IL "NUOVO" ORDINE MONDIALE...
E' passato un anno dalla "Guerra del Golfo", a causa della quale sono morte duecentomila persone. Saddam Hussein continua a governare, e le multinazionali occidentali fanno soldi con la ricostruzione di ciò che hanno distrutto i bombardamenti.
Questa è la "pace" che, primi fra tutti, gli USA hanno dichiarato d'aver imposto con questa tremenda guerra tecnologica: una pace che dimostra chiaramente, a chi sa vedere, quanto ben poco le guerre servano a rendere liberi, e quanto invece servono a rendere ricchi chi le lancia.
L'Emiro del Kuwait, protetto dagli "Alleati" Occidentali, è tornato sul suo tronetto d'oro. In Kuwait la popolazione non gode di diritti civili, Amnesty International ha denunciato le torture e gli arresti patiti dai palestinesi (che erano il 61% della popolazione).
Gli "Alleati" si stanno spartendo l'affare della ricostruzione del Kuwait, un affare da 14.000 miliardi di lire. Sono le stesse potenze occidentali, tra le quali è voluta figurare l'Italia (forse per recuperare le migliaia di miliardi prestate da banche italiane), che hanno fatto affari con Saddam Hussein, che durante la guerra veniva chiamato dittatore, ma al quale erano state vendute armi e tecnologie.
Questa è la "pace", per la quale i bombardieri americani hanno massacrato una fila di 22.000 civili e militari Iracheni in fuga. Sono state violate tutte le Convenzioni che vietano di causare, durante la guerra, sofferenze "inutili".
Ma, del resto, come si può giudicare come e a chi siano utili le sofferenze? Mentre in TV ci mostravano gli aerei da guerra e le maschere antigas, la popolazione civile irachena, case ed ospedali compresi, veniva colpita. C'era l'ordine preciso di ridurre l'Iraq ad un cumulo di macerie. Gli Stati Uniti, che pretendono d'essere difensori della "democrazia'", continuano così a macchiarsi di crimini più efferati di quelli che dicono di voler punire.
Negli USA c'è chi parla di utilizzo della bomba atomica per colpire di nuovo Saddam Hussein (per fortuna che in Italia i più accesi sostenitori della guerra ora hanno da sfogarsi sulle responsabilità di Togliatti per i morti nella "Campagna di Russia" voluta dal Duce).
Tutto ciò per difendere il loro predominio economico nel mondo, fregandosene delle popolazioni di qualsiasi paese: pensiamo ai Kurdi, costretti da Saddam alla fuga, che vengono trattati come deportati; le potenze occidentali mentre lanciano qualche cassa di "aiuti umanitari" coprono gli attacchi che i turchi, alleati nella guerra, fanno contro esponenti del movimento d'indipendenza kurdo.
Dunque le potenze occidentali predicano solamente quando sanno che potranno espandere il loro dominio economico e militare.
Di fronte al disprezzo della vita di questi mercanti d'armi, non possiamo essere tranquilli, neanche quando a parole promettono la "pace", preparandosi nuovi armamenti e schieramenti per altre guerre.
Ora che l'URSS si è sciolta, al suo posto esistono egualmente Stati che non danno nessuna garanzia sul loro ordinamento interno.
E gli stati occidentali premono, per poter esportare il loro dominio economico anche all'Est, per poter colonizzare con i loro "Piani Marshall" e controllare la politica interna delle nuove repubbliche dell'Est.
Così come in Kuwait (ed in Italia con Gladio) gli USA schierano i loro "fedelissimi" agenti più o meno segreti a difendere i loro affari ed a controllare le politiche.
Il Khazakistan, che fa parte del gruppo asiatico sovietico, possiede tremila testate nucleari.
Noi non crediamo che facilmente vi rinuncerà, così come gli USA non rinunceranno alle loro: tutte le promesse fatte in questi anni hanno solo dimostrato che le potenze occidentali si preparavano ad un'altra guerra, ecco lo "smantellamento" degli armamenti! Ne usano di vecchi per rifare di nuovi. E propagandano la mentalità militarista dello scontro violento, della divisa.
Come antimilitaristi accusiamo le potenze militari, primi fra tutti gli USA, di fomentare la vendita di anni, il terrorismo, l'intervento armato in altri paesi.
Siamo convinti che ci si debba opporre sempre e comunque a tutti i tipi di guerra (anche quella nazionalista), a tutti i tipi di armamento ed allo stesso servizio militare, perché con le guerre sono sempre le popolazioni a perdere ed i mercanti d'armi a guadagnare.
Vi sono popolazioni che lottano per liberarsi dalle dittature, dallo sfruttamento, dalla fame e per la loro autodeterminazione.
Per aiutare questi popoli dobbiamo innanzi tutto pensare a rigettare l'ideologia della guerra e della violenza, propagandata dai mass media, guidata dai governi.
CIRCOLO CULTURALE "NAPOLEONE PAPINI"
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10.2.92
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