LA STRANA MORALITA’ DELLA FONDAZIONE

CASSA DI RISPARMIO DI FANO

 

In questi giorni a Fano si parla molto di Carifano. Ha fatto clamore il piano di smantellamento di questo istituto bancario cittadino che colpirà, in particolare, 120/160 posti di lavoro (nel medio/lungo termine) dichiarati "esuberanti".

Ci interessa soffermare l’attenzione su alcuni particolari.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Fano era anticamente costituita come ente di beneficenza, un ente "morale". In origine azienda bancaria ed ente morale erano una stessa entità, poi era avvenuta la divisione. Inizialmente l’intera proprietà della Carifano Spa (azienda bancaria) era detenuta dalla Fondazione, poi c’era stata una parziale privatizzazione. Infine era stato raggiunto un Accordo con il gruppo Banca Popolare di Bergamo (che aveva acquisito la maggioranza della Carifano) che garantiva un "sereno futuro" per l’Istituto bancario.

I vecchi e nuovi soci della Fondazione, un’élite chiusa, sono eletti per cooptazione, non mettono a disposizione un "capitale di rischio". Dovrebbero rappresentare la comunità locale, ma in effetti si tratta di una cerchia ristretta di "facoltosi" della zona. Questi a loro volta nominano gli amministratori del patrimonio accumulato in oltre 150 di esercizio del credito da parte dell’istituto bancario, si tratta evidentemente di un bene sociale non di un malloppo privato.

Oggi le parole sono diverse dal passato e per la Fondazione si parla di No Profit, di Associazione senza fini di "lucro".

Questa definizione ci sembra quanto mai ambigua.

I fatti.

La Fondazione rimane impassibile di fronte al mancato rispetto di un accordo, stipulato con il gruppo Banca Popolare di Bergamo, che prevedeva il mantenimento dell’autonomia e dei livelli occupazionali della Carifano Spa; il peso della ristrutturazione ricade per l’intero sulle persone (dipendenti e comunità locale). Questo è un fatto moralmente esecrabile.

La Fondazione invece si tutela facendo puntualmente rispettare altri punti di quell’accordo, forse più "venali":

  1. Poter nominare la maggioranza del Consiglio di Amministrazione e di altri organi amministrativi della Carifano Spa;
  2. Far gestire dal gruppo bancario, alle migliori condizioni, le disponibilità liquide della Fondazione.

Tutto ciò ci fa chiedere quale "moralità" viene applicata alla Fondazione?

E’ giusto che la cosiddetta "beneficenza" venga erogata con i classici metodi clientelari?

E’ giusto che mentre viene dato il benservito a dei lavoratori, vengono acquistate costose pitture?

Ma non è finito:

Qualche tempo fa è stata compilata la classifica finale di un "intervento caritativo" messo in atto dalla Fondazione, cioè mettere a disposizione di giovani famiglie bisognose un appartamento dove vivere decorosamente.

Nel leggere questa classifica si possono invece notare cognomi "pesanti" della Fano-bene (discendenti.... di professionisti, medici ecc.). Sono queste le famiglie bisognose?

 

Tutti questi comportamenti della Fondazione sono morali?

 

CIRCOLO CULTURALE NAPOLEONE PAPINI

 

Fano, 15/8/97

 

 

 

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