TECCHI LI FACEVA SECCHI...CARNAROLI LI FA FUORI!
Non sappiamo se questa tendenza ad eliminare a Fano tutti gli alberi con più di venti anni di vita derivi dalle recenti fantasie sugli alberi dei politici italiani (ulivi, querce, ecc.), pero' siamo decisamente contrari, come tanti altri cittadini fanesi, alla operazione di "pulizia etnica" che i nostri amministratori fanno eliminando grandi alberi e sostituendoli con alberelli da noi già denominati "albero model"e che sembrano tutti usciti dalla catena di montaggio.
Ora si spendono centinaia di milioni per eliminare e sostituire i pioppi femmina, con una operazione che sembra maschilista, e che ha come scusante una accusa alla lanugine di questi pioppi di causare allergie. Le allergie in realtà la lanugine non le provoca...di certo è più la sua presenza che ha infastidito tanti esasperati cittadini, il cui bisogno di Pulito e Igiene senza fatica poteva essere egualmente soddisfatto da una adeguata potatura e da qualche ora di lavoro per qualche netturbino in più. Qualche anno fa anche i kaki di via garibaldi, grandi e bellissimi, furono eliminati con la scusa che "sporcavano" gli augusti tettini delle auto in parcheggio, ed egualmente il problema poteva essere eliminato curandoli qualche ora in più.
Egualmente nel '93 l'assessore Tecchi fece eliminare i grandi tamerici del lungomare, con grande spesa e grandi polemiche, polemiche giuste perché era falso che fossero tutti "malati". Ora anche il lungomare vede tanti tamericini esili circondati ognuno da un immancabile "cordone sanitario" di cemento.
Se gli assessori sapessero quanta fatica costa ad un albero crescere non prenderebbero decisioni cosi' avventate. Fano offre già molteplici esempi di vocazione al premio Attila, basti pensare a qulla distesa di ex campi coltivati ora trasformati in pietraia dal fallito mega progetto di Tecnilandia. Ci chiediamo se un terreno comunale così trasformato in scenario lunare non ispiri le tanto temute parole: distruzione del bene pubblico.
La "città dei bambini" avrebbe bisogno di più sincronia e coerenza tra prediche ecologiste e fatti, quando i fatti sembrano tener conto solo del lucro e dei pavimenti lucidi delle case moderne che sembra non sopportino qualche lanugine di pioppo per qualche settimana all'anno, a meno che la professione del futuro non sia quella del disboscatore, professione antagonista a quella di ricercatore scientifico di vaccini contro i virus che si stanno sviluppando in natura forse perché la Terra deve sviluppare anticorpi contro noi vandali..
Perché tutte quelle centinaia di milioni non le impiegamo per creare lavoro sicuro, o per aiutare i nostri vicini della jugoslavia?
Circolo culturale N.Papini
18 Maggio 1995.
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