La svastica sotto il sole

 

"Chi guarda, vede."

Paracelso

 

Prima

L'universo nazista fu il prodotto della combinazione di una serie di elementi irrazionalistici che dettero lentamente luogo ad una struttura politico-istituzionale tra le più temibili del nostro secolo. Questo tipo di analisi non incontra i favori degli studiosi che applicano i consueti criteri scientifici alla disamina della realtà. Eppure quello che il NSDAP (Partito nazionalsocialista dei lavoratori) riuscì a realizzare fu certamente un apparato politico che assunse fin da subito le caratteristiche della dittatura, ma anche una singolare visione del mondo che gli permise di sopravvivere a se stesso. L'altra realtà che i teorici del nazismo cercavano avrebbe distrutto le fondamenta del sistema materialista e pragmatico occidentale danneggiato profondamente dalla prima guerra mondiale.

Alcuni concetti chiave della cultura tedesca, come quello di nazione per citare il più importante, acquisirono un'importanza formidabile nel nuovo assetto sociale che veniva costituendosi. Crebbe a dismisura la percezione del pericolo nel quale si pensava versasse la comunità nazionale stessa, minacciata dal fallimento di quel Sistema razionale, che coincideva con l'Occidente stesso, colpevole di aver recato grandi lutti e danni irreparabili. Il vecchio ordine andava superato.

Spesso non si riesce a ricordare che quello fu per la Germania anche un periodo di rifioritura di culti apocalittici e occultistici, favoriti dalla miseria della vita quotidiana e dal disperato bisogno di trovare in qualcosa di diverso dalle terribili condizioni materiali le risposte a mute domande sulla propria esistenza individuale e collettiva. La direzione nazionalistica che fu impressa all'insieme di questi fattori concomitanti si rivelò ben presto inevitabile e ne divenne conseguenza quasi ovvia.

"Entro le fila del movimento völkisch si troveranno diversi influenti profeti di un occultismo nazionalista. La parola völkisch richiama i termini di nazione, razza, e tribù almeno quanto le associazioni più interessate al passato si legano al concetto inglese di tradizione popolare o ballo popolare [...] Applicata ai principi nazionalistici, la dottrina mistica del dissolvimento del sé nella Divinità porta a risultati interessanti. L'elemento individuale dello stato deve dissolvere la sua identità personale in quella del popolo, del Volk."

Il lavoro di James Webb dimostra ampiamente che il nazismo, in quanto dottrina, trovò nella Germania degli anni '20 un terreno fertile che aveva già elaborato alcune nozioni-chiave di quello che di lì a poco sarebbe diventato patrimonio del nascente Stato ariano, concrezione di potere forte a tutti gli effetti sul piano tecnico-militare, ma la cui ingegneria politica sarebbe stata affidata ad un sostrato di conoscenze radicate in un inconscio collettivo assolutamente distante per emozioni e percezioni dalla cultura europea tradizionale. Qualcosa di nuovo stava accadendo e la sensazione generale fu che quei fatti avrebbero segnato per sempre la storia della nazione tedesca spingendola in maniera incontenibile verso un futuro glorioso.

L'atmosfera culturale presente nella Germania del periodo precedente all'avvento dei nazisti filtrava obliquamente dai luoghi segreti delle dottrine occulte e irrazionaliste dell'epoca.

"Simili teorie" dice ancora Webb "imperversavano a Monaco. A Schwabing vi era una zona riservata alle esibizioni di occultisti e profeti, una zona che un osservatore definì la Germania segreta, dove l'atmosfera bohémienne alimentava progetti di natura sicuramente utopica, ma passibili anche di applicazione pratica in determinate condizioni di crisi [...] Il ruolo di Hitler non può essere preso in considerazione almeno fino a quando lo scenario non sia stato completamente montato, poiché uno degli argomenti più efficaci per classificare il primo movimento nazista come illuminato è la costellazione di idee che presiedette la sua nascita. Non vi sono dubbi su che o che cosa, in termini di idee, aiutò maggiormente Hitler a trasformare il Deutsche Arbeitpartei di Anton Drexler in una forza capace di tentare un colpo di stato nel 1923 [...] A Monaco gli uomini che lo influenzarono furono senza ombra di dubbio l'ingegnere-economista Gottfried Feder, il commediografo bohémien e mistico Dietrich Eckart e due rifugiati della Rivoluzione russa, Alfred Rosenberg e Max-Erwin von Scheubner-Richter."

