Il lato oscuro dello stato
Viaggio nei misteri del potere




dallo "stato parallelo" alla "seconda repubblica"
Sabato 20 Dicembre 1997
Sala del Consiglio Comunale di Fano; ore 16,45
Presentazione del libro "Bombe e segreti, Piazza Fontana 12 dicembre 1969" di Luciano Lanza (Ed. Eleuthera)
(l'autore parteciperà al dibattito)
Durante l'incontro saranno proiettate immagini sulla "strage di stato" tratte dai telegiornali dell'epoca, un video sui funerali del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli ed il film "12 dicembre" di Pier Paolo Pasolini.
Sabato 31 Gennaio 1998
Sala del Consiglio Comunale di Fano; ore 16.45
Incontro su
"Strage di Stato ed omicidio Pinelli" con Mauro De Cortes (Circolo Ponte della Ghisolfa - Milano)
La conferenza sarà preceduta da un breve film diretto ed interpretato da Gian Maria Volonté "Le tre ipotesi sulla morte di Pinelli" (il film, 16 mm, è in esclusiva essendo irreperibile nel normale circuito)



Sabato 4 Aprile 1998
Sala del Consiglio Comunale di Fano; ore 16.45
Conferenza - dibattito su
"Il sistema occulto: da Gladio alla strategia della tensione"
con Mario Coglitore

Sabato 21 Marzo 1998
Sala del consiglio Comunale di Fano; ore 16.45
Conferenza - dibattito su
"Lo stato parallelo: poteri occulti, servizi segreti, strategia della tensione"
con Aldo Giannuli (Università di Bari, consulente della Commissione Stragi e perito nell'inchiesta sulla strategia della tensione).




Marzo/Giugno 1998
Conferenze su:
- P2 e poteri occulti;
- Il caso Sofri
- I misteri della Uno bianca
- Mafia e politica
- Lotta tra poteri dello stato: la magistratura ed il passaggio alla seconda repubblica;
Circolo Culturale
Napoleone Papini
Via Garibaldi 47 - Fano
In Collaborazione con:
- Comitato Liberi Liberi - Fano
- Rete per l'Autogestione
SCHEDE
Bombe e Segreti
Sabato 20 Dicembre 1997
Milano, 12 Dicembre 1969.
Scoppia una bomba: 16 morti e un centinaio di feriti. Una strage di cui vengono subito incolpati alcuni anarchici, ma che ben presto le forze dell'estrema sinistra definiscono "strage di Stato".
Quello che però può sembrare uno slogan politico indica una verità. Perché dietro quella bomba (e a molte altre) ci sono ministri, uomini politici, giudici, poliziotti, servizi segreti italiani ed esteri.
Una parte considerevole dell'apparato statale, per nulla deviata, è coinvolta nella "strategia della tensione". Ripercorrere oggi, alla luce delle ultime inchieste giudiziarie, le fasi salienti di quell'evento significa scoprire il lato nascosto dello Stato italiano.
Il libro di Luciano Lanza è un documentato atto di accusa contro coloro che per non perdere il potere sono ricorsi a un piano criminale.
".... Questo libro è di parte, ma non partigiano. Nel senso che io, l'autore, ho vissuto molte di quelle vicende come anarchico del Circolo Ponte della Ghisolfa. Ho condiviso la mia attività politica (fino la 15 dicembre 1969, giorno della sua morte) con Giuseppe Pinelli e ho partecipato attivamente alla campagna per la liberazione di Pietro Valpreda. Sono quindi coinvolto, anche sul piano emozionale. Ma ho cercato, grazie anche ai quasi tre decenni trascorsi, di pormi un traguardo: raggiungere il massimo di obiettività possibile. ..."
Luciano Lanza, nato nel 1945 a Milano, nel 1971 è tra fondatori del mensile "A-rivista anarchica", di cui sarà redattore per dieci anni. Dal 1980 è responsabile del trimestrale teorico "Volontà". Giornalista, ha lavorato per diverse testate, tra le altre: "Espansione", "Milano Finanza", "Il Mondo".
