DA FANO: ALCUNE RIFLESSIONI SUL MEETING ANTICLERICALE.
Il meeting anticlericale aveva già subito momenti critici e negativi, il "settimo" meeting, in conseguenze della repressione integralista e delle decisioni prese da una giunta DC/PCI, non ebbe un regolare svolgimento.
Nel 1995, dodicesimo appuntamento anticlericale, i problemi non sono stati di natura esterna, cioè di divieti, ma soprattutto interni.
Vale la pena di ricordare il lavoro compiuto in passato dai compagni di Fano, del Circolo Culturale Napoleone Papini, e da tutti coloro che nel corso degli anni hanno ripreso l'attività anticlericale.
Attività ripresa, infatti, dopo la fine della Chiesa del "Concilio", quella del dubbi. Con il pontificato di Papa Wojtyla erano riprese le certezze millenarie. Era stata rivitalizzata quella cultura reazionaria e tradizionalista da inculcare alla gente, senza la possibilità di mettere nulla in discussione; un potere presente, non solo nel messaggio di fede, ma di nuovo temporale. Un connubio che in Italia, nel 1984, portava al nuovo Concordato, che perpetuava i privilegi della Chiesa cattolica nella società.
La sinistra, più o meno rivoluzionaria, i movimenti antagonisti, il movimento anarchico, nei primi anni del pontificato Wojtyliano non si sono mossi subito, abituati com'erano ad un movimento cattolico lacerato pieno di incertezze e contraddizioni.
Il merito dei compagni di Fano e dell'Associazione per lo Sbattezzo è stato quello di re-inventarsi un nuovo terreno di critica, quella anticlericale, non silenziosa ma attiva e propositiva, a volte giustamente provocatoria.
Ostacoli sono venuti dalle gerarchie cattoliche e dal mondo cattolico politico ed istituzionale, i compagni hanno dovuto costantemente combattere contro le denunce, i processi (ricordiamo la condanna a otto mesi per vilipendio al Papa), contro le limitazioni alla libera espressione del pensiero e delle idee (che, secondo i cattolici, potrebbe essere tale solo nel "silenzio").
Il meeting anticlericale, "inventato" a Fano (il primo si svolse una settimana prima della venuta del "Cristo in Terra", nel palco galleggiante nel tratto mare antistante la spiaggia di Fano), è stato un terreno, che oltre alla visibilità dell'attività e del pensiero anticlericale, metteva a confronto le diverse componenti del movimento anticlericale, nel quale la componente anarchica era la più presente. E' stata inoltre una ricerca di comunicazione con la gente e di non rimanere una cerchia ristretta di "eletti".
Da ciò sono derivate, in passato, alcuni problemi. Alcuni puristi avevano ripudiato il meeting perché non abbastanza "anarchico", dimenticando che l'anticlericalismo non è una specificità del nostro movimento: sempre pronti a criticare quello che veniva considerato "impuro", ma non altrettanto pronti a creare qualcosa di "visibile" e ben organizzato.
Le critiche continuano ancor oggi, per differenziarsi dall'anticlericalismo "legalitario", come è stato definito, alcuni hanno pensato di incentrare gli interventi sulla superficie, sull'immagine del Papa, dimenticando che la stessa saggezza popolare ci insegna che...... "morto un Papa se ne fa un'altro".
Ma probabilmente la "spinta propulsiva" che animava i primi meeting anticlericali si va esaurendo, o meglio, la formula politico-organizzativa che ha retto per oltre dieci anni ora mostra la corda, è necessario un cambiamento.
Un dato da tenere in considerazione è il mancato decollo dell'organismo di carattere nazionale che doveva sostenere l'azione anticlericale: l'Associazione per lo Sbattezzo. Nel corso di questi anni il meeting e l'Associazione sono entrati in contatto con migliaia di persone di tutta Italia, ma non si è ancora riusciti a creare una struttura di supporto, in grado di organizzare e/o sostenere iniziative anticlericali diffuse (a parte alcune iniziative sporadiche, qualche partecipazione ed un minimo di materiale da fornire ad altre iniziative anticlericali). Un segno sintomatico è che il "Comitato di gestione" indicato nella assemblea di costituzione dell'associazione è formato, quasi per intero, dagli stessi nominativi e fondatori; addirittura negli ultimi anni non si svolte pienamente le assemblee annuali dell'Associazione stessa.
I dibattiti del Meeting Anticlericale negli ultimi anni sono scaduti in qualità, il livello propositivo, di iniziativa e proposta politica è sceso a zero. I risultati sono stati notati anche a livello nazionale, sono diminuite le adesioni, le sottoscrizioni per l'Associazione e per il Meeting.
Quello che ci consolava, fino poco tempo fa, era che il Meeting Anticlericale continuava a rappresentare un importante momento di incontro a livello nazionale.
Quest'anno abbiamo notato, invece, uno scadimento anche in questo settore, una forte presenza di persone che non interagivano con il Meeting ed i suoi appuntamenti (dibattiti, concerti ecc) un rapporto conflittuale con gli organizzatori (anzi, al bar, un ripristino di un rapporto cliente/cameriere: io pago, tu mi servi!), un'aggressività nei confronti degli organizzatori e dei semplici partecipanti tali da far riflettere.
Tutto ciò unito ad un cattivo rapporto con la città. A Fano, grazie ai soliti benpensanti ed integralisti, il meeting è stato marchiato ed è sempre stato messo in cattiva luce. Abbiamo dovuto faticare molto per recuperare la credibilità persa dopo alcuni episodi di incidenti avvenuti nella città, avvenuti anni fa, provocati da partecipanti al meeting anticlericale (non molto desiderati visto che provocarono problemi anche all'interno). Il rapporto sembrava ricucito, il Meeting era tornato nuovamente un ambito in cui potevano convivere giovani ed anziani, militanti e semplici curiosi ecc. (situazione particolare, per esempio irripetibile nei Centri Sociali ed in altre situazioni di "movimento". Invece ci sono stati di nuovo coloro che in nome della purezza (dell'integralismo??), o chi per gusto della provocazione vogliono fare del Meeting Anticlericale un ambito ristretto distruggendo anche quei "ponti" ricostruiti per il rapporto con la città.
Abbiamo poi rilevato un fatto: alcuni interventi al Meeting ci sembrano provenire da coloro che per il resto dell'anno, nelle loro località, non fanno assolutamente intervento anticlericale; ci sembrano solo interessati alla "passerella" del meeting, un palco dove poter recitare o dimostrare di essere all'avanguardia.
Altro problema da risolvere è la sproporzione tra l'esiguo gruppo organizzatore del Meeting Anticlericale e la grossa partecipazione esterna; se questo problema non verrà risolto non si potrà migliorare sia nella parte politico/culturale del Meeting che nella "festa".
Prospettive future: per il prossimo meeting anticlericale, se si dovesse rifare, è necessario un momento di riflessione, non una pausa totale, ma di approfondimento e elaborazione di proposte (facendolo rimanere comunque "vivo", non trasformandolo in un rituale decrepito). All'Associazione per lo Sbattezzo e alla sua carica "provocatoria", va affiancata un ambito anticlericale che si qualifichi contro alcuni aspetti centrali di questa fase delle società moderne: cioè le intolleranze e gli integralismi (non solo in ambito religioso), o che si occupi dell'elaborazione di proposte e di programmi di attività.
Circolo Culturale N. Papini
4/1/96
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