L'ORO-PORTO DI FANO
Da molto tempo sosteniamo che l'attuale aeroporto di Fano è una struttura costata miliardi ai contribuenti (Fanesi e della provincia di Pesaro) mentre il suo utilizzo è limitato a pochi "fortunati" (spesso né fanesi né pesaresi).
Ora apprendiamo con soddisfazione che questa tesi è stata ripresa in un intervento del vice presidente della Camera di Commercio di Pesaro che afferma che "...non possiamo più dare soldi... per far volare i miliardari dei due club..." (ovviamente Avioclub e Aereoclub).
E' evidente che l'intervento di Pedinotti non ha il nostro stesso obiettivo, ciò è dimostrato dal tenore delle successive affermazioni "... per andare a Sarajevo sono dovuto passare da Vienna, mentre si poteva andare direttamente da Fano..." affermazione abbastanza scontata ma non sufficente per una ulteriore cementificazione dell'aeroporto fanese. Da Fano si può andare nel mondo intero, questo è certo, più difficile è la reale economicità e praticità di questa soluzione, specialmente nel caso di Fano, con due aeroporti vicini e sottoutilizzati (Falconara e Rimini).
La fascia di possibili utilizzatori di "piccoli aerei e piccoli trasporti e/o aerotaxi" individuati dal vice presidente della Camera di Commercio non è molto più ampia di quella degli attuali utilizzatori, e comunque sempre e solo nababbi.
Comunque l'attuale pista già consente tutto ciò, se non "decolla" è perché non esiste il mercato. A Fano esistono molti più disoccupati che Paperoni, sarebbe meglio indirizzare le risorse economiche per risolvere questo problema.
Ci interessa invece riportare al centro dell'attenzione la questione ultimamente poco evidenziata: un parco in quella zona potrebbe essere utilizzato da TUTTI (fanesi e non).
Mentre tutti, a parole, sono concordi su questa soluzione, ben poco si fa per la sua realizzazione. Il sindaco sostiene di aver iniziato le pratiche burocratiche per il passaggio di una zona da proprietà demaniale a proprietà comunale e quindi di essere a posto con la coscienza. Beato lui, ma i cittadini se ne infischiano della proprietà, per la realizzazione di un parco sono necessari semi e piante, non fare segni sulle "piante" catastali.
CIRCOLO CULTURALE NAPOLEONE PAPINI
Fano, 7/11/98
Tocca il diavolo per tornare alla Home Page