Strage di Stato ed omicidio Pinelli - Discussione e film
Sabato 31 Gennaio 1998
SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI FANO
(Via Nolfi, 120) ore 16.45
Con Mauro De Cortes
(Circolo Anarchico "Ponte della Ghisolfa" - Milano)
La conferenza sarà preceduta dalla proiezione del film
"Tre ipotesi sulla morte di Giuseppe Pinelli"
(regia di E. Petri con G.M. Volontè - il film, 16 mm, è in esclusiva essendo irreperibile nel normale circuito)
Questo è il secondo appuntamento dell'iniziativa "Il lato oscuro dello stato", organizzata dal Circolo Culturale Napoleone Papini (in collaborazione con la "Rete per l'autogestione" ed il Comitato Liberi Liberi di Fano). Dopo aver inquadrato il momento storico-politico che ha provocato la strage di Piazza Fontana e l'inizio della strategia della tensione, in questo secondo incontro ci occuperemo di un caso strettamente legato ai fatti sopracitati: il tentativo da parte degli organi dello stato di percorrere, nell'ambito delle indagini sulla strage, la "pista anarchica" in quanto componente del movimento "rivoluzionario", fortemente in crescita in quel periodo. Tutto ciò aveva il suo culmine nell'omicidio del compagno anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato dal quarto piano degli uffici della Questura di Milano, la notte del 15 dicembre 1969, e nell'arresto di altri compagni che solo molti anni dopo (1987) verranno definitivamente assolti, dopo numerose vicissitudini processuali, dimostrando l'inconsistenza della "pista anarchica".
Infatti ora è riconosciuto che la strage di Piazza Fontana e tutte gli altri episodi oscuri della storia recente italiana avevano come responsabili i servizi segreti, la destra in collusione con esponenti politici governativi e apparati militari.
In realtà la "pista nera" non è stata una sorpresa; già dall'inizio le varie inchieste di controinformazione avevano dimostrato come le bombe facessero parte di un piano volto a bloccare il movimento operaio e studentesco che infiammava quegli anni; avevano dimostrato che le indagini erano state dirette solo in una direzione (contro la sinistra, in particolare quella extra parlamentare), volte a dimostrare un teorema già deciso a tavolino, da una regia di apparati più o meno segreti dello stato che hanno continuato, nel corso degli anni a depistare e a difendere, non la verità ma solo il "potere costituito".
Di questi avvenimenti, anche con lo stimolo della proiezione di un documentario poco conosciuto ma di ottima qualità, ne parleremo con Mauro De Cortes del Circolo Anarchico "Ponte della Ghisolfa" di Milano, il circolo di cui Giuseppe Pinelli è stato uno dei fondatori.
Circolo Culturale N. Papini
Fano, 18/1/98
TRE IPOTESI SULLA MORTE DI GIUSEPPE PINELLI
Scheda tecnica
regia : Elio Petri
attori : Gian M. Volonté, Giancarlo Dettori, Renzo Montagnani e altri
durata : 25 minuti
formato : pellicola 16 mm
<<Il 12 dicembre - dichiara Petri a Gili - vi furono gli attentati di Milano e Roma: questi avvenimenti sono una grande chiave per comprendere tutto ciò che è accaduto in Italia dopo questa data. All'indomani del 12 molti fra noi si erano resi conto che ci si trovava in un momento cruciale della storia del paese. Con questo tipo di provocazione, questa strategia della tensione, si era creata la possibilità di un ritorno della destra italiana. Secondo me la
strategia della tensione è manovrata e provocata dalla DC. In effetti il centralismo non ha ragione d'essere che in quanto equilibratore, censore e repressore degli estremismi. Stimolando e organizzando l'estremismo di destra, mettendo sullo stesso piano quello di sinistra, il centralismo giustifica la sua ragione d'essere. Nel quadro di un duro e libero affrontarsi fra estremismi, nella affrontarsi reale della classe operaia e della borghesia, il centralismo non si giustifica più... Naturalmente il giorno successivo ai fatti la tendenza repressiva dello stato italiano si manifestò immediatamente: le inchieste seguirono solamente le piste in direzione dell'estrema sinistra. Per reagire avevamo fondato un comitato di cineasti contro la repressione, che raggruppava sia quelli dell'ANAC che dell'AACI. Questo costituì il primo gesto unitario dopo due anni di scissione: sotto lo