MICROSISMA: la rivista della sinistra poco disastrata.

 

 

Per questa straordinaria intervista "Microsisma" ha sguinzagliato il suo miglior inviato: Arcangelo Ghiandagrande (meglio conosciuto come l'Enzo Biagi dei poveri) che per questo servizio ha lasciato la sua tana proletaria abituale (i miseri tavoli del Caffè Centrale).

 

Mi sono diretto nervoso (avevo ancora in corpo le 600 morette che ho dovuto ingerire nel portare a termine la mia ultima intervista al Pupo di Mare) verso il palazzotto del '400 dove ha sede il Collettivo Scindesfaizz (nome definitivamente adottato dal gruppo di giovani fanesi per il Centro Sociale Autogestito). Varcato l'androne sotto splendidi soffitti affrescati, con pareti coperte di arazzi entro nella "Sede" dei ragazzi.

L'ambiente disorienta, composizioni stile "Mutoid" stanno accanto a preziosi mobili del fine settecento (sicuramente tra i giovani c'è qualche appassionato frequentatore del mercato dell'antiquariato), in terra tappeti Persiani (mi spiegano che riescono ad averli clandestinamente tramite profughi iraniani, ne prenoto 25).

Lo stile dei giovani è un miscuglio di post-punk e neo-hippy (stranamente c'è poco grunge), alcuni sono travestiti da "normali" altri ostentano abbigliamenti trasgressivi (se non devianti). Prima di iniziare il colloquio chiedo come mai, visto tanto ben di Dio, si sono messi in testa di chiedere uno spazio al Comune. Mi chiariscono che sono stanchi del lusso, mi congratulo con loro, poi ricorrendo ad un vecchio, ma sempre valido, sistema educativo li sistemo in piedi lungo le pareti del salone ed inizio l'interrogazione.... pardon, l'intervista.

 

Come, quando, dove è nato il collettivo scindesfaizz?

MONICA: Il collettivo è nato nell'afosa e apatica estate del '92. un gruppo di giovani fanesi stanchi della solita routine della città che ti offre o le pere o le discoteche decidono di creare uno spazio autogestito.

Cosa intendete per C.S.A.?

ROBY: Un C.S.A. come posto fuori dalle logiche di mercato dove esprimere le proprie idee senza condizioni di massa, dove il divertimento non viene inteso come forma di profitto. Un posto dove ci sia la possibilità di autorganizzarsi anche per la fasce più emarginate e proletarie della città e che in più sia del tutto distaccato dall'amministrazione comunale e dalle logiche di partito.

Quali attività avete affrontato o affronterete?

LUCIA: Il collettivo scindesfaizz ha partecipato a varie manifestazioni nazionali e regionali: Pesaro corteo antirazzista, Roma manifestazione nazionale sui provvedimenti del governo Amato, Ancona contro la militarizzazione dei territori, Udine meeting sulle realtà anarchiche autogestite del Friuli. Questi sono alcuni argomenti che si affrontano nell'ambito di un centro sociale autogestito a differenza di alcune strutture comunali che ne discutono ma non agiscono pur avendone la possibilità.

FRED: Il collettivo ha inoltre organizzato diversi concerti a Fano (nella "stanza" del Centro commerciale S.Orso, al Cubo, alla Rocca Malatestiana. Momenti importanti di socializzazione di divertimento che dimostravano che si poteva far qualcosa al di fuori dei circuiti tradizionali. Il collettivo è stato presente in piazza e nelle vie di Fano con diverse mostre sugli spazi autogestiti, sulla disastrosa situazione fanese, su argomenti antimilitaristi ecc. Abbiamo fatto diversi volantinaggi e abbiamo manifestato durante una divertente seduta del Consiglio comunale. Infine, cosa molto importante, il collettivo ha autoprodotto diversi numeri di una fanzine dal nome omonimo.

Cosa ne pensate del centro di aggregazione giovanile?

ROBY: Se quei ragazzi erano partiti con l'idea di un C.S.A a me sembra quasi impossibile che siano arrivati a sottostare alle regole del centro di aggregazione giovanile in mano a gente spregevole del calibro di Santarelli e della Isotti. A me fa schifo, io voglio.....un C.S.A.

DANIELA: Mi sembra una sala d'aspetto dell'ospedale, la voglia di espressione entrando in quel posto passa! Non ho parole!

DANIELE: Noi fondamentalmente non accettiamo l'idea di scendere a compromessi ne con loro ne con l'amministrazione comunale. Non credo ci sia il bisogno di chiedere tante autorizzazioni per esprimere le proprie idee e per creare qualcosa di alternativo. L'idea di avere un comitato di gestione in un centro giovanile per di più con orari limitati costringono i giovani a trovare divertimento in luoghi preconfezionati (pub, discoteche, cinema). Secondo noi l'idea di autogestione e di autodeterminazione non si limita agli spazi ma esiste già nella nostra vita quotidiana: gli ideali non si sgomberano.

SILVIA: Al posto di andare al centro di aggregazione preferisco stare a casa a guardare la televisione. Il fatto di avere uno statuto che regola le proprie iniziative la ritengo un'azione molto limitativa.

FRED: E' una gabbia, la formula con cui è costituito, con il controllo diretto dell'amministrazione comunale, con un loro delegato nel comitato di gestione e con "animatori" professionisti, risponde alle politiche che cercano di controllare il disagio giovanile, permettendogli qualche attività come sfogo (magari con molti soldi a disposizione) per evitare "devianze". Sono politiche che considerano i giovani come minorati e da tenere sotto osservazione, incapaci di creatività e di capacità.

Voi che lo criticate tanto, avete mai provato a frequentare il centro di aggregazione giovanile o a proporre iniziative all'interno di esso?

ERICA: Dopo lo sgombero del C.S.A. avvenuto il 10-4-'93 e privati della stanza in cui ci riunivamo, siamo stati costretti ad utilizzare le loro strutture.

ROBY: Noi pensavamo di utilizzare solo gli spazi del centro di aggregazione senza però entrarne a far parte (tesseramento ecc..). Infatti avevamo organizzato un concerto che doveva tenersi nel cortile adiacente il centro. Soltanto che loro volevano che l'iniziativa fosse pubblicizzata come se fosse loro, cosa che a noi non andava proprio, così in seguito ci fu negato lo spazio.

Cosa significa la parola scindesfaizz?

GIORGIA: Non ha un significato preciso, ognuno è libero di interpretarlo, sicuramente non come una cosa che si riferisce alle ideologie naziste.

FRED: In ostrogoto significa "non rompeteci le palle".

DANIELA. Sicuramente per noi C.S.A.

Chi è il vostro capo?

ROBY: E' chiaro sono io!

DANIELA: Ma che dici sono io il capo!

MARCO: Già la parola collettivo può rispondere da sola alla domanda, non abbiamo bisogno di un capo ma abbiamo bisogno dell'aiuto delle persone che credono come noi nell'autogestione e nella libertà.

 

 

KOLLETTIVO SCINDESFAIZZ

 

7/8/93

 

 

 

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