Il Mostro dell’ex Montevecchio
Nonostante l’edificio sia
praticamente ultimato (chissà se verrà fissato un giorno per il taglio del
nastro da parte delle autorità amministrative?) la cementificazione dell’area
dell’ex caserma Montevecchio continua a raccogliere “concessioni” positive (ci
riferiamo all’ultima concessione edilizia approvata).
Da quando sono state tolte
le barriere protettive si ha una percezione migliore del pateracchio:
I reperti archeologici
(parte di questi prima visibili attraverso la copertura di plexiglas),
praticamente, non sono visibili e usufruibili.
Sono comparsi alcuni
graziosi funghi di cemento (nell’unico lato aperto del chiostro) dove la
presenza di grate di metallo indicano la presenza di condotti per l’aerazione
(speriamo senza l’uscita di aria proveniente dalle ventole di impianti di
condizionamento, altrimenti l’ingresso del cortile diventerebbe impraticabile,
almeno in estate). Questi funghi non commestibili impediscono la visione degli
“archetti” cioè di quello che rimane del chiostro dell’antico monastero.
Ma c’è una cosa ben più
grave: ad un esame dello stato degli archetti questi evidenziano vistose
“crepe” in diversi lati.
L’attuale bardatura
protettiva è sicuramente antiestetica ma necessaria per impedire il crollo di quello
che rimane del chiostro.
Ci chiediamo se lo scavo in
profondità dell’edificio intorno al chiostro non abbia prodotto altri danni
statici a questi reperti (oltre alle visibili crepe).
A questo punto vogliamo
veramente sapere chi sia il responsabile di tutto ciò.
Tempo fa erano state
minacciate commissioni d’inchiesta, richieste di responsabilità, precisazioni
dalla sovrintendenza, ma questi esami cosa hanno prodotto?
Non vorremmo che tutto si
traducesse nel solito fumo negli occhi, un polverone creato per far passare
comunque uno scempio che ha invece delle responsabilità precise nei confronti
della cittadinanza.
“L’alfiere” di tale opera
d’arte è stato indicato da alcuni comunicati (Circolo Einaudi, esponenti Verdi
ecc) nell’ex sindaco Giuliani, che ricopriva i massimi incarichi di
responsabilità amministrativa all’epoca della concessione. Tale personaggio,
“esternando” sull’argomento tempo fa, ha avuto persino l’ardire di dare tutte
le colpe alla sovrintendenza ed alle amministrazioni successive (chissà perché
salvava solo la sua??).
A rimanere beffati sono di
nuovo i cittadini fanesi … ma che importa?
È sufficiente che continuino
a votare….
Fano 4/6/2002
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