Appello al Comune, perché argini l'invasione di fucili e di transenne. No al giuramento militare al Pincio.
Il circolo Culturale "Napoleone Papini" di Fano si oppone alla scelta della giunta. Ritiene che non sia adatto far svolgere questo tipo di manifestazione in un angolo della città recentemente sistemato. Già nel maggio scorso, quando venne eliminato il mercato settimanale da Piazza 20 Settembre per far svolgere il giuramento, gli aderenti al "Papini" avevano espresso netto dissenso.
"Il Pincio - affermano - è stato da poco pedonalizzato, questo ha permesso ai cittadini, specie nel fine settimana di godersi il centro città ed il mercato con più agio. La caserma Paolini possiede un ampio cortile che è in grado di ospitare qualsiasi giuramento, non vediamo quindi la necessità di usare il Pincio.
L'amministrazione comunale, nel maggio scorso, giustificò la scelta con l'esigenza di far entrare in contatto il mondo militare con i cittadini. Pensiamo che non tutti i cittadini fanesi siano tanto d'accordo con questa affermazione. Per alcuni, i militari, possono essere una fonte di reddito, per altri il mondo militare è fonte di scocciature. Per tanti, come noi (pacifisti, obiettori di coscienza, antimilitaristi) il mondo militare e le sue parate sono un furto, più di ventimila miliardi all'anno, dal bilancio statale, e gli eserciti un'inutile istituzione che andrebbe sostituita in un'ottica di fine di tutte le guerre e della produzione di armi. Dunque, il Comune si prepara a spendere miliardi per il "nuovo look" della città, sarebbe invece meglio che provvedesse a non far invadere i nostri weekend da transenne e fucili, da centinaia di soldati in uniforme di gala che marciano per le vie del centro. Abbiamo già le navi da guerra nell'Adriatico e, durante l'estate, gli elicotteri e i motoscafi che ci cacciano dalla Sassonia per far sparare i soldati. Pensiamo che, stante il diritto di ogni settore sociale di esprimersi liberamente, la militarizzazione del territorio vada fermata".
L'intervento del circolo culturale "Papini" termina invitando i cittadini che la pensano come loro a comunicare il proprio dissenso.
LA GAZZETTA DI FANO
28/11/92
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