FAMIGLIA?!

 

Era stato già aperto in via sperimentale con la poi ministra della Pubblica Istruzione Jervolino, ora il Ministero per la Famiglia è un vero e proprio ministero. Non è un mistero invece quello a cui servirà: facilitare la politica di questo governo di reazionari e maschilisti per un ritorno delle donne ad una vita di parti e partite a canasta, ben chiuse in casa. Già gli atteggiamenti dei precedenti governi avevano tagliato le gambe a parecchie delle proposte innovative presentate in parlamento dalle poche donne di sinistra presenti. Facciamo l'esempio della legge sulla violenza sessuale, ancora bloccata mentre nei tribunali assistiamo a sentenze aberranti (come quelle ove la violenza subita in famiglia viene "scusata" dai giudici), una legge che già aveva diviso le donne in un confronto sulla tutela da parte dello Stato o sulla indipendenza di azione femminile (vedi la famosa "procedura" legale d'ufficio in casi di violenza). Parliamo anche della legge sulla interruzione volontaria di gravidanza, la famosa 194, che prevedeva anche il servizio dei consultori e l'informazione contraccettiva ma che viene quasi ovunque disattesa (di consultori laici ce ne sono sempre meno mentre aumenta il numero di quelli cattolici che fanno evidentemente i consiglieri a nome ...del Papa), senza contare che la 194 è stata ovunque boicottata dai medici "obiettori", fenomeno che ha costretto molte donne a ricorrere ad aborti clandestini o a pagamento, spesso proprio presso quei medici obiettori in pubblico ma ...non in privato. Pensiamo poi ad una campagna che riguardava anche le donne, quella contro l'Aids, col famoso opuscolo con Lupo Alberto (opuscolo di per sé abbastanza superficiale) la cui diffusione nelle scuola venne vietata proprio dalla Jervolino (che ha sempre osteggiato le proposte di fare educazione sessuale nella scuola pubblica). Sempre a proposito di proposte osteggiate, pensiamo a quella sul cambiamento dei tempi di lavoro a seconda degli impegni "di cura" e di studio (il congedo per assistere e seguire i bambini, i parenti...) , una proposta di legge fatta dalle donne del Pds e chiaramente boicottata a causa degli alti costi che avrebbe richiesto, ma anche per il fatto che prevedeva ad esempio il "congedo parentale" per gli uomini che lo volessero (anche se le pidiessine hanno riaffermato, come il Papa, che la femminilità consisterebbe nella maternità innanzitutto, supponendo quindi che questi congedi dovessero usarli innazitutto le mamme). Ma guardiamo anche l'altra faccia della medaglia: se questo governo ancor più degli altri avrà interesse a incentivare il ruolo di casalinga delle donne, in modo da lasciare più lavoro ai maschi e da risolvere i problemi dell'assistenza sociale che verrà garantita sempre meno dallo Stato...è anche vero che di fronte agli attacchi ai diritti e alle libertà delle donne la sinistra istituzionale italiana ha reagito sempre con grande retorica, anzi spesso insistendo proprio su questo ruolo di "madre" come se questo fosse l'unico a dover essere "tutelato" dallo Stato. Ed i diritti della donna come individua dove li mettiamo? I diritti cioè della donna che vive sola, della donna non sposata, delle lesbiche, della donna madre che non vuole regolarizzare una unione civile? Molti pensano che siano questi problemi marginali ma non è così: sono problemi che riguardano quasi la metà delle donne! Molti pensano che una lesbica abbia la vita più facile perché senza figli da mantenere, ma le cose stanno diversamente sia perché ciò non è detto, sia perché le difficoltà a vivere visibilmente e ad usufruire di diritti sociali sono moltissime (senza pensare che in moltissimi paesi vivere visibilmente come lesbica o come gay significa rischiare la galera).

Questo governo aumenterà l'attacco contro il diritto all'assistenza sanitaria e sociale, alla pensione, alla casa, al lavoro, facendoci vivere sempre più in un paese ove chi non ha la garanzia di una famiglia alle spalle corre il rischio di finire sotto un ponte. Ma questa società, anche se il Papa insiste sul contrario, non è più composta solo da famiglie tradizionali. Né da donne che, come un tempo, sono disposte a rinunciare al loro diritto di lavorare in nome della "Patria" come nel ventennio fascista. Tutti debbono vedere riconosciute/i le libertà ed i diritti che consentano d'avere una vita misura dei propri desideri.

Se esponenti di questo governo attaccano le femministe, le donne in generale, o i gay e le lesbiche in particolare, lo fanno perché sentono anche nella sinistra italiana, e nella gente in generale, un bisogno di normalità ed un alto livello di conformismo, una tendenza a chiudersi in casa e ad ignorare le differenze, le diversità, le qualità ed i problemi altrui...tendenza rafforzata anche dall'atteggiamento di una sinistra istituzionale mammona e tradizionalista, che non si è mai liberata dai legami con la parte peggiore della tradizione sessuofobica e perbenista dell'italia cattolica. Ed anche il sistema delle "garanzie" messo in piedi in questi anni (vedi la Commissione per le Pari opportunità, la Legge delle Azioni positive per favorire l'impiego e l'imprenditoria femminile...) corre il rischio di risultare un enorme ingranaggio vuoto, e svuotato anche da quei pochi soldi che comunque vi erano confluiti ed erano stati finalizzati a progetti più o meno utili ( la partitocrazia ha diviso sempre più le donne ed ha ridotto le loro relazioni e la loro indipedenza a formalità burocratiche o questioni di spartizione di potere).

 

Dada Knorr

Circolo N. Papini

 

Fano 28/10/94

 

 

 

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