La commistione di personaggi ed elementi culturali così diversificati tra loro sta alla base della successiva elaborazione compiuta da Hitler nel dare forma al suo partito. L'influenza della visione alternativa del mondo, questo squarcio che si apre sopra lo sconfinato territorio della conoscenza altra, fu imponente sulla dottrina nazista successiva. Lo stesso Eckart, considerato dagli studiosi nazisti più volentieri un mistico e un veggente piuttosto che un esponente dell'etica völkisch, configurò lo scenario generale dentro al quale il movimento nazista delle origini prese le mosse per avviare la conquista dell'Occidente e più oltre ancora. Eckart era un mistico cristiano: secondo le sue stesse parole, l'uomo doveva liberarsi del mondo, negando la potenza della materia che è semplice illusione. Questa negazione totale della realtà delle cose, spiega Webb, sta esattamente all'opposto dell'insegnamento ebraico secondo cui il mondo va invece affermato come esistente. Per quanto la profonda fede di Eckart in Gesù Cristo, rivelazione incarnata del mondo, producesse non poco imbarazzo negli stessi sostenitori del nazismo, in realtà la sua dottrina filosofica entrò a pieno titolo nel circuito culturale degli uomini che il caso fece incontrare a Monaco in una birreria, durante una delle tante conferenze che si tenevano in quegli anni per discutere della situazione politica e dello stato di prostrazione in cui versava la Germania postbellica.

Il nazismo divenne in breve l'organizzazione strategica complessiva di un'epoca intera e la risposta alle condizioni generali di un sistema sociale e culturale quasi spezzato in due dalla forza tremenda della guerra.

Esistono nella storia discontinuità che appaiono spesso come pieghe, quasi invisibili, disposte ai margini di visibilità ingombranti. Pratiche discorsive adiacenti articolano linguaggi che si lasciano decifrare se soltanto si riesce ad impadronirsi dei codici giusti.

Procedendo in senso contrario ad un andamento lineare della serie degli eventi che ci hanno preceduto (quella storia senza fratture espressione di uno sguardo totalizzante) possiamo cercare di enucleare, circoscrivere per tirar fuori, gli elementi sfuggenti del fenomeno nazista.

Dalla società di Thule, originario centro esoterico e politico di potere, abbozzo di gruppo destinato ad un futuro tragico, al Partito nazionalsocialista, al destino terribile stabilito per migliaia di persone, elementi inquietanti percorrono l'ideologia nazista nell'intero suo corso e nei suoi drammatici sviluppi. Frequentemente non si è voluto osservare quegli elementi con l'attenzione dovuta, relegandoli nell'ombra dell'oblio storiografico. Tuttavia essi determinarono l'evoluzione del sistema di potere nazista e l'articolazione della sua politica.

A ben guardare, si trattò dell'attivazione di una complessa macchina strategica che non ebbe a che fare soltanto con l'approntamento di uno degli eserciti più efficienti dell'epoca. L'apparato bellico nazista fu semplicemente espressione estrema di un'ideologia che aveva esasperato la funzione del dominio.

Un nucleo forte di pensiero, che raccoglieva in sé le sollecitazioni millenarie di un approccio quasi mistico alla realtà delle cose, determinò lo sviluppo della tecnologia ideologica del Terzo Reich.

Come ha messo in evidenza Giorgio Galli nella sua ricerca sul nazismo magico, qualcosa di infinitamente più pericoloso della semplice presa di potere, per quanto cruenta, per quanto determinata da un lucido fanatismo, accompagnò la progressiva consapevolezza di essere nel mondo per la realizzazione di uno scopo che poté trascendere l'esistenza stessa di uomini e donne strappati con violenza alla vita.

Le componenti esoteriche del nazismo, il riferimento ad un certo pensiero simbolico in grado di oltrepassare le barriere del tempo diedero forma alla gnosi nazista, le conferirono un grado di assolutizzazione che nella sua evidenza storica condusse agli orrori che sappiamo. Ma l'abisso nazista costituisce un radicamento profondo nelle strutture del reale, dà luogo ad una perfettibilità dell'idea di potenza (della razza, del gruppo, del Reich) destinata a non scomparire mai.

