STUDIO SVIM SULL’AEROPORTO DI FANO; IN ANCONA DICHIARANO: “FINCHE’ NON E’ SALDATA LA FATTURA NOI CI TENIAMO LO STUDIO E VI DIAMO SOLO IL RIASSUNTO E LE DIAPOSITIVE”

 

 

Come prevedevamo lo studio SVIM, ancora non si capisce se come anticipazione o relazione finale, prende atto della situazione all’aeroporto di Fano e sostanzialmente dice “avete già speso dei soldi pubblici, perché probabilmente siete dei Paperoni, allora continuate a spendere!”.

Purtroppo di Paperoni in giro ne sono rimasti ben pochi, come giustificare una folle spesa con il tetto al 2% che va predicando il governo? (per noi è chiaro da qualche parte si taglierà).

Sapete perché spesso vengono affidati studi e consulenze a società esterne? Perché diano risposte che giustifichino decisioni sostanzialmente già prese; in questo modo si deresponsabilizza il soggetto politico, il quale si potrà mascherare dietro il “consiglio di esperti” (è evidente poi che questo parere viene espresso a caro prezzo).

Un esperto ben pagato come avrebbe risposto al quesito “c’è possibilità di sviluppo per una zona industriale nell’area del campo d’aviazione?” oppure al quesito “è possibile realizzare un parco nella zona del campo d’aviazione?”. Non c’è dubbio le risposte sarebbero state positive!

Però la responsabilità delle decisioni rimane politica!

Una delle promesse dei politici in questo periodo al governo di Fano era quella di ascoltare di più i cittadini (o forse era quella di ascoltare di più solo alcuni cittadini?), sarà mantenuta?.

I cittadini fanesi si sono già espressi circa le nuove spese per l’aeroporto (attraverso le raccolte di firme, assemblee pubbliche, anche attraverso un referendum elettronico gestito da esponenti di Forza Italia) i risultati sono contro il potenziamento dell’aeroporto.

Eppure si continua a spendere soldi chiedendo pareri ad esperti (per precisione vorremo ricordare agli esponenti della Fanum Fortunae che oltre ai 4 studi citati c’è uno precedente, dei primi anni sessanta, oltre quarant’anni fa) da tutti gli studi stessi risultati “certo che si può fare, basta spendere”, ma quando si è arrivati al concreto, alla borsa della spesa, ai costi sociali/economici e politici che implicavano, poi non si è fatto più nulla.

Un dato è certo: risparmiando sugli studi sull’aeroporto già ci poteva essere qualche importante realizzazione in più per i cittadini fanesi.

Si parla poi che la SVIM preveda una spesa di un milione e mezzo di Euro per la costruzione della pista in cemento, noi abbiamo dei dubbi:

1)     La SVIM non è una società ingegneristica o di progettazione;

2)     Non basta una colata di cemento sopra il manto erboso per realizzare una pista, è necessario scavare tra i 60 cm ed il metro per arrivare alla base ghiaiosa poi asportato il terreno ricoprire tutto con sassi e ghiaia (magari provenienti da qualche nota cava dei dintorni), fino allo strato di cemento o bitume superficiale. Il costo sociale di questo sbancamento, i trasporti, l’ulteriore spogliazione di materiale del fiume chi la sopporta?

Tutto questo per chi? Durante la trasmissione televisiva “Linea blu” è stato dichiarato pubblicamente che gli utenti dell’aeroporto di Fano sono 230 tra piloti, paracadutisti e aeromodellisti, (e supponiamo non siano tutti di Fano).

Ma Fano non ha quasi 58.000 abitanti?

Un consiglio ad Aguzzi, Ucchielli e tutti i politici, fareste meglio ad ascoltare di più i cittadini e meno gli “esperti”.

I cittadini di Fano non vogliono nuove spese per l’aeroporto “bisognerà pur tenerne conto”.

 

Circolo Culturale Napoleone Papini

 

 

 

Fano, 10/10/2004

 

 

 

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