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No a tutte le guerre, no a tutte le operazioni di “polizia”
Con il voto del parlamaneto di alcuni giorni fa l’Italia ha aperto un nuovo fronte di guerra: manteniamo contingenti militari nella ex Jugoslavia, abbiamo appena inviato gli alpini in Afganistan, ora altre truppe sono pronte a sbarcare in Iraq. In barba agli appelli “pacifisti” invocanti il rispetto dell’articolo della Costituzione Italiana che dovrebbe ripudiare la guerra, in questi ultimi anni, grazie a governi di tutti gli schieramenti, i militari italiani sono stati dispiegati nei principali scenari di guerra; interventismo senza precedenti dalla fine della seconda guerra mondiale. In questa situazione il semplice pacifismo etico non ci sembra possa dare grossi risultati. Proviamo a spiegare in poche righe perché, secondo noi, solo l’antimilitarismo può portare a risultati effettivi.
Quella contro l’Iraq è stata una guerra legale? Diversi governi e forze politiche chiedevano un voto dell’ONU che avrebbe garantito così la sua legalità. Secondo noi TUTTE LE GUERRE SONO ILLEGALI, per i civili uccisi da eventuali bombardamenti legali, sarebbe forse cambiato qualcosa? L’ONU giustifica la guerra per “legittima difesa”, in questi anni gli USA hanno dilatato a dismisura questo concetto fino ad arrivare a guerre preventive di difesa in tutte la parti del mondo: questo è paradossale, ma rende più irreale l’azione delle Nazioni Unite. Questa guerra ha anche dimostrato che l’Onu non è una garanzia per i popoli ma uno strumento al servizio delle grandi potenze, che si usa quando è necessario e si butta quando non lo è. Poi perché parlare solo della guerra in Iraq e non delle altre 40 guerre che insanguinano il mondo?
La guerra porterà libertà e giustizia in Iraq? Emblematico il primo provvedimento delle truppe USA a Bagdag: per garantire l’ordine pubblico hanno assoldato... i poliziotti del vecchio regime. Gli Stati Uniti governeranno direttamente quel paese finché non troveranno dei fantoccio a loro assoggettati (è ovvio che comanda chi ha le armi). Qualche anno fa lo stesso Saddam fu aiutato dagli Usa in funzione anti Iraniana; poi vennero sostenuti i talebani in funzione anti Unione Sovietica. Tutte queste manovre (ed oggi l’invasione dell’Iraq) servono a garantire gli interessi economici e politici ma non servono al popoli compreso quello iracheno: colpito dalle bombe Usa, massacrato dal feroce regime di Saddam, affamato dagli embarghi internazionali.
Il petrolio è importante in questa guerra? Certo, i governanti Usa hanno dichiarato che i danni di questa guerra verranno ripagati... con il petrolio iracheno, una guerra a costo zero, anzi in utile per effetto delle ricche commesse che verranno assegnate alle imprese occidentali per la ricostruzione; per non paralare della gestione dei pozzi petroliferi per 20/30 anni a compagnie amiche (le stesse, insieme alle industrie produttrici di armi, che hanno sponsorizzato la campagna elettorale del presidente degli Stati Uniti e, sostenuto questa guerra). In questa logica è l’intervento italiano: oggi i “poliziotti” domani uomini d’affari. Ma non è solo per il petrolio, l’invasione di un paese arabo significa anche un segnale per tutti i paesi del medio oriente (vedi le minacce alla Siria); non da meno è una battaglia culturale e religiosa: il fine è quello di esportare il modello di vita americano.
Francia, Russia, il Papa il centro-sinistra italiano: tutti pacifisti? La Russia era il primo partner commerciale dell’Iraq di Saddam (cosa che ovviamente non sarà più nel futuro), l’Iraq aveva quasi 10 miliardi di dollari di debiti verso la Russia (adesso chi pagherà?), cosa poteva fare la Russia se non difendere i suoi interessi? Imprese francesi avevano la concessione di vari giacimenti petroliferi (a differenza di quelle americane che erano assenti) e diversi altri interessi. Il Papa ha fatto discorsi ecumenici invocanti la Pace, ma buona parte dei governanti cattolici (a partire da quelli italiani) hanno sostenuto questa guerra. Un comportamento ipocrita: l’etica morale espressa dal Papa viene utilizzata quando fa comodo (scuola cattolica, legislazione a favore del cattolicesimo, otto per mille ecc), e quando c’è da intercettare il voto cattolico (vi ricordate il libro dei sogni di Berlusconi che citava di essere ancora amico della sua prima moglie senza dire che era divorziato), ma quando si sostiene tesi fastidiose improvvisamente gli uomini politici diventano “laici” e uomini di “stato”. I pacifisti più buffi sono all’interno del centro-sinistra italiano, in piazza (poco convinti) prima e durante la guerra, ora sostenitori degli interventi di “polizia” (sempre e comunque come nella ex Jugoslavia, anche se capaci di escludere assolutamente e pubblicamente il loro appoggio fino mezzora prima della votazione). Sono gli autori di un pasticciaccio in parlamento (luogo di compromessi e patteggiamenti che più si adatta ai consumati politici del trasformismo), che benedice questa nuova impresa militare italiana (e pretendevano anche il ringraziamento di Berlusconi).
Solo il no a tutte le guerre, a tutti gli eserciti, a tutte le armi, a tutti i fabbricanti di armi, solo il blocco delle risorse ora destinate alla guerra e agli strumenti di morte può farci sperare nella pace, nella giustizia, nell’eguaglianza e nella libertà. Circolo Culturale Napoleone PapiniE-mail: n.papini@abanet.it sito: www.abanet.it/papini/
Fano 18.4.2003
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