stesso organismo si riunirono di nuovo molti cineasti italiani, da Visconti a Bellocchio, ovvero tutte le generazioni presenti e attive in quel movimento. Il comitato produsse immediatamente "Documenti su Giuseppe Pinelli" e, benché noi volessimo girare altri film, questa fu l'unica realizzazione fatta in questa condizioni. Il film fu terminato qualche mese dopo, credo nell'estate del '70. Ci dividemmo in cinque gruppi di lavoro. I soli che riuscirono a portare a termine il progetto furono quelli di Nelo Risi e il mio. Gli altri tre raccolsero molto materiale ma non hanno mai raggiunto lo stadio della sintesi (avevamo una quantità di materiale sulla repressione contro i gruppi di sinistra, i marxisti-leninisti, Potere Operaio, Lotta Continua: tutta questa pellicola non è mai stata montata). La parte girata da Nelo Risi concerne esclusivamente Pinelli. E' un'inchiesta autentica sulla sua figura, condotta con l'aiuto di chi l'ha conosciuto, di chi era presente in commissariato durante la sua detenzione. Al contrario, ciò che ho girato io illustra le spiegazioni date dalla polizia per giustificare la sua morte, il "suicidio". Parto da scoperte molto semplici: tentiamo di ricostruire le versioni fornite dalla polizia. Essa ha dato nel medesimo tempo quattro o cinque, o anche sei o sette, versioni della morte. Per il film ne abbiamo preso in considerazione solamente tre, perché le altre erano più infantili, e abbiamo tentato di vedere se, materialmente, queste ipotesi della polizia potevano essere verificate. Per questa ricerca della verità
abbiamo preso una piccola stanza come quella del commissario Calabresi, vi abbiamo messo i quattro poliziotti che, secondo le indicazioni della polizia, si trovavano li al momento in cui Pinelli si è gettato dalla finestra: abbiamo scoperto che era materialmente impossibile che un uomo potesse gettarsi dalla finestra in presenza di quattro poliziotti. Non abbiamo però detto che Pinelli era stato gettato giù... Il film era partito da un'idea che sicuramente utilizzerò per altre cose >>.
Il sistema occulto: da Gladio alla strategia della tensione
Sala del Consiglio Comunale - Sabato 4 Aprile 1998
Con Mario Coglitore
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Mario Coglitore vive e lavora a Venezia. Si occupa di filosofia politica. E' autore di alcuni saggi su Michel Foucault. Negli ultimi anni si è interessato particolarmente di Nuova destra e neonazismo. Ha curato i volumi "La notte dei gladiatori" (Calusca ed. 1991), "La società punitiva" (Tracce ed. 1991), Michel Foucault e il divenire donna (Mimesis 1997). Il suo ultimo libro è "L'identità assente" (Calusca ed. 1997) con prefazione di Pietro Barcellona.
Lo Stato parallelo: poteri occulti, servizi segreti, strategia della tensione
Maggio 1998 - Sala del Consiglio Comunale di Fano
La strategia della tensione è stata, allo stesso tempo, la più evidente manifestazione dei condizionamenti imposti alla sovranità del nostro stato e il reagente che ha fuso in un'unica micidiale miscela le principali espressioni della devianza del potere (servizi segreti, forze oscure, finanza corsara).
"... Questo il bilancio in cifre del quinquennio 69/74: 92 morti, 2.795 feriti, 4.065 attentati fra cui 7 stragi. Pur senza considerare gli episodi precedenti e quelli successivi, sono dati che, dal '45 in poi, non hanno riscontro in nessun paese dell'Occidente industrializzato.
E' già questo basterebbe a indicare la rilevanza storica del fenomeno. Ma c'è altro.
La strategia della tensione si sovrappone ed intreccia con il "lungo '68 italiano", il periodo della più intensa ed estesa partecipazione politica della storia repubblicana, quando più concreta e vicina parve l'ipotesi di una diversa qualità democratica del nostro sistema politico e sociale. ..."
Aldo Giannuli (Università di Bari) è stato consulente della Commissione Stragi e perito nell'inchiesta sulla strategia della tensione. Ha curato "la strage di stato" (1990) è l'autore di numerose pubblicazioni su questi argomenti. Cura la catalogazione del cosiddetto "Archivio parallelo del Viminale" (scoperto lo scorso anno e contenete oltre 150.000 fascicoli "ufficialmente inesistenti").
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