mille giorni bastano!
31 dicembre 1994: mille giorni dallo scoppio della guerra a Sarajevo e in Bosnia Erzegovina.
*questo è il titolo della campagna di solidarietà con le popolazioni della Jugoslavia promossa dal Consorzio Italiano di Solidarietà. Il Consorzio (ICS) opera per coordinare le iniziative di associazioni di volontariato di base che da tempo lavorano per portare aiuti in Jugoslavia, ospitare profughi, diffondere una cultura della pace e tessere legami culturali che impediscano alla guerra di distruggere anche quel po' di umanità e dignità rimaste.
*la guerra in Jugoslavia sembra volere avviarsi verso uno scontro ancora più sanguinoso. le prospettive dell'ONU sono inesistenti. I deboli sforzi non hanno (ovviamente) prodotto alcun effetto né l'ONU ha saputo proteggere la popolazione civile. Chi la fa da padrone anche in questa situazione sono i militari e gli ultranazionalisti che ritengono di non avere niente da perdere dal proseguimento dei conflitti. Ma la popolazione civile, ormai stremata, la pensa diversamente.
*Ora anche l'ipotesi americana di togliere l'embargo delle armi ai musulmani di Bosnia diventa una ulteriore minaccia che il conflitto si allarghi a macchia d'olio sfruttando rappresaglie alimentate anche da odio religioso ed etnico.
Nel frattempo l'ONU si dimostra il fantoccio che è: un' inutile istituzione che agisce con spietato pugno di ferro solo quando si tratta di difendere gli interessi economici delle multinazionali e dei paesi ricchi (vedi guerra del Golfo). Ma il caso della Jugoslavia è diverso, la spartizione è una questione di potere e, come la vendetta, deve essere consumata fredda: molte nazioni ricche stanno aspettando la fine dei massacri, guardando alla Jugoslavia come terreno per prossimi lucrosi affari fatti dietro il paravento della "ricostruzione".
Mentre migliaia di volontari in tutta Europa portano solidarietà alle popolazioni civili, basandosi sulle sole proprie forze, i governi europei restano a guardare...e i soldi promessi e stanziati per gli aiuti non vengono devoluti.
Ecco un brutto spettacolo in più, che insegna che si debbono prevenire le guerre, ed ostacolare le culture che generano divisioni ed odi razziali, etnici, religiosi. Un brutto spettacolo che, per non divenire immagine delle nostre passività e del qualunquismo, va osteggiato diffondendo una cultura pacifista e antimilitarista, ed aiutando le persone jugoslave che stanno cercando di farlo.
Bisogna agire concretamente, e smettere di pensare che la nostra azione non serva a nulla, perché invece la nostra volontà, unita con le altre, può fare molto: dicendo NO alle spese militari, NO alla politica nazionalista del nostro attuale governo (che di recente ha bisticciato con la Slovenia) e invece un SI' deciso a tutto ciò che è solidarietà e impegno per la integrazione tra i popoli.
Sarà aperto un punto di raccolta a Fano
presso la Mostra del Commercio Equo e solidale che si terrà in via da Serravallle (salone S.Maria Nuova) dal 11/12 al 23/12 per la raccolta di: lattine di olio, farina, zucchero, frutta secca.Gli alimenti partiranno da Falconara con i convogli dell'ICS.
PACIFICO ADRIATICO è un collettivo fanese di persone variamente coinvolte in associazioni,
circoli, iniziative di solidarietà...abbiamo già svolto iniziative di informazione e di solidarietà
(conferenze, sottoscrizioni, ospitalità a profughi...).
Siamo soci del Consorzio italiano di Solidarietà.
Fano, 4/12/94
Tocca il diavolo per tornare alla Home Page