Anche a Fano si sono insediati e sono operativi i nuovi organi politici ed amministrativi della città usciti dalle votazioni del 13 giugno, esse però hanno evidenziato un sentimento di insoddisfazione e protesta che non ci sembra sia stato recepito dai politici di questa città.

La nuova giunta sembra più un contenitore di equilibristi, attenti alle alchimie politiche, che un gruppo di esperti e/o competenti capaci di garantire il "buongoverno" della città. Non ci si poteva aspettare diversamente: prima delle votazioni il candidato sindaco Carnaroli aveva dichiarato che i componenti della futura giunta sarebbero passati sotto l'esame degli elettori, questo significava che non c'era spazio per esterni alle liste (per troncare vecchie polemiche, dopo aver trovato un comodo capro espiatorio), ma anche che sarebbero stati premiati solo quelli "capaci" di portare a casa un consistente pacchetto di voti (in pratica ci sarebbe stato spazio solo per "politici" di professione, i soli abili a manipolare e gestire una campagna elettorale finalizzata alla conquista della "preferenza").

Come al solito gli appetiti sono tanti e le poltrone non bastano per tutti, per cui oltre ad una distribuzione di deleghe francamente incomprensibile (cosa c'entra il traffico con la condizione giovanile?), se non con una chiave di lettura esclusivamente legata al bilanciamento tra pesi politici diversi e diverse importanze nelle deleghe di governo. Come al solito il compromesso si è raggiunto attraverso la distribuzione di poltrone diverse da quelle di giunta (varie municipalizzate come nei tempi migliori delle peggiori lottizzazioni democristiane).

Se questa è la prima mossa di una giunta non è difficile immaginare il futuro.

Connesso con le elezioni abbiamo notato una cosa che ci ha lasciato perplessi, cioè i manifesti di ringraziamento di diversi partiti (in primis di quei partiti che hanno avuto un brutto risultato, forse si tratta di un "ex voto"). I cittadini fanesi (e in generale gli italiani) con le ultime elezioni hanno comunicato il loro sconcerto per una politica incomprensibile, per un governo guidato da un leader di "sinistra", ma che fa una politica degna della peggior "destra", sono aumentati i non votanti, sono aumentati i voti bianchi e nulli. I non votanti sono il primo partito di Fano (ed in Italia).

Un altro dato da sottolineare è stata l'estrema mobilità dimostrata dagli elettori, migliaia di voti si sono spostati da una lista all'altra nelle schede delle diverse votazioni (europee, provinciali, comunali, circoscrizioni), e non solo per la presenza di liste diverse. Ci sono partiti che tra una scheda e l'altra hanno dimezzato (o raddoppiato) i loro elettori (e non si capisce come questi partiti possano pubblicamente affermare di essere soddisfatti). Un tempo erano le diversità, la cultura, la base sociale, la condizione economica che rendevano stabile l'elettorato (specialmente di sinistra), ora il vecchio sistema politico è stato rimesso in discussione, nella gestione e nel sistema elettorale, conta di più la clientela che gli uomini politici riescono a costruirsi, conta di più l'immagine e "l'effimero", tutti sono diventati più "eguali", forse i partiti vogliono esprimere soddisfazione per questo andamento?

Infatti sono i partiti che hanno trasformato il sistema politico, mentre vanno alla ricerca continua di "grandi riforme" non mettono mai in discussione il loro ruolo di mediatori tra la gente (cioè gli elettori) e gli organismi di amministrazione e governo. Se il cittadino avesse diritti esigibili potrebbe anche fare a meno di questa classe di manipolatori politici. I partiti cercano di cambiare "tutto" per non cambiare nulla.

Le ultime note. Ai verdi di questa città: era inevitabile che pagassero le conseguenze maggiori di questa situazione, dato che non si può essere credibili a livello locale combattendo per un parco e contro la permanenza dell'aeroporto militare, quando a livello nazionale si è all'interno di un governo che gli aeroporti militari li usa, eccome! Ci era sembrato che la scelta di non partecipare alla nuova giunta fosse una scelta di digiuno salutare. Invece ci è sembrato di capire che tutto tace in attesa della possibilità di avere nuove poltrone disponibili (e quindi nuove appetibili "deleghe").

Il Sindaco neo eletto offre "sarde e vino" ad amici e cittadini, ma cosa offre ai lavoratori della Mochi e dello Zuccherificio?

Purtroppo l'esperienza di Bologna ancora non ha fatto riflettere nessuno, forse è necessario un digiuno "forzato".

Circolo Culturale Napoleone Papini

Via Garibaldi 47 Fano

Fano, 16/7/99

 

 

 

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