La traccia della ricerca conduce fino ai nostri giorni, quando essa è costretta a prendere contatto con un'altra insidiosa realtà: il neo-nazismo. E' abbastanza semplice dimostrare come la permanenza degli assunti fondamentali di una visione del mondo che si riteneva sepolta sia alle origini del movimento neo-nazista. Istanze di potere immutate rinnovano il dramma dell'intolleranza. Ma al di sotto della linea della visibilità riappaiono antiche speranze, riemergono preoccupanti progetti di distruzione.

Che l'ideologia nazista faccia riferimento ad un articolato nucleo dottrinale; che in qualche modo si appropri di alcuni filoni, non sempre marginali, del pensiero occidentale ed orientale, resta il punto fermo intorno al quale è possibile dipanare un'intricata matassa.

Nazismo (e Neonazismo che ad esso si richiama) hanno un sostrato comune, intriso di radicalità, di rifiuto del sistema borghese e della razionalità intesa come common sense. L'insieme di questi stimoli intrinsecamente culturali ha portato ad abbozzare una sorta di utopia pagana attraverso la ricostruzione ed il recupero di miti che hanno consegnato alla storia del gruppo un valore fondativo coerente, ampliando a dismisura quello che appariva l'orizzonte possibile del dominio.

Sappiamo che gli eventi volsero ad altro esito. Tuttavia la rappresentazione di un mondo impregnato di millenarismo laico e pensiero irrazionale, sorretti dall'apologia del guerriero pronto a sacrificare se stesso, continuò a vivere anche dopo la sconfitta perpetuandosi sino ai nostri giorni.

Di quel temibile e pericoloso esercito, di quei funzionari e tecnici espertissimi nell'arte della guerra, il sistema di potere decise di avvalersi ancora nell'approntamento delle strategie utili a fare dell'Europa post-bellica il bastione che si opponeva al comunismo sovietico e un contenitore permanente per la sperimentazione di tattiche e tecnologie del controllo i cui effetti sarebbero stati proiettati nel futuro.

Dopo

Alla fine del secondo conflitto mondiale, una fitta rete intrecciata dai Servizi segreti americani fu stesa con estrema cura sopra tutta l'Europa. Uno degli artefici delle nuove democrazie fu certamente Allen Dulles.

Dulles, massone di rito scozzese, particolare questo più significativo di quanto non si creda, era responsabile delle operazioni dell'OSS nel vecchio continente.

La figura di Allen Welsh Dulles merita un'attenzione particolare. Il futuro direttore centrale della CIA (dal 1953 al 1961), macchina statunitense di dominio del mondo, e riorganizzatore dei servizi segreti americani in epoca imperiale, era nella vita civile avvocato. E fu fidato legale di due personaggi chiave del crimine organizzato americano: Lucky Luciano e Meyer Lansky. Luciano eserciterà l'importante funzione di contatto tra Esercito alleato e Mafia siciliana poco prima dello sbarco in Sicilia; Lansky collaborerà per anni con la CIA mettendo il suo genio e la sua inventiva a disposizione delle nascenti multinazionali che investiranno ingenti capitali in attività ben poco ortodosse. L'intreccio politico-economico tra massoneria di rito scozzese, estrema destra e mafia fu alla base negli Stati Uniti della realizzazione di una sorta di holding affaristico-criminale fortemente interessate ai mercati vergini dell'Europa appena uscita dal secondo conflitto mondiale.

Quando Dulles arriva a Ginevra, e vi insedia il primo ufficio dell'OSS, mancano pochi mesi alla resa nazista ma i collegamenti ci sono già tutti. La massoneria europea, le logge più o meno segrete di un complicato diagramma di difficile descrizione mettono a disposizione la loro influenza in attesa di conoscere le intenzioni del governo americano. Sarà proprio Dulles a trattare con la Gestapo e le SS i termini di una resa non particolarmente vessatoria per i migliori ufficiali del Reich.

L'operazione condotta dall'energico avvocato americano stabilisce in realtà la politica di assistenza che verrà praticata nel ventennio successivo dagli Stati Uniti nei confronti degli alleati europei e soprattutto i contributi in denaro che saranno copiosamente versati in alcune tasche privilegiate.

Uno dei compiti principali della rete informativa statunitense in Europa fu quello di riciclare immediatamente la parte più significativa del vecchio establishment tecnico-militare nazista e fascista. Il caso del generale Gehlen resta il più emblematico.

Reinhard Gehlen era responsabile dell'unità di spionaggio del Terzo Reich Fremde Heere Ost (eserciti stranieri dell'Est) e fedele soldato del Führer. Gli Alleati pensarono bene di sfruttarne le potenzialità e lo stesso Dulles lo fece riparare in America. Con lui a William Donovan, direttore centrale dell'OSS, arrivano anche 52 casse contenenti la schedatura di decine di comunisti europei. La carriera di Gehlen è folgorante: in breve tempo diviene direttore della sezione affari sovietici dell'OSS e, subito dopo, della CIA. Ma Gehlen è semplicemente uno dei tanti. Il suo gruppo, costituito nel 1941, interruppe le attività nel '45. Il tempo occorrente a cambiare nome prima di essere inserito a tutti gli effetti nell'organico dei servizi segreti della repubblica federale tedesca.

Si potrebbero ricordare ancora Stangl, comandante del lager di Treblinka in cui furono trucidate oltre 700.000 persone, fuggito da un campo di raccolta dell'esercito americano ed allontanato dall'Europa grazie alle intercessioni vaticane, o il colonnello delle SS Rauff, inventore delle camere a gas mobili, ospite in un monastero per 18 mesi e successivamente inoltrato in Argentina, punto d'arrivo della via dei conventi che passava invariabilmente per i porti d'imbarco di Genova e di Bari.

Furono davvero in molti, terminato il secondo conflitto mondiale, a sfuggire all'arresto e al processo grazie all'aiuto dei servizi segreti alleati e dello stesso Vaticano. Con loro i transfuga nazisti portarono anche ingenti quantità di denaro che depositarono nei conti bancari di numerosi istituti di credito svizzeri e sudamericani. Gli itinerari di fuga passavano per Austria, Italia e Svizzera per arrivare in Argentina, Bolivia, Paraguay, Uruguay e Medio Oriente, ma anche in Spagna e Scandinavia. Gli uomini delle SS che si erano messi al sicuro per primi fondarono a loro volta un'organizzazione denominata Spinne (ragno) più nota al grande pubblico come Odessa.

Risulta evidente ad un attento esame storico che gli Alleati misero immediatamente da parte, sul piano della pratica politica, la contrapposizione pubblicamente dichiarata alle dittature nazi-fasciste europee, quella ostilità totale con la quale erano addirittura sbarcati in Europa per scacciare il malvagio, elaborando un sapiente piano di rinascita democratica (lo stesso che ventanni dopo Licio Gelli riterrà indispensabile per preservare l'Italia da un fantomatico attacco da sinistra) che avrebbe trasformato il territorio europeo in baluardo contro l'Unione sovietica.

L'operazione tanto più riuscì quanto più una certa ideologia venne occultata negli anfratti di un sistema di potere invisibile e capillarmente diffuso. Occorre distinguere naturalmente, e con estrema precisione, tra nazismo e fascismo: gli esiti di due tipologie socio-culturali con origini tanto diverse ed evoluzioni differenziate non consentono sovrapposizioni.

Quella che rimane certa è l'impunità sostanziale concessa al vertice militare e politico nazista. Nel nuovo assetto mondiale voluto e sostenuto dagli Americani il recupero dei tecnici del Terzo Reich divenne indispensabile per gettare le fondamenta della impenetrabile cortina necessaria ad isolare l'altro grande blocco che stava ad Est e che sembrava minacciare continuamente le democrazie europee.

Inoltre i numerosi studi compiuti dagli scienziati e studiosi nazisti, studi che spaziavano dalla biologia molecolare alla fisica nucleare, potevano essere utilmente proseguiti e ampliati negli attrezzatissimi laboratori che gli Stati Uniti riempirono di fecondo ottimismo sulle sorti del mondo. Se la cosa davvero importante era il controllo del pianeta, delle sue risorse e della sua geografia, gli uomini del Terzo Reich potevano contribuire in maniera indispensabile alla riproduzione di quella cultura della sopraffazione e della violenza, ai limiti paradossali dell'esperienza religiosa, per mezzo della quale avevano cercato di dare vita alla Nazione immortale.

 

Mario Coglitore

 

 

 

 

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