Piccoli aerei, grandi disastri.

 

 

Un nostro recente comunicato, che invitava tutti i cittadini fanesi a riprendersi direttamente lo spazio spettante nella zona del campo d’aviazione, era stato bollato da alcuni come fantasioso ed impraticabile.

Una recente delibera del Comune di Fano (molto discussa e per noi molto discutibile) ha invece riacceso le speranze.

Infatti l’amministrazione comunale ha deciso di “donare” un appezzamento di terreno ad una associazione che interviene sul sociale. Per carità nulla contro le finalità delle associazione… però vorremmo che terminasse la divisione dei cittadini fanesi tra quelli di serie A (per esempio l’associazione citata insieme a piloti, paracadutisti, aeromodellisti, cani da caccia, che possono godere di benefici e possono utilizzare i “beni terreni” comunali) e quelli di serie B (tutti gli altri), in particolare per quanto riguarda la zona del campo d’aviazione.

Comunque prendiamo atto di questa decisione comunale che rappresenta un precedente ed invitiamo tutti i cittadini a chiedere anche loro un appezzamento di terreno da destinare ad opere benefiche.

In parallelo alla decisione della cessione del terreno avveniva la stipula del contratto per lo studio dello sviluppo dell’aeroporto, affidata alla Svim (Sviluppo Marche).

Insieme alla Provincia di Pesaro (ed altri) il Comune ha deciso di spendere altri soldi dei cittadini per l’ennesimo studio di fattibilità.

Ancora una volta c’è un vizio di forma nella ricerca affidata: non vengono nemmeno ipotizzate altre destinazioni od usi, la sola ad essere presa in considerazione è l’eventuale sviluppo dell’aeroporto.

Ad un committente che paga lo studio sul ruolo dell’aeroporto che volete che si risponda?

L’esempio del porto è lampante: spendete soldi pubblici che poi qualche privato a cui affidare la gestione lo si trova!!

Ma proprio in questo periodo è tornato in scena un elemento fondamentale MAI tenuto in considerazione dai responsabili e dagli amministratori: il fattore SICUREZZA.

L’aeroporto non è più staccato dalla città come un tempo, poiché questa si è sviluppata proprio attorno ad esso.

I recenti fatti di Milano, l’aereo contro il grattacielo (Pirellone) sede della regione Lombardia, hanno evidenziato i problemi di sicurezza che derivano dagli scali aereoportuali eccessivamente vicini agli insediamenti urbani.

E’ noto che i momenti del decollo e dell’atterraggio sono i più pericolosi, pertanto un aeroporto collocato vicino alla città rappresenta un pericolo da tenere in alta considerazione. Tra l’altro in seguito all’evento di Milano sono stati pubblicati alcuni dati solitamente sono messi nel dimenticatoio; La Repubblica del 23 aprile citava alcuni dati del volo sportivo (proprio l’aviazione generale che si vuole incentivare a Fano) in Italia nel 2001: 156.000 ore di volo, 82 incidenti, 11 incidenti mortali.

Non parliamo poi di altri rischi… entreremmo nel fantastico (ma l’incidente di Milano dimostra l’imprevedibile: chi avrebbe mai pensato ad un suicidio con un’aereo contro un grattacielo?).

 

Circolo Culturale Napoleone Papini

 

 

PS Continua il tormentone… tra le voci circolate subito dopo l’incidente aereo di Milano circolava la voce che il pilota dalla Svizzera si voleva recare a fare il pieno a Milano perché il carburante qui è a buon mercato. Chissà se nessun pilota da Fano si è recato nella vicina Croazia dove il carburante costa meno? Chissà se hanno usato i normali controlli doganali?

 

Fano, 14/5/2002

 

 

 

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