani non è affatto in linea con il Vaticano in merito a contraccezione, aborto, famiglia. Semmai è la nuova destra al governo a volerlo essere. Guidi (30/08/94) aveva anche affermato di non ritenere giusto l'aborto di una donna a conoscenza di poter partorire un figlio deforme o con gravi problemi (non bisogna "selezionare la razza" dice lui, chissà perché tirano sempre in ballo i nazisti quando si tratta di far scegliere le donne). Ora, con l'ultimo caso della bambina fatta nascere senza reni e senza vescica, abbiamo capito a quali brevi esperimenti "etici" servono queste nascite "non razziste". Il ministro dell'ambiente (missino) Matteoli dichiarava che l'aborto è "un omicidio" e che per lui il controllo delle nascite finisce...nell'aborto. Probabilmente Matteoli nemmeno sa che sono venti anni (dalla conferenza mondiale di Città del Messico, città che ora ha ventisei milioni di abitanti) che l'aborto non è riconosciuto come mezzo di controllo delle nascite, e sono migliaia di anni che le donne non lo riconoscono tale e che si battono per la contraccezione. Il concetto di maternità e paternità responsabile non l'ha di certo inventato il Papa. La Conferenza de Il Cairo, svoltasi dal 5 al 13 Settembre 1994, ha messo in rilievo una forte presenza femminile ed una molto documentata protesta dei network femminili contro i tentativi di governi e multinazionali di spacciare come "pianificazione familiare" la vendita o distribuzione gratuita (come in Marocco, in Bangladesh e tanti altri paesi) di contraccettivi che possono essere molto pericolosi per la salute delle donne. E' stata denunciata la sterilizzazione forzata e l'espianto di utero a handicappate, sono state denunciate le mutilazioni sessuali che milioni di donne nel mondo subiscono (la cosiddetta circoncisione o infibulazione). Si è parlato di donne (sessantamila all'anno) che muoiono di aborti clandestini, di madri-bambine, di donne che pur vivendo in paesi "sviluppati" (come le russe) non praticano nessun mezzo di contraccezione. La forte presenza delle donne ha fatto sì che non prevalessero i veti degli integralisti religiosi, anche se rimane il loro peso nel documento finale, che il Vaticano ha naturalmente rifiutato. Sta di fatto che, dopo tanti discorsi sulla povertà di tanti paesi del mondo, e sulla necessità delle donne di acquisire strumenti idonei per potere scegliere quando e come fare figli...l'Onu ha deciso di spendere per il programma demografico da qui al 2000...nemmeno quello che l'Italia spende in un anno per il ministero della difesa: 17 miliardi di dollari ai quali dovranno contribuire anche i paesi più poveri del mondo.
Associazione per lo Sbattezzo
Fano 27/10/94
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