IL MURO DI GOMMA

 

Poco sappiamo di come e perché si sia scatenata la terribile infezione nel reparto d’Ematologia dell’Ospedale di Pesaro.

Sappiamo, però, molte altre cose. Le sappiamo, e vorremmo ricordarle, ripercorrendo questa vicenda, e la relativa inchiesta, dall’inizio.

Al principio, mentre ancora i pazienti morivano in una sequenza impressionante, Lucarelli gridava al complotto, al sabotaggio; subito alcuni politici, medici e qualche associazione "solidarizzavano" con lui.

A quel punto il magistrato era costretto, a furor di "popolo", (inteso come corporazioni, amicizie, amicizie delle amicizie...) a verificare questa pista che avrebbe portato al solo risultato di perdere tempo nel periodo "caldo" delle indagini.

Poi sono arrivate le commissioni (e qui il tragico diviene quasi comico), una interna e l’altra esterna.

La prima, individua in un errato comportamento degli infermieri la causa del contagio: ci si può immaginare l’infermiere che, con il bottiglione d’eparina, si aggira per il reparto sbucanando il catetere dei pazienti!).

La seconda, non si accorge dell'esistenza di un laboratorio di quattrocento metri quadri e del personale che ci lavora dentro…

In tutte e due le commissioni manca un Ematologo, caso strano, come se dopo un incidente ferroviario, si costituisse una commissione formata da macchinisti, elettricisti, ferrovieri, capistazione e bigliettai, dimenticando gli ingegneri…

Infine (si fa per dire...) alcuni primari dell’Ospedale di Pesaro invitano tutti al silenzio, mandando un segnale al Corriere Adriatico, giornale che con pochi altri si è battuto su questa vicenda, e si batte per la verità, proprio nei giorni in cui, si dice, alcuni operatori del reparto in questione cominciano a parlare…

Solo questo è uscito per ora, dall’"Ospedale delle nebbie".

Il tentativo di condizionare l’inchiesta è sotto gli occhi di tutti, anche dei più sprovveduti.

Siamo ancora lontani dalla verità e dall’individuazione di tutti (sono tanti e potenti) i responsabili di quella che può essere definita una carneficina.

Se ancora non riusciamo a vedere chiaro dentro alla nebbia, al contrario molto si sente.

Si sente un suono distinto, come uno sferragliare di cazzuole e compassi…

E dalla stessa parte proviene anche una gran puzza di marcio che attanaglia

lo stomaco…

Circolo Culturale Napoleone Papini

Fano, 16/5/98

 

 

 

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