MA IL POLO E' LIBERISTA O STATALISTA ?

 

 

 

Abbiamo assistito ad una martellante campagna elettorale del Polo delle Libertà su alcuni concetti: uno di questi è la necessità, da parte dello stato, di abbandonare il suo intervento/presenza in molti settori della società, lasciando spazio alla libera iniziativa. L'unico correttivo proposto è quello che lo stato si deve limitare alla salvaguardia dei "bisognosi".

Questi concetti generali sono contraddetti dai comportamenti REALI delle forze politiche fanesi che fanno parte del "Polo delle Libertà".

Il caso concreto è quello del Centro Sociale Autogestito.

Un gruppo di giovani si organizza da solo, non vuole la presenza ingombrante dello stato/comune, non chiede denaro "pubblico": PROPONE UNA LIBERA INIZIATIVA.

Ma questo agli esponenti del "Polo" fanese, stranamente, non sta bene.

Sostanzialmente la richiesta che i giovani fanno al Comune è quella di uno "spazio". Una risposta positiva a questa richiesta, non è neanche in contraddizione con le posizioni generali del Polo: aiutare la fasce "bisognose".

Dare una risposta positiva alle esigenze dei giovani senza costi per la comunità dovrebbe essere il massimo.

Perché allora si solleva un gran polverone?

Rileviamo la contraddizione delle forze del "Polo", tra il programma generale e l'articolazione pratica locale.

Il giudizio non può che essere negativo, come al solito i politici (vecchi e nuovi) manipolano e strumentalizzano tutto a loro piacimento, secondo le convenienze.

I programmi generali sono solo paraventi e belle parole.

Cari POLLI FANESI, non siete per la seconda repubblica, volete solo tornare al regime o al medioevo.

 

La soluzione ai problemi non è quella di chiudere gli spazi ma di aprirli.

 

 

CIRCOLO CULTURALE N. PAPINI

 

 

Fano, 20/4/96

 

 

 

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