Fano: città dove il carnevale…. dura tutto l’anno

 

 

In fondo abbiamo di che essere contenti, Fano è uno dei pochi posti al mondo dove il carnevale dura tutto l’anno (solo nei sagrati delle chiese, invece, per decreto, è quaresima tutto l’anno).

Ci siamo divertiti in questo periodo con gli “scherzi” carnevaleschi di un consigliere di circoscrizione di Forza Italia che si è lamentato della presunta oscenità e blasfemità di due cartelloni illustrati dagli alunni di scuole elementari fanesi; evidentemente, in puro spirito carnevalizio si trattava di uno scherzo, anche se magari qualcuno ci ha creduto.

Infatti, come si può parlare di “…disegni volgari che offendono la religione cristiana, professata da molti fanesi…” quando nel centro della cristianità cattolica, vale a dire la città del vaticano esistono ben altre “sconcezze”, pensiamo, ad esempio ai nudi di Michelangelo nella Cappella Sistina. E’ vero che alla fine del’500 molti furono “imbrachettati”, ma il recentissimo restauro ne ha ri-scoperti molti e il papa non ha avuto niente da ridire… anzi!!

Sempre nei musei vaticani, tappa fondamentale per le visite dei pellegrini, è amplia la scelta di nudi, e non ci risultano grosse lamentele.

Non parliamo di quello che c’è in giro per l’Italia: una carrellata di nudi esposti al chiuso o all’aperto che neanche 20 anni di regime fascista e 50 anni di potere democristiano sono riusciti a “censurare”.

Se poi l’oscenità è la “grossezza” del pene, questo è un buon terreno di dibattito: si spiegherebbe così perché non sono osceni i bronzi di Riace (nei quali è veramente molto piccolo), mentre una valutazione artistico-religiosa si potrebbe aprire sulle statue nude sparse per Firenze, alcune delle quali con attributi formidabili.

Poi, evidentemente per le “pari opportunità”, si dovrebbe passare alla valutazione agli attributi sessuali femminili, e altri problemi: migliaia di madonne allattanti il bambino da censurare; poi ci sarebbe un problema direttamente per la nostra città perché dovremmo cambiare fontana principale e simbolo.

Ci sorge però il dubbio che l’obiettivo della lamentela non siano gli attributi (che sono in verità del bambino Gargantuà, noto per aver schizzato sulla folla prima dalla torre e poi in piazza durante il carnevale, e non di un “uomo nudo” come erroneamente affermato dal consigliere di Forza Italia), ma l’operato di Dario Fo nelle due ultime tornate di carnevale.

E’ vero che Fano è stata laboratorio di costosi direttori artistici, consulenti ecc. che hanno spremuto Fano senza lasciare poi nessun “valore aggiunto”. Non crediamo che questo sia il caso di Dario Fo (non nel senso che l’intervento di questo sia stato gratuito, questo lo abbiamo imparato per esperienza diretta come abbiamo espresso in un nostro precedente comunicato), infatti, il coinvolgimento d’intere scolaresche, centinaia di partecipanti ai laboratori teatrali ha lasciato una traccia importante nella vita culturale della città. Certo si potrebbe auspicare un miglior collegamento tra iniziative innovative e parte “storica” del carnevale fanese, ma questa è un’altra storia.

Speriamo che durante il prossimo carnevale, nel “getto”, insieme all’acqua sporca non venga gettato anche il bambino.

 

Circolo Culturale Napoleone Papini

 

 

 

Fano, 7/9/2004

 

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