La cultura "appagante":

c'è un tipo di arte, di socialità, di cultura, che si paga, ed anche salata; è quella che si "consuma" nelle discoteche, nei teatri, nelle gallerie d'arte, e che vede sempre una separazione netta tra organizzatore e fruitore. I costi per produrre questa cultura sono alti: costano molto i suoi luoghi, le sue attrezzature, le tasse per i diritti d'autore e l'agibilità tecnica delle cose organizzate...ed i fruitori debbono pagare prezzi alti. Una alternativa alla cultura ed alla socialità costose l'ha prodotta la stessa società dei consumi: vendendo mezzi per "fare in casa" la propria socialità e fruire a prezzi più bassi, ad esempio, dei film (videocassette, videogiochi ecc.).

Ma l'esigenza di fare arte e di socializzare in spazi liberi e senza dovere essere taglieggiati da tasse e gabelle rimane forte, e si è riproposta un po' dovunque come discorso politico:

il rifiuto di pagare la Siae ad esempio, qundo non si è iscritti e non si intende divulgare materiale con questo marchio, la ricerca di spazi non usati da adibire a luoghi d'arte e di cultura accessibili a tutti al di là del reddito (centri sociali, luoghi occupati, circoli).

La divisione tra produttore/consumatore ha creato una scissione così forte da rendere il prodotto artistico e culturale carico di menzogna, mero oggetto di commercio, e non più messaggio, senso da scambiare.

Un discorso politico di chi fa cultura e arte ricercando un contatto sociale più diretto e non assoggettandosi a fini commerciali, alza il valore della cultura e dell'arte da "passatempo" a "ricerca ed espressione esistenziale".

 

Circolo Culturale N. Papini.

Fano 9/3/93

  

 

In Foglio di Via potrete trovare:

 

- Gli inganni della Costituzione; citazione degli articoli che impediscono la libera espressione e che "autorizzano" incontri e iniziative, nonché la diffusione del pensiero.

-Per parlare devi pagare: la legge sull'affissione non chiarisce se anche la diffusione del pensiero deve essere soggetta a imposta.

-Proposta di Amato di assoggettare all'iva anche le ass.Culturali e politiche.

-la marginalizzazione del pensiero "altro"; l'esempio del meeting.

-la faccenda del "suolo pubblico". Le tasse e l'ambulantato "scomodo".

-le leggi regionali e il finanziamento delle attività culturali, l'esempio fanese.

-l'inaugurazione di luoghi pubblici e la socialità dei centri d'aggregazione

-politica non fa rima con turismo

-censori all'attacco, e amministrazioni e la stampa

contro le libere iniziative:l'esempio meeting.

-di chi sono le strutture? la diatriba delle 'cauzioni', la storia delle 'sale pubbliche', agibilità e pagamenti.

 

 

 

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