I GUASTI DELL’EDUCAZIONE PROIBIZIONISTA.

 

Ancora una volta si assiste, sulle pagine dei giornali locali, ad un dibattito incredibile tra i fautori del proibizionismo e della chiusura di spazi e coloro che tentano di far uscire questa "ridente località sul Mare Adriatico" dalla sonnolenza di paese.

Il terreno di scontro, questa volta, è il circolo ENDAS Il Vicolo (ma poteva benissimo essere la pista da ballo "sequestrata" di un altro locale o altri). Gli argomenti sono gli stessi utilizzati contro i giovani che lottano per il Centro Sociale Autogestito: il rumore molesto, la presenza di giovani indesiderati ed altri classici del perbenismo.

Una differenza c’è: il Centro Sociale Autogestito era una casa in campagna, ai margini di un quartiere (che è stato utilizzato come laboratorio di intolleranza) mentre qui siamo in pieno centro, addirittura nelle vicinanze del Vescovado. Se l’intolleranza proibizionista si è scatenata contro un lontano luogo di aggregazione di giovani, è logico che tale atteggiamento repressivo si abbia anche nei confronti di tutte le cose che si muovono al di fuori della normalità. Ora è sufficiente non stare seduti davanti alla TV per essere al di fuori della norma.

Noi non ci stiamo (come disse il Presidente Scalfaro), rifiutiamo la logica perversa che sta attraversando la nostra città: tutti rinchiusi in casa, dopo il tramonto.

Si corre il rischio che QUALSIASI tentativo, sia di normali locali commerciali che per le situazioni di socializzazione "diversa", venga represso (non capiamo perché poi ci si scandalizza delle pietre tirate dai cavalcavia o delle corse in automobile, queste cose rischiano di diventare, per alcuni, un’alternativa alla desolazione).

Dobbiamo però riconoscere, che, oltre al perbenismo locale, anche l’amministrazione comunale contribuisce al peggioramento della qualità della vita dei giovani.

Da qualche tempo l’amministrazione comunale ha condannato ad un "percorso ad ostacoli" i giovani che chiedono uno spazio per crearvi un Centro Sociale Autogestito, trovando le scuse più fantasiose pur di non assegnare stabilmente un locale. La cronaca locale riporta in questi giorni la notizia di locali di proprietà comunale assegnati a prezzi irrisori.

Che in questo campo regnasse la massima discrezionali, è sempre stato noto: abbiamo spesso denunciato il fatto che coloro che hanno padrini e sostegni politici (in particolare nell’ambito cattolico e tra quelli vicini alle forze politiche che si sono avvicendate, negli anni, alla guida di Fano) hanno avuto a disposizioni spazi e locali. Mentre coloro che non hanno questi sostegni non ottengono spazi e, comunque, li devono conquistare a caro prezzo (con lotte e/o alti costi).

Abbiamo anche sostenuto che l’amministrazione comunale deve incentivare, con una politica di bassi prezzi, tutte quelle iniziative di carattere sociale e culturale che nascono e si sviluppano nel nostro territorio.

Purtroppo di questo principio le amministrazioni comunali hanno recepito ciò che era più comodo: nessuna selezione tra iniziative culturali e/o sociali ed iniziative commerciali, ma appoggio all’interesse di bottega e/o alla convenienza politica.

Bisogna tentare di spezzare questa logica. Alcune associazioni hanno evidenziato nei giorni scorsi una scarsa sensibilità dell’amministrazione comunale nei confronti dell’ambiente, del traffico ecc. (tra prime iniziativa di "pulizia", pur di vendere al più presto il Palazzo Gabuccini, c’è stata quella dell’eliminazione di tutte le bacheche di associazioni della cosiddetta "società civile" che erano installate sotto i portici).

Uguale scarsa sensibilità esiste nel campo culturale a livello di base (a parte le iniziative costose o dinosauriche).

Ci sembra necessario aprire un nuovo fronte di "resistenza".

Da parte nostra, pur senza budget milionari, continuiamo le nostre attività culturali proponendo a Fano lo scrittore Pino Cacucci (vedi allegato comunicato)

 

CIRCOLO CULTURALE NAPOLEONE PAPINI

Via Garibaldi 47 Fano

2/2/97

 

 

 

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