FERMATE IL "PAPINI".
Si è da poco conclusa la dodicesima edizione del meeting anticlericale, ed i locali personaggi insofferenti verso questo genere di manifestazione razionale e documentata di dissenso... scivolano dagli specchi cercando di fare diffamazione postuma.
In particolare gli interventi dell'Avv. Giuliani sembrano avere un motivo dettato da uno psicodramma personale piuttosto che da rilevanza politica. Da dodici anni scatena crociate contro di noi, ma rimane spesso a corto di memoria oltreché di motivazioni:
non esiste un "patto" di censura comunale a cui condizionare la concessione di strutture per il meeting; un amministratore non ha poteri di censurare o giudicare le opinioni altrui, casomai può osservare come vengono trattati ambiente e strutture, da noi sempre rispettati, checché ne dica l'ex missino Pagnoni. Tempo fa invece Giuliani stilò a penna una postilla all'autorizzazione per il meeting alludendo addirittura al "disturbo" che poteva arrecare la parola "anticlericale"! (conserviamo la copia di questo documento che è a disposizione di Giuliani o di chi volesse richiederlo, possediamo altresì una lettera firmata dal responsabile della Festa dell'Amicizia che ci ringraziava per aver ripulito la Rocca, consegnandola in anticipo sulla scadenza della nostra autorizzazione. Si dice che non avessero neanche fatto la domanda formale per la concessione).
Ricordiamo che il carattere di dibattito civile è stato sempre mantenuto, all'interno del Meeting non si sono MAI avuti problemi, tant'è che anche quest'anno c'è stata la partecipazione di cattolici ai nostri dibattiti (es. il teologo senigalliese Tinti del cui intervento ha già parlato la stampa). In questi dodici anni, Giuliani è riuscito a collezionare una serie di fatti inventati o gonfiati per attaccarci e diffamarci, ed ancora insiste a ritenere queste poche cose come rilevanti rispetto alla portata culturale e politica dei dibattiti e delle manifestazioni del meeting.
Il problema politico che scatena Giuliani, e che intendiamo sollevare all'attenzione, è il clima di intolleranza nei confronti del Meeting Anticlericale e del Circolo Papini. Qualche giorno fa Giuliani, scavalcando i portatori dello "scettro" pastorale, ha definito il meeting "blasfemo", scordando evidentemente che la sua precedente campagna diffamatoria sul vilipendio (condanna non ancora definitiva) è ora in tutt'Italia additata come esempio di deviazione politica di un tribunale per motivi di censura politica (vedi i pronunciamenti di giuristi come G. Chizzoniti su i "Quaderni di diritto Ecclesiastico").
Tra pochi giorni, parleremo anche delle postume e tristi raccolte di firme nelle parrocchie (o paraocchie in questo caso) fanesi, da parte di cattolici ferventi che evidentemente preferiscono che il dissenso e la protesta vengano proibiti per poi scoppiare inconsulti e repressi.
E' nostra intenzione confrontarci ed andare a fondo su queste questioni.
E' bene ricordare che l'ex timoniere Giuliani ha promosso (da dietro le quinte) firme di protesta contro l'ottavo Meeting Anticlericale, quando era vice sindaco, ha soprasseduto quando era sindaco (e i meeting si facevano lo stesso), riprende ora che è un semplice marinaio.
Noi invece invieremo un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica affinché venga accertato se i promotori di tale raccolta non estorcano la firme con false argomentazioni e se queste non rientrino nell' ISTIGAZIONE ALL'ODIO RELIGIOSO (in questo caso contro laici e non credenti), punito dalla legge n. 205 del 25 giugno 1993 ("da uno a quattro anni di reclusione" con aumento della pena se il reato è commesso con pubbliche riunioni) e nel reato di DIFFAMAZIONE (in merito a ciò abbiamo raccolto materiale e testimonianze).
Invitiamo tutti i cittadini che hanno incautamente apposto la loro firma dopo una sommaria e parziale illustrazione dei fatti, a richiederne la cancellazione.
Circolo Culturale N. Papini.
15 Settembre 1995.
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