BerlusCola contro PepsiProdi

 

Il nuovo sistema elettorale maggioritario non garantisce affatto la tanto declamata "la governabilità" (lo dimostra la crisi del governo Berlusconi dopo solo nove mesi dalle elezioni) ma serve solo ad appiattire lo scontro politico.

Assisteremo sempre più a farse elettorali: tra candidati puliti (o ripuliti?) e sorridenti che si assomigliano e che propongono più o meno le stesse cose (guarda caso sempre a sfavore dei lavoratori e dei pensionati), gente che va dove tira l'audience televisiva e la Borsa, basti vedere Fini che ha di recente dichiarato che non dirà più che Mussolini era "bravo" perché ha visto che la Borsa non lo ha trovato "in" (ma continuerà ad essere democratico fuori e fascista dentro?)

La battaglia tra Prodi e Berlusconi assomiglia alla guerra tra Pepsi e Coca, la differenza sta solo nelle bollicine. I problemi della gente, disoccupazione, salari erosi dall'inflazione, pessime condizioni di lavoro, basse pensioni, riduzione dell'assistenza sanitaria, rimarranno insoluti.

Lo si è visto subito, nella votazione delle due mozioni contrapposte sulla famiglia, ente metafisico da continuare a nominare per essere sicuri ( e rassicurarsi)

che esista per davvero. Fra la mozione proposta dal "centrosinistra" (pds, lega, rifondazione, ppi) e quella proposta dalla destra non c'erano differenze a detta della stessa Rosa Russo Iervolino, che non può essere certo accusata, come noi, di estremismo libertario. Lei che ora è tutta contenta di avere impegnato il pds e rifondazione in un documento a favore della prevenzione dell'aborto, dopo aver impedito, quando era ministra della pubblica istruzione, che ai ragazzi e alle ragazze della scuola secondaria si parlasse di preservativi. Come se l'unica prevenzione all'aborto fosse obbligare le donne a sfiancarsi in una gravidanza dopo l'altra. Leggittima, s'intende: le famiglie doc, le uniche garantite dalla legge, oltre che dal bollino blu, sono quelle da spot del Mulino Bianco: babbo, mamma, un paio di figli, e un nonno a scelta. Regolarmente sposati, possibilmente in chiesa:quello che una volta era concubinaggio, e veniva punito dalle malelingue, ora che non gliene frega più niente a nessuno viene multato dallo stato che si fa garante della pubblica moralità non corrrrispondendo gli assegni familiari. Certo,non è ancora tutelata "la tutela dei diritti dell'embrione" dallo strapotere (?) femminile, ma solo per questione di tempo. Lo stesso D'Alema non è forse andato su Famiglia Cristiana a dire, parlando a titolo personale, s'intende, che è ora di rimettere in discussione la legge 194 ? Anche il vescovo di Ravenna si felicitava qualche giorno dopo (a titolo personale....) del fatto che si smettesse finalmente di parlare della donna per tornare alla Famiglia. Famiglia in cui annegano i diritti delle donne, dei bambini, degli anziani, delle persone sole, che per essere tutelati devono fare, appunto parte di una famiglia. E pensare che già la prima famiglia, quella di Adamo ed Eva, non era finita poi tanto bene, con quella storiaccia fra Caino e Abele... Ripensandoci, loro li avevano, gli assegni familliari?

 

 

Circolo Culturale N. Papini

 

15/2/95

 

 

 

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