FANO: NATURE MORTE, MAUSOLEI, MOSTRE E MOSTRI,
LETTERA APERTA ALL'ASSESSORE ALLA CULTURA.
L'assessore alla cultura del comune di Fano, Martino Branca, ha recentemente lanciato un appello a tutte le associazioni culturali sulla destinazione degli spazi della scuola "L.Rossi".
Ma, subito, la proposta viene ristretta al solo primo piano di questo stabile in quanto il piano terra sarà destinato a galleria per grandi mostre (il cosiddetto piccolo Beaubourg di Fano).
Vogliamo subito puntualizzare il carattere di questa nostra risposta: non ci interessa solo intervenire sui piani artistico-culturali dell'Amministrazione, quanto invece respingere fermamente quei progetti che non tengono in alcun conto le carenze della realtà fanese.
Esaminiamo tre punti:
1)Le politiche dell'Amministrazione comunale.
2)Gli spazi disponibili
3)Le esigenze che emergono nella città
Abbiamo sentito, tempo fa, che la scelta di un assessore alla cultura "esterno" era giustificata dal fatto che era necessario "sprovincializzare" Fano. Questo è un concetto condivisibile, abbiamo paura che però i risultati non siano quelli voluti, o meglio, se è vero che Fano non è altro che un grosso paese siamo riusciti a "spaesarlo".
Non entriamo nelle polemiche dell'abolizione della tradizionale stagione lirica, non siamo conservatori, il problema sono le risorse. Siamo stati contrari agli sprechi di una Fano Jazz tutta incentrata su "grandi" nomi (o contrabbandati come tali), siamo contrari ad eventi che scoppiano in Fano per lasciare poi il deserto. Siamo contrari all'organizzazione di mega mostre che succhiano un mare di risorse dalle casse comunali, per avere risultati negativi, principalmente sul piano economico (è scandaloso, come riferisce la stampa, che mostre costate circa 50 milioni abbiano incassato neanche 100 mila lire!); non siamo contrari alla cultura ed agli artisti, ma si è mai provato a pensare all'impatto e agli effetti che queste mostre hanno sulla realtà culturale e sociale di Fano?
Secondo noi risultati pari allo zero, se non quelli di egemonizzare tutti gli spazi disponibili (sottraendoli ad altre iniziative) e svuotare le casse, implicano un riesame del programma culturale da parte dell'Amministrazione.
Gli spazi disponibili a Fano:
-Sala comunale: attualmente inagibile per ristrutturazione; fino a poco tempo fa era l'unica sala che poteva essere richiesta gratuitamente. Ora la sua agibilità per iniziative pubbliche è messa in discussione: o non verrà più concessa oppure l'utilizzo sarà subordinato al pagamento di un affitto.
-Sala S.Arcangelo: una delle poche sale del centro, è in se' un caso anomalo. La proprietà è della Curia, mentre l'uso del riscaldamento va pagato al Comune di Fano. In estate, quando il centro si spopola a favore del Lido, ci si starebbe molto freschi, in inverno, quando viene effettivamente utilizzata, un pò meno. Comunque in questi periodi di magra è sempre impegnata, e la prenotazione deve avvenire con mesi di anticipo.
-Rocca Malatestiana: dopo alcuni anni di "presunta inagibilità" la Rocca è stata riammessa nel novero degli spazi concedibili, ma il suo alto prezzo d'affitto e le lunghe trafile burocratiche (nonché politiche) la rendono comunque una "conquista"per qualsiasi gruppo che ne fa richiesta, più che uno spazio di cui usufruire liberamente.
-Sala della Rocca Malatestiana: visto che per le mega mostre, la galleria d'arte in Piazza non viene reputata sufficiente, questa sala quest'anno è iperutilizzata. Dato che le iniziative del Comune di Fano hanno la precedenza, in pratica, anche se ciò non è mai stato ufficialmente dichiarato, il suo utilizzo è limitato alle iniziative del Comune.
-Galleria d'Arte in Piazza: è vincolata all'utilizzo per le sole mostre/i organizzate dal Comune, qualsiasi altra iniziativa non è consentita.
-Sala del Centro di Aggregazione Giovanile: essendo questa una struttura collaterale all'Amministrazione Comunale, non è sempre utilizzabile. A differenza di altre sale che il Comune concede dietro semplice domanda, qui c'è il vaglio del Comitato di gestione del Centro che vigila strettamente sull'utilizzo di carattere culturale e non politico.
-Sala S. Michele: inagibile.
-Sala convegni del Chiostro S. Domenico: privata, utilizzabile solo da Paperon de Paperoni.
-Sala S.Lazzaro: unica sala con pochi vincoli d'utilizzo (se non l'eventuale affollamento di iniziative). Ha il "piccolo"difetto di essere ultra decentrata. Non favorisce certo l'avvicinamento tra le iniziative ed il pubblico dei cittadini, aficionados a parte.
Da questa breve panoramica, l'Amministrazione dovrebbe chiedersi se a Fano è più necessaria un'altra sala solo per mostre da addetti ai lavori e nomi di grido (e anche poco aperte alle culture "alternative"nazionali e locali), o più sale attrezzate per convegni, dibattiti o quant'altro. Ci sembra che sia quest'ultima l'urgenza più concreta da risolvere: creare maggiori spazi pubblici (a basso prezzo!), da mettere a disposizione delle varie associazioni politiche e culturali fanesi, le quali, pur autonome dai progetti comunali, quindi spesso senza godere nè di contributi nè di patrocini, sono comunque altamente propositive e "sprovincializzanti".
CIRCOLO CULTURALE
NAPOLEONE PAPINI
Via Garibaldi 47 FANO
Fano, 31.5.96
Tocca il diavolo per tornare alla Home Page