Si è da poco conclusa la Campagna per la "grana" 1994. Come è ormai "tradizione", per la Chiesa Cattolica Italiana, c'è stato un bombardamento con spot televisivi, nelle ore di massimo ascolto, manifesti pubblicitari e inserzioni sui giornali: tutto il necessario delle moderne campagne pubblicitarie incentivanti i "prodotti di consumo". Naturalmente ciò unito, secondo la saggezza millenaria, delle gerarchie cattoliche con il porta a porta, i consigli del parroco, dei chierichetti e, perché no, dei commercialisti di "sicura fede". La campagna quest'anno è stata di lunga durata, da marzo a giugno, per l'ampliarsi del periodo delle denunce (mod. 730 e poi 740), conseguentemente di grossa spesa, ma ciò non sembra preoccupare molto la Chiesa Cattolica, che ha deciso di investire una rilevante parte delle entrate dell'Otto per mille, non in opere di carità ma in campagne pubblicitarie.

Quest'anno le voci suadenti non hanno puntato sui "miracoli", ma hanno cercato di rimanere sul "concreto", sottolineando che una firma per la chiesa "non costa nulla", che i valori della chiesa sono "universali" e a beneficio di "tutta l'umanità", e che pertanto optando per la chiesa cattolica si fa del bene al mondo intero e non invece al portafoglio dell'Istituto per il Sostentamento del Clero (vedi scheda A).

I dati sembrano poi dare ragione alla strategia elaborata dalla Chiesa Cattolica, se da un lato le offerte "volontarie" sono stazionarie, e comunque interessano una fascia minima dei "contribuenti", le opzioni a favore della Chiesa sono in aumento. Un aumento ancora più alto quest'anno perché dai primi dati emersi in molti centri fiscali, la gente preferisce darli alla Chiesa Cattolica che allo Stato rappresentato ora dal Primo Ministro Berlusconi.

La strategia della Chiesa è vincente inoltre perché altre religioni si sono adattate al sistema italiano, raggiungendo un accordo per la spartizione del monte tributi, anche se si distinguono dalla Chiesa Cattolica sia per il sistema di calcolo (non partecipano alla ripartizioni delle opzioni non espresse) e per la qualità della destinazione (non scopi di sostentamento del burocrazia interna ma solo per opere umanitarie).

A restare buggerati sono i non credenti, coloro che non riconoscono nessuna "fede" particolare o hanno abbracciato religioni "non riconosciute dallo stato.

Dobbiamo ancora riscontrare l'atteggiamento rinunciatario degli ambienti laici: sul Manifesto del 28/6/94 la proposta di Mario Alighiero Manacorda, di "optare per lo stato", viene presentata come "Un'idea alternativa". Mentre non si tratta per nulla di idee alternative alla disastrosa situazione del perverso meccanismo di finanziamento garantito dallo Stato. L'idea è vecchia: firmare a favore dello Stato perché questo garantirebbe più "trasparenza" rispetto all'utilizzo fatto dalla Chiesa Cattolica. Il controllo delle somme così destinate, viste le destinazioni più disparate, è bassissimo e comunque non garantisce che la Chiesa riceva, come avviene, considerevoli somme aggiuntive (ed agevolazioni), al di fuori del meccanismo dell'Otto per Mille (vedi scheda B).

Una novità invece viene dalla presenza, per la prima volta, della possibilità di optare per l'Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, la cui partecipazione al meccanismo è stata sicuramente molto sofferta. Propio per questa possibilità c'è stata una proposta di Paolo Hutter, consigliere del comune di Milano ed esponente dell'Arcigay, di scegliere, in sede di dichiarazione dei redditi, per questa Chiesa, in appoggio alle coraggiose "posizioni assunte dalla maggioranza dei pastori evangelici italiani sui diritti degli Omosessuali". Tale proposta è stata presentata ed approvata dal Congresso dell'Arcigay.

Ma il nodo più grosso da risolvere non è quello di optare per una Chiesa più tollerante o per lo Stato (ieri Democristiano ora Berlusconiano), ma di far emergere il problema di chi non effettua nessuna opzione, sia che questo sia fatto per motivi politici sia per motivi strettamente personali (vedi scheda C).

La nostra battaglia dell'obiezione fiscale incontra ora molte difficoltà: non si è mai sviluppata una vera iniziativa di sostegno (tranne alcuni sporadici episodi), non ne è stata porta a conoscenza del "grande pubblico" (forse non è stata nemmeno ben spiegata), non ha mai interessato i mezzi di comunicazione, alternativi o "ufficiali".

Dalla proposta iniziale (obiezione secca senza l'espressione di alcuna opzione, anzi annullamento della parte relativa a ciò nel mod. 740), si è poi sviluppata una variante: quella di optare per lo "Stato" ma poi di portare avanti l'obiezione fiscale e richiedere a questo il rimborso (posizione legittima anche dal punto di vista giuridico).

E' necessario aprire una riflessione su come continuare la nostra battaglia puntando ad una effettiva incidenza di questa.

E' intenzione dell'Associazione per lo Sbattezzo discuterne anche con le altre Associazioni Laiche ed Anticlericali per una più decisa campagna contro questo mostruoso meccanismo di privilegi studiato ad arte per finanziare la Chiesa Cattolica Italiana.

 

30/6/94

 

 

 

 Tocca il diavolo per tornare alla Home Page

Tocca il maiale per tornare ai Comunicati